LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

La giunta Persiani a metà mandato, il bilancio secondo il Pd: «Tante promesse e attacchi a “quelli di prima”»

Il gruppo consiliare critica l'amministrazione e annuncia e annuncia un cambio di strategia. La deputata Nardi: «La ricreazione è finita, ci faremo sentire». Bugliani: «Manca senso di responsabilità»

MASSA – “Una giunta inadeguata, priva di un’idea di città e di sviluppo per il territorio massese”. Non le manda a dire il Pd di Massa rispetto all’amministrazione Persiani. Il gruppo consiliare, affiancato dalla deputata del Pd Martina Nardi e dal consigliere regionale Giacomo Bugliani, è intervenuto stamani in conferenza stampa per comunicare il suo punto di vista rispetto all’operato della giunta, a metà del suo mandato amministrativo. “Siamo qui per parlare alla città, ricordando che il Partito Democratico è attualmente il maggior partito all’opposizione e, ancora più importante, il primo partito della città” – ha esordito il segretario comunale del Pd Norberto Ricciardi -. Dopo 2 anni e mezzo ci saremmo aspettati di sapere quale idea di città e quale idea di sviluppo ha intenzione di mettere in campo questa giunta, perché fino ad oggi tutto questo non lo abbiamo visto. E vorremmo confrontarci in modo democratico, senza alcun assalto al palazzo, ma facendo un’opposizione sana. Cosa difficile, dato che i loro mezzi impediscono un vero dibattito”.

“Dalla prima valutazione dell’operato dell’amministrazione – si legge nel comunicato firmato dal Pd di Massa – emergono con evidenza due aspetti. In primo luogo sono miseramente naufragate molte delle iperboliche promesse iniziali; la riapertura del Teatro Guglielmi in 100 giorni, la fulminea uscita da Gaia, la valorizzazione delle frazioni montane, la miracolosa soluzione della questione della pulizia e del decoro urbano, la risoluzione del problema Astor etc. etc. E’ evidente poi – questo il secondo aspetto – che gran parte delle cose fatte da questa amministrazione sono state possibili per effetto dell’operato delle Giunte precedenti: l’approvazione del Regolamento Urbanistico, di fatto avvenuta senza reali modifiche se non lo sciagurato stralcio di Ronchi-Poveromo, il Palazzetto dello Sport, gli interventi sulle scuole e su altre strutture previsti dal Piano delle Periferie, l’importante intervento di Via Pisacane.  Si sono rapidamente sgonfiate anche tutte le polemiche, artatamente montate a fini elettoralistici, sulle difficoltà di bilancio. Al di fuori di questo perimetro definito dagli interventi già fatti o già finanziati dalle precedenti amministrazioni non resta davvero molto di rilevante se non la pasticciata vicenda degli Agri Marmiferi, in cui emergono errori, atti ritirati e giravolte di varia natura, compresa la sciagurata ipotesi di “cave private”.

“Ci sono state anche alcune “perle” – prosegue il Pd – come nel caso della pista ciclabile realizzata sul marciapiede di una parte di via Carducci, molto discutibile dal punto di vista tecnico e totalmente sganciata dal  contesto generale, in assenza di un progetto di mobilità alternativa. Sul piano politico, poi, abbiamo assistito già a due “rimpasti” – “siluramenti”? – di Giunta di cui non è stata data alcuna spiegazione alla città, mentre il Consiglio comunale è stato trasformato in un “votificio” privo di una reale sostanza democratica.

