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«Ci auguriamo che Sommariva possa sviluppare l’elettrificazione delle banchine»

MARINA DI CARRARA – «L’arrivo del nuovo presidente dell’Autorità portuale dell’Alto Tirreno ci da speranza sullo sviluppo del collegamento ferroviario con il porto di Marina di Carrara. Mario Sommariva arriverà con l’obiettivo di integrare il porto con la ferrovia. Se si andasse in tale direzione potrebbero essere affrontate le osservazione fatte da Legambiente Carrara sul devastante impatto del traffico camion nei nostri comuni.». È il collettivo Massa Città in Comune a dire la sua sul nuovo arrivato all’interno dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale.

«Il porto come la ferrovia sono infrastrutture economiche fondamentali e come tali portano beneficio ai territori in cui si trovano garantendo una connessione che ha solo un aspetto economico ma anche ambientale riducendo il traffico su gomma. – aggiunge il collettivo – Ci auguriamo che Sommariva possa sviluppare l’elettrificazione delle banchine per ridurre l’impatto inquinante sia in termini di polveri che di rumore delle navi attraccate.»

Una ferrovia fondamentale non solo per le delicate questioni legate all’ambiente, ma anche per la zona industriale massese, secondo il collettivo che aggiunge: «Lo sviluppo del collegamento ferroviario merci verso “Massa Zona Industriale” ha bisogno di investimenti non dimenticando la situazione di fatto attuale. Bisognerà valutare modifiche al percorso storico che non impattino sulla vita delle persone e le attività delle aziende. Per questo occorre immediatamente aprire un tavolo istituzionale sul tema con i sindaci, le rappresentanze sindacali, delle imprese e le associazioni di cittadini coinvolte. Anche per quanto riguarda i dubbi sull’erosione, ricordiamo come molti studi scientifici legano ai mutamenti climatici il fenomeno, che impatta non solo sulle nostre coste ma ovunque nel mondo. Ricordiamo come il nostro ex consigliere regionale Tommaso Fattori e Toscana a Sinistra si siano spesi per 5 anni in consiglio per sostenere una tecnologia di “economia circolare” per il ripascimento delle spiagge sviluppata da un imprenditore massese e oggi in uso a Fincantieri e ad altri porti italiani.»