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«Un minuto di silenzio per Ashli Babbit: la maggioranza ha dimostrato di stare dalla parte di Trump»

Le parole della consigliera Elena Mosti all'indomani del consiglio comunale che si è aperto con la richiesta di Luca Guadagnucci (Lega): «Alla minoranza è stata negata la parola ma non ha partecipato, oscurando il video o rimanendo seduta»

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MASSA – “Ieri in Consiglio Comunale un consigliere di maggioranza ha chiesto di fare in minuto di silenzio per Ashli Babbit, una veterana dell’Air Force che aveva servito in Iraq e Afghanistan ed era una decisa sostenitrice di Trump e delle teorie cospirative di Qanon. Una tra gli assaltatori al Congresso, che con fare tutt’altro che pacifico volevano raggiungere i deputati barricati all’interno, perché non accettavano, insieme al loro leader Trump la vittoria di Biden alla presidenza americana. Il minuto di silenzio si è poi esteso a tutte le vittime dei fatti di Capitol Hill su richiesta di un altro consigliere di maggioranza. La minoranza ha chiesto parola ma gli è stata negata. Le richieste sono state accolte. Così, il Comunale ha onorato e ricordato Ashli Babbit e le altre morti”. Esordisce con queste parole la consigliera di minoranza (gruppo Volpi Sindaco) Elena Mosti all’indomani del consiglio comunale di ieri, 11 gennaio, il quale si è aperto con un minuto di silenzio. A richiederlo è stato il consigliere comunale della Lega Luca Guadagnucci, seguito poi da Matteo Bertucci (gruppo Persiani Sindaco).

“Il minuto di silenzio è un rito luttuoso: si svolge appunto per piangere e celebrare persone morte – prosegue Mosti – Ora, la morte di una giovane donna non è qualcosa di cui essere felici, al contrario. Ma così facendo la maggioranza del Comune di Massa ha detto chiaramente di stare dalla parte di Trump e del suo utilizzo pericoloso della comunicazione politica e del potere. Un comportamento appunto, che ha portato all’assalto del Congresso. Ricordiamo che tra queste persone, che Trump ha interpellato come “speciali”, si sentiva lo slogan: ”Hang Pence” cioè impicchiamo Pence. Il vicepresidente era accusato da Trump di non avere obbedito ai suoi ordini permettendo la proclamazione di Biden. Altri sfoggiavano dei tatuaggi ispirati a simboli cari all’estrema destra suprematista. Nessuno dei manifestanti era di colore o ispanico. C’era anche chi indossava una maglietta con un teschio e la scritta “Work brings freedom” la traduzione della famosa “arbeit macht Frei” .  I gruppi nazisti hanno rivendicato la partecipazione all’assalto. È stato inoltre paragonato l’assalto a Capitol Hill alla notte dei cristalli in cui i nazisti nel 1938 in Germania hanno distrutto sinagoghe e attività commerciali ebraiche. La minoranza ha negato il proprio consenso – fa notare infine la consigliera – oscurando il video o rimanendo seduta”.

E sull’argomento interviene anche il Movimento Giovanile della Sinistra. Riportiamo di seguito l’intervento.

Il consiglio comunale svoltosi nel pomeriggio di lunedì si è aperto con la singolare richiesta di un minuto di raccoglimento per la morte di Ashli Babbit, avvenuta durante il tentativo di irruzione all’interno del Campidoglio degli Stati Uniti.
Se da una parte sono state immediate le risposte delle forze politiche di diversa matrice e provenienza, all’insegna dal doveroso rispetto verso le istituzioni democratiche, dall’altra la maggioranza del consiglio comunale della nostra città intende dedicare un minuto di raccoglimento a chi mette sotto assedio un parlamento nazionale per contestare un risultato di democratiche elezioni.
Non è nostra intenzione disonorare la memoria dei morti, crediamo però che riguardo la condotta di chi attacca il ruolo delle istituzioni, ogni tipo di atteggiamento differente da una ferma condanna è del tutto fuori luogo.
Ricordiamo che stiamo parlando della stessa maggioranza che denunciò di non poter svolgere correttamente il consiglio comunale “per colpa” delle persone accorse per manifestare, in maniera pacifica e rispettosa, contro le dichiarazioni riguardo il Presidente Pertini; ad oggi questa presunta sensibilità democratica è un lontano ricordo, sostituito da un atteggiamento quanto meno ambiguo.

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