“Ma il vero problema – sottolinea il gruppo consigliare – è costituito dalla totale mancanza di una visione politica generale, totalmente assente in questa amministrazione. Non esiste una visione in materia urbanistica: parzialmente archiviato il regolamento urbanistico frutto del lavoro della precedente amministrazione, ancora non si sa quando si avvierà realmente il percorso per dotarci del nuovo P.O.C (piano operativo comunale) cosi come prevedono le leggi sovraordinate che regolano le norme sulla gestione del territorio.  Sono comparse alcune delibere di Giunta “di indirizzo” su possibili varianti che non è in alcun modo chiaro come possano inserirsi nella pianificazione complessiva del territorio e soprattutto prendere realmente forma. Sul piano della gestione dei rifiuti non esiste alcuna pianificazione per l’ingresso nel gestore unico, Retiambiente, che, con tanti sforzi del passato, è stato reso interamente pubblico. L’amministratore di Cermec ha presentato un piano ambizioso sull’utilizzo degli impianti che pare sconosciuto alla stessa amministrazione e al Consiglio Comunale.       Intanto però abbiamo assistito alla girandola degli amministratori nominati dal Sindaco Persiani, ad Asmiu, a Evam – che qualcuno della maggioranza vorrebbe privatizzare – e in altre partecipate con un sensibile aumento delle loro retribuzioni”.

“Non esiste neppure una politica culturale degna di questo nome – rincarano dal Pd – ben oltre i limiti posti dall’emergenza epidemica. Al di là di ruote panoramiche e giostrine non si è visto molto di più e si è assistito persino alla programmazione dei fuochi d’artificio per il 31 dicembre in piena zona rossa. Non esiste neppure una politica delle risorse umane all’interno della macchina amministrativa del Comune, dove si sono succeduti singoli spostamenti, la moltiplicazione delle Posizioni organizzative, la creazione di un unico “superdirigente”, titolare di settori in chiaro conflitto di interesse, e altri micro interventi in assenza di una vera rilettura della pianta organica.

“In sostanza – concludono – due anni è mezzo vissuti senza una strategia che non si riducesse alla mera tattica comunicativa di attaccare chi c’era prima e gli altri soggetti istituzionali, dalla Regione al Governo, senza dimenticare mai di potenziare, a spese dei contribuenti, lo staff del Sindaco.  Certo, amministrare un ente territoriale non è facile ma, purtroppo per la città, dobbiamo constatare che da parte di questa amministrazione, più volte rimaneggiata, non vi è stata alcuna capacità di predisporre un programma realistico, di creare le premesse necessarie per una visione complessiva, per esprimere una politica della città.  Nella sostanza ha faticato persino nell’ordinaria amministrazione e di fronte alla tragedia della pandemia ha ritenuto, in maniera surreale, di finanziare inesistenti fuochi d’artificio e di piazzare una giostrina in piazza Aranci, quando sarebbe stato necessario impostare un vero piano di aiuti ai cittadini e alle attività in profonda crisi”.

Alle critiche del gruppo consigliare si aggiungono poi quelle della deputata del Pd Martina Nardi: “In questi 2 anni e mezzo abbiamo lasciato governare il sindaco Persiani, ma oggi la ricreazione è finita. Persiani ha potuto spiegare con i fatti la sua linea politica. Ora siamo al giro di boa e i risultati sono quelli che vediamo: più scuri che chiari, e la mancanza di un’idea e di una visione complessiva di città. C’è soltanto il “mettere le mani su cose che erano state fatte da altri”. Poi la deputata annuncia: “Il Pd d’ora in poi cambierà la modalità con cui si è approcciato finora. Saremo vigili, attenti e pronti a costruire un progetto che guardi al futuro della città di Massa. Diventeremo un’opposizione che indicherà strade e farà proposte, ma non lascerà passare nulla di tutte le questioni da noi citate, oggettivamente gravi per il territorio”.

Secondo il consigliere regionale Giacomo Bugliani, quello che manca all’amministrazione comunale è l’idea di essere “la principale artefice dei risultati che si vogliono dare al territorio”. “Ogni volta che c’è un problema, la risposta che abbiamo è la responsabilità di qualche altro livello di governo del territorio. E’ troppo semplice governare in questo modo, perché manca quel senso di responsabilità che si deve avere nell’essere non solo i primi interlocutori dei cittadini massesi, ma anche i primi a dover dare delle risposte alla città. Le soluzioni non calano mai dall’alto, ma arrivano se c’è un’amministrazione pronta a portare avanti certi percorsi”.