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Barotti risponde alle accuse di Benedetti: «La mia assenza in Consiglio è una protesta»

MASSA – Il consigliere Andrea Barotti risponde alle accuse ricevute dal presidente del consiglio comunale di Massa Stefano Benedetti. “Le sue accuse – afferma Barotti – mi obbligano ad affrontare una questione, arcinota, che esula dal campo della proposta che credo essere terreno ben più interessante. In primo luogo comprendo il difficile momento di Benedetti stante la vicenda giudiziaria, che lo vede coinvolto, resa nota dai giornali e di cui, essendo un convinto garantista, non intendo parlare se non per rimettere alla sensibilità dell’esponente forzista ogni scelta su come meglio tutelare l’autorevolezza, la serenità nell’adempimento della funzione, dell’ufficio di presidenza del consiglio comunale».

«Detto questo – prosegue il consigliere di opposizione – non posso rimanere stupito nel constatare come Benedetti non abbia preso coscienza, nonostante le mie regolari ed ufficiali comunicazioni, che la mia non presenza alle sedute consigliari non è un’assenza ma una protesta. La mia sedia vuota è una voce di profondo dissenso verso la scelta di non aprire, in sicurezza, la sala dei cittadini. Inutile ripetere, ancora una volta, i limiti della modalità impiegata a chi, evidentemente, non ha alcuna intenzione di ascoltare e di trovare serie soluzioni. La sua posizione mi fa sorridere pensando alla richiesta, avanzata dalla destra sovranista, di portare il paese al voto. Mi domando come sia impossibile riunire una pattuglia di consiglieri e immaginare di portare milioni di italiani alle urne. Misteri della coerenza e della convenienza politica».

«Ed ancora – continua Barotti – chiedo, da tempo, di riaprire l’assemblea poiché gli operai, in sicurezza, vanno in fabbrica, i commercianti, gli addetti alla distribuzione e servizi continuano nella loro opera, le forze dell’ordine si prodigano per il paese, medici ed infermieri continuano a svolgere la loro straordinaria missione, il parlamento si riunisce quindi non trovo ragionevole che, dopo tutti questi mesi, un’amministrazione, un consigliere che veste la fascia del presidente del consiglio comunale non siano stati in grado di trovare una sede, se questo fosse il problema, per ospitare l’assemblea cittadina (non abbiamo delle palestre chiuse?). In ultimo – aggiunge – credo che la presenza di per se non basti, a meno che qualcuno la pretenda per creare scenario, contorno, la presenza è un valore quando genera confronto di idee, quando vi è voglia di far competere le proposte e scegliere, non sulla base di un preconcetto, quella che si dimostra migliore; la mia esperienza mi ha portato a concludere che, purtroppo, la destra sovranista rifiuta il dialogo, considera ogni iniziativa della minoranza deleteria, irricevibile per pregiudizio o superata. Quando mi sono accorto che le questioni poste, estremamente gravide di responsabilità, relative, ad esempio, alla depurazione delle acque della vecchia ricicleria, al titolo autorizzativo , alla presenza di cumuli di rifiuti rilevati dalla Commissione ambiente in un sito che per il Ministero dell’Ambiente è chiuso da anni, non sarebbero mai state approfondite ho capito quale fosse il tipo di dibattito e tipo di presenza che la maggioranza desidera. Ritengo non sia giustificabile, ad esempio, che una commissione si riunisca ripetutamente per leggere i risultati delle analisi del Ministero dell’Ambiente; i documenti si leggono a casa. Ritengo
che i miei elettori, solo a loro debbo rispondere ed alla mia coscienza, non vorrebbero un rappresentante ridotto a mera cornice ed allora ho iniziato la mia battaglia ed il mio impegno fuori da un palazzo lontano dalla vitalità e dai bisogni della gente, da qui le proposte e le interlocuzioni con istituzioni nazionali ed europee – conclude il consigliere di opposizione – Il mio dovere lo svolgo, gratuitamente, non mi limito alla “buca” e credo che la città ne sia a conoscenza».