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Erosione, la Lega attacca: «La Regione inizi a riportare qui la nostra sabbia dalla darsena di Viareggio»

E Benedetti (Fi) rincara la dose: «Dal centrosinistra non sono mai stati raggiunti dei risultati positivi»

MARINA DI MASSA – La Lega di Massa interviene in merito all’aggravarsi del problema dell’erosione costiera e risponde alla Regione (qui l’intervento): «Mentre la Regione Toscana continua il suo sonno profondo sul tema erosione, la neo-assessore regionale Monia Monni cerca di parare i colpi promettendo di informarsi. Ma la neo assessore dov’era negli anni precedenti? Ve lo diciamo noi: era consigliere regionale, dunque avrebbe dovuto già essere informata. Stessa cosa per quanto riguarda l’onnipresente Giacomo Bugliani, che a ogni disastro sulla costa mette il naso fuori per dire “faremo” per poi in realtà non fare nulla».

«Ricordiamo a Bugliani – attaccando dal Carroccio – che sta promettendo interventi ben dal 2016 e che solo sotto campagna elettorale e in piena stagione estiva è stato fatto qualcosina: una minima parte del lavoro di ripascimento veramente necessario. Sono stati i proprietari degli stabilimenti balneari a essersi mossi per proporre studi e soluzioni, che sono ancora fermi a Firenze. Invitiamo il consigliere regionale Bugliani e la già consigliere e neo-assessore Monni a battersi meno sul petto perché non hanno nulla di cui andare orgogliosi. Inizino invece a lavorare e a impiegare le milionate promesse per risolvere il problema una volta per tutte, intanto tamponando l’emergenza con la redistribuzione della troppa sabbia che intasa l’ingresso della darsena di Viareggio, riportandola da dove proviene, sul nostro litorale: con un’azione del genere si risolvono due problemi con un solo intervento».

«Ma non è certamente sufficiente, perché poi una decisione va presa in maniera definitiva coinvolgendo anche i comuni ed evitando di fare come con l’ultimo mini-intervento di ripascimento, avviato senza alcun preavviso all’amministrazione comunale».

Sulla stessa linea da Forza Italia interviene anche anche Stefano Benedetti, presidente del Consiglio comunale di Massa. Riportiamo di seguito il suo intervento.

L’intervento sull’erosione manifestato pubblicamente attraverso gli organi di informazione dall’assessore regionale Monia Monni,  è da considerarsi fuori luogo per due motivi. Prima di tutto perché i fenomeni di erosione della costa apuana sono iniziati molti anni fa a partire dalle grandi mareggiate come quella del 1949 e così a seguire molte altre volte nel corso degli anni. Il secondo motivo scaturisce dal fatto che il sindaco Persiani e l’amministrazione comunale, si sono insediati solo due anni e mezzo fa e quindi difficilmente possono essere considerati responsabili alla pari di un centrosