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«Aprire le finestre per il ricambio aria? Se gli studenti non prendono il covid, si ammalano d’altro»

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MASSA – «Nelle aule scolastiche garantire una qualità dell’aria ottimale è, a prescindere, indispensabile; secondo il Consiglio nazionale degli ingegneri, gli impianti di ventilazione meccanica negli edifici scolastici sono imprescindibili, al pari della sicurezza antisismica. Infatti, secondo quanto pubblicato da Sima in collaborazione con la Cattedra Unesco per l’educazione alla salute e sviluppo sostenibile, una scadente areazione potrebbe causare episodi malevoli. Oggi, in piena pandemia la circolazione dell’aria è ancor più fondamentale per cercare di abbattere il rischio di contagio da Sars-cov-2 ed, anche in questa occasione, il Partito Democratico ha rapidamente elaborato una soluzione altamente innovativa: aprire le finestre». Così il professor Luca Tonlazzerini, responsabile del dipartimento cultura di Forza Italia Massa, ha ironizzato sull’escamotage pensato per il ricambio dell’aria nelle aule scolastiche.

«Peccato che siamo nel cuore dell’inverno – dice – e l’apertura delle finestre non garantisce la salubrità e il comfort dell’ambiente ed, inoltre, stride fortemente con l’efficienza energetica. “Soluzione sinistra” – la definisce così Tonlazzerini – , che in alcuni Istituti è ulteriormente aggravata dal malfunzionamento dei sistemi di riscaldamento ormai diventato consuetudine. Anche se il detto cita “il freddo mantiene giovani”, non credo che un ambiente gelido sia il luogo ideale dove accogliere, per ore ed ore, alunne, alunni e personale scolastico. Non credo che la soluzione per non contrarre il coronavirus sia, quando va bene, quella di sviluppare altre malattie da raffreddamento che, oltretutto, comportano lo scatenarsi dei protocolli per potenziali malati Covid, mettendo in allarme scuole e famiglie per un possibile contagio. Auguriamoci – conclude il responsabile del dipartimento cultura del partito azzurro – che la mancata attenzione del Pd al mondo scuola non comprometta nuovamente le lezioni in presenza e, soprattutto, che non sia d’innesco per una terza ondata».

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