LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

Barotti: «Il caso Esselunga pone alla politica, tutta, una seria riflessione»

MASSA – «La fase politica, istituzionale, economica, sociale che stiamo attraversando impone responsabilità, capacità propositiva, chiarezza (è, ad esempio, possibile che Persiani non dica nulla sul porto?), coraggio, flessibilità e visione; è necessario avere un piano di rinascita che individui le priorità, gli interventi in grado di ridare sviluppo, è fondamentale correre e cominciare, da subito, a ben impiegare le risorse già disponibili in attesa di quelle che arriveranno. Due miliardi del Recovery fund saranno destinati alle iniziative presentate dai sindaci; per quel che vedo Massa è in grave ritardo». Lo afferma in una nota il consigliere comunale di Arcipelago Massa, Andrea Barotti, che interviene sul caso dell’ampliamento dell’Esselunga di viale Roma (leggi qui).

«L’opposizione, o meglio la parte che ha visto bocciare la precedente amministrazione, sembra non aver capito che la critica, la polemica priva della proposta non basta e pare non aver inteso che la proposta se non è accompagnata da un vero rinnovamento della classe dirigente non è credibile! Come può essere credibile chi, portatore di un’esperienza di governo, si è ritrovato minoranza? Come può rispondere a quella destra sovranista che ad ogni piè sospinto gli urla in faccia: perché se sei così bravo quel problema non l’hai risolto? La destra sovranista eccelle nel costruire la polemica, non avendo amministrato in passato, ma manca di proposte ed alla lunga il consenso dei cittadini e del sistema produttivo si rivolgerà ad altri interlocutori. La vicenda della variante Esselunga ha alle spalle la lentezza, la debolezza della politica, più specificatamente del vecchio centrosinistra, nel dare alla città una visione di sviluppo urbanistico e gli strumenti per realizzarlo; il percorso si è dipanato, specie nel finale di mandato, tra le liti sotterranee ed in superficie delle varie anime dell’allora maggioranza. L’indolenza della politica, a cui deve aggiungersi la complessità delle procedure amministrative, ha fatto sì, come sovente accade, che i progetti arrivino al traguardo vecchi, non più, per intero o parzialmente, sostenibili perché il mondo, nel frattempo, cambia! La realtà muta – aggiunge Barotti – ed allora è necessario avere nel cassetto (i cassetti non i sarcofagi) un piano B, un’alternativa. Per creare alternative è necessario anticipare o prepararsi agli “scherzi” che il “destino” tira e come ogni italiano sa (siamo campioni nel risparmio) bisogna, per avere un paracadute, gestire bene le finanze e sapere cosa sia necessario e cosa rimandabile. Credo che un amministrazione prudente non avrebbe impegnato le casse comunali in rifacimenti ma in una buona, meno onerosa, manutenzione, avrebbe evitato di cementificare un giardino, con uno Skate park, per realizzare una meno impattante, più contenuta in termini economici, area di sgambatura per cani lasciando uno spazio a parco ed in tal modo avrebbe risposto a tutti quei residenti che si lamentano dello stato delle aiuole sul Viale Roma, tolto ogni giustificazione ai proprietari di cani; il buon uso della “cassa” ci avrebbe consentito di intavolare una trattativa, senza dover allargar troppo la borsa, con Esselunga per più facilmente convincerla a partecipare, insieme al Comune per una quota, alla riqualificazione di “Villa La Rinchiostra” giungendo al risultato di garantire la crescita di una realtà, nel settore della distribuzione, già esistente, nuova occupazione (attenzione ad eccedere troppo sul settore dei servizi poiché il rischio è la sostenibilità nel medio/ lungo periodo), la valorizzazione di un bene architettonico e paesaggistico, il soddisfacimento di un bisogno (area verde e sgambatura cani prossima al supermercato) dei residenti. Quel risultato, escludendo la cementificazione già avvenuta, può essere raggiunto rivedendo la scelta di cementificare, senza aggiungere posti auto e senza un confronto con la città, piazza della Stazione. È inutile, oggi, dire cosa si può perdere o si è perso! Dobbiamo dire cosa possiamo, nelle condizioni in cui siamo, “guadagnare”! Cosa possiamo fare! Possiamo fare, evitando una rotonda in piazza della Liberazione di cui sono incerti i risultati sul traffico, rivedendo le opere prospettate, togliere le buche dalle strade! Recuperare, restituendolo alla città, al centro storico lo spazio vuoto, lasciato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale creando una piazza della memoria! Uno spazio vivo che ricordi la nostra Storia, la fase violenta, dura che il popolo massese ha affrontato e da cui si è rialzato, è rinato nel segno della libertà, della speranza! Si tratterebbe di un iniziativa che cicatrizzerebbe, nel ricordo, una ferita, darebbe respiro al centro città e lancerebbe un forte segnale di ottimismo, di fiducia per l’avvenire della nostra Comunità; dovremmo occuparci, di concerto con la Soprintendenza, per salvare il nostro patrimonio culturale, per far rifiorire il giardino Ducale poiché la nostra storia è la nostra identità ed è anche una leva di ripresa economica (a breve segnalerò alla Dott.ssa Acordon la necessità di un sopralluogo per la facciata di “casa Landi” traccia significativa della nostra Massa) e dovremmo pensare a grandi progetti che mettano tutta la città verso un futuro migliore».