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Erosione e porto, Barotti: «Persiani sta alla finestra e a Ravenna parte l’ecodragaggio»

MASSA-CARRARA – Il consigliere di opposizione Andrea Barotti interviene sull’erosione e sul porto. «Le parole del sindaco Persiani sul porto sono la risposta che, in parte, attendevo alle mie numerose richieste di chiarimento su quale fosse la posizione dell’amministrazione sullo scalo di Marina di Carrara. La posizione di Persiani scava un solco con Forza Italia, rappresentata da Stefano Benedetti, su di un tema fondamentale per lo sviluppo manifatturiero del nostro territorio. La maggioranza è quindi divisa e fragile; una debolezza dimostrata dal fatto che il Sindaco, per non acuire i dissidi, intende svolgere la parte di spettatore, sul futuro dello scalo, limitandosi a chiedere una compensazione per il rischio erosione».

Il consigliere di opposizione critica la politica locale: «Credo che non sia apprezzabile quella politica che si mette alla finestra, che si limita a lanciare un grido di allarme ma non avanza soluzioni, proposte. Il porto rende appetibili le nostre aree produttive, nonostante il fardello delle bonifiche, e può trasformarsi in una risorsa per le nostre spiagge quindi è doveroso sedersi ai tavoli ed avere voce; una voce propositiva che promuova lo sviluppo economico, il lavoro e la tutela ambientale. La politica locale deve approfittare delle possibilità che le risorse europee offriranno per dare un nuovo volto alla città indirizzando il nuovo corso alla crescita ed alla sostenibilità. I porti green – spiega – saranno, in Europa, una realtà perciò dobbiamo stare al passo altrimenti rischieremo di trovarci, a breve, esclusi dalla ripresa; siamo la maglia nera della Toscana e se continueremo a restare immobili precipiteremo la Comunità nella paura e nell’angoscia per il destino dei propri figli. I dati della povertà in Toscana sono preoccupanti, sedicimila nuovi poveri in un anno ed altri cinquantottomila a rischio secondo l’osservatorio regionale in collaborazione con Anci e Caritas; dati che dovrebbero far riflettere e capire che è il momento di agire per non essere condannati
dalla storia».

Per Barotti le lacune della classe dirigente sono sempre le stesse: «Ho la sensazione, da quanto vedo, che le critiche dell’allora Presidente Rossi alla classe dirigente locale siano ancora attuali. Non ho avuto il piacere di leggere una proposta originale, alternativa a quella da me avanzata ma solo polemiche, appelli generici di aiuto alla Regione credo che tutto questo non sia sufficiente. Il territorio non ha bisogno di un Sindaco che si limita a chiedere sabbia, così come non ha bisogno di sopralluoghi, più o meno partecipati, ma di una visione, di risposte serie, di lungo respiro che debbono nascere dalle nostre comunità».

Il consigliere di minoranza critica anche l’assessore regionale Monni: «Rilevo, con amarezza, il silenzio sia dell’amministrazione Persiani ma anche dell’assessore Monia Monni e quest’ultimo mi preoccupa notevolmente. L’appoggio dato a Giani è stato un voto contro la destra sovranista anti europeista ma anche un voto per costruire! Il centrosinistra non può pensare di vincere limitandosi ad ergere un muro contro chi non ha capito i rischi del trumpismo ed è distante dalla destra moderata europea. Il sindaco Persiani sta “sul l’argine del fiume”, l’assessore Monia Monni non risponde ed a Ravenna, Fincantieri, dopo aver presentato ai presidenti delle autorità di porto ed alle capitanerie di porto un piano di intervento utilizzando una nave draga, ha dato avvio all’ecodragaggio. Il bacino galleggiante di Fincantieri preleva i sedimenti, li filtra, ne evita la dispersione, separa il fango dalla sabbia restituendo un sottoprodotto di qualità riutilizzabile per i ripascimenti».

Per il consigliere di Arcipelago Massa la soluzione è l’ecodragaggio ed una politica più coraggiosa, moderna e propositiva. «Penso che la strada intrapresa a Ravenna sia quella che una politica propositiva, pronta a cogliere le opportunità offerte dalla tecnologia, dalla generosità dell’Unione Europea dovrebbe avere la forza, la capacità di imboccare – conclude Barotti – Una classe politica conscia del proprio ruolo non si auto marginalizza ma chiede sostegno alle idee, serie e tecnicamente all’avanguardia, che elabora».