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Rivieri (Fi) attacca: «Cofrancesco esca dal gruppo misto»

MASSA – Continua ad infammare il panorama politico massese la polemica scoppiata tra Stefano Benedetti, presidente del consiglio comunale, e Roberta Dei, presidente del gruppo misto di maggioranza. Polemica che si è protratta anche durante la scorsa riunione dell’assise cittadino, tra accuse e litigi. A prendere le parti della Dei, accusata di “lavorare per la sinistra” sono intervenuti Mauro Rivieri, esponente di Forza Italia e Mario Cipollini (associazione Libertà e Diritti): «Il giorno 11 Gennaio abbiamo assistito in diretta alla seduta del Consiglio Comunale di Massa, – scrive Rivieri in un comunicato – uno spettacolo vergognoso ed indecente, dove buona parte del tempo è stato sprecato per appurare se la consigliera Dei sia iscritta o meno a Forza Italia. Abbiamo un presidente del consiglio ossessionato da questo dilemma tanto da trasformare l’aula del Consiglio in un’aula di tribunale. Tempo che non è stato utilizzato per approfondire ed affrontare la grave vicenda Serinper, che vede il presidente del consiglio di Massa Stefano Benedetti indagato per un reato gravissimo, il traffico di influenze illecite. Benedetti che non ha avuto neppure l’onestà politica di autosospendersi dal suo ruolo istituzionale, fatto per cui i massesi dovranno pagare 10.000,00 euro di commissione di inchiesta.»

«La consigliera Dei, – continuano Rivieri e Cipollini – che è coordinatrice del gruppo misto di maggioranza, una minoranza della maggioranza come usa definirsi, non ha mai nascosto le sue idee progressiste verso politiche riformiste, innovatrici aperte anche al mondo civico in linea con il continuo mutamento della società. Su questi contenuti si è formato un gruppo di lavoro a cui appartengono diverse persone che si riconoscono in queste idee, che altro non sono che i valori e le idee di Forza Italia, contro una destra conservatrice sovranista e “trumpista”, ostile alle innovazioni ed ai cambiamenti etici ed economici e contro il liberismo sociale. In questo gruppo collabora, anche Luca Corsi, come esperto di informatica, una persona corretta ed onesta, di sinistra ma non sicuramente estremista come alcuni vorrebbero far credere. Nessuna trama nessun complotto. Roberta Dei rimarrà li al suo posto, dove è stata eletta a testa alta sempre pronta a denunciare tutte le promesse tradite e disattese fatte da Persiani ai cittadini massesi durante la campagna elettorale (Gaia ne è l’esempio più eclatante).»

«Altro fatto inquietante che è accaduto durante questa seduta è che ad un certo punto si è oscurata l’immagine di un consigliere di maggioranza che aveva preso la parola, – proseguono i due – la sua immagine era così poco visibile che sembrava quasi che qualcun altro leggesse al suo posto. Ritengo questo consigliere il meno adatto a fare prediche sulla morale e a dare consigli di etica di partito quando dovrebbe ricordarsi che alcune persone hanno usato il partito per i propri interessi personali. Voglio inoltre ricordargli che determinati atti disonesti non vengono dimenticati e che prima o poi ritornano. Consigliamo a Cofrancesco, che ha ritrovato questa armonia ed affinità politica con la maggioranza, di uscire dal gruppo misto e ritornare a casa. Oppure spieghi ai cittadini per quale altro nobile motivo rimanga nel gruppo misto. A meno che sia il sindaco Persiani, giustamente, a non volerne più sapere di lui dopo la valanga di gravi accuse e di offese, anche personali, che gli ha vomitato addosso nella seduta consigliare del 18 Novembre 2019; fra l’altro si vocifera che qualche tempo fa, Cofrancesco fosse considerato un fedelissimo sostenitore di Ortori, politico massese che sicuramente non era considerato uomo di destra, definiamolo semplicemente molto di sinistra, ma sicuramente una persona per bene; cosa dobbiamo pensare visto che oggi Cofrancesco è nel centrodestra? Ha cambiato idea oppure è in missione segreta.»

«Per non parlare infine, – concludono Rivieri e Cipollini – del coordinatore comunale, fedelissimo a suo dire di FI, che qualche mese fa è stato ripreso mentre manifestava insieme ai Carc “Partito dei comitati di appoggio alla resistenza per il  comunismo” contro Persiani e a favore della Bolckestein, pertanto contro la posizione di Forza Italia contraria alla Bolckestein e a sostegno dei gestori balneari. Quindi cari “sepolcri imbiancati” non strappatevi le vesti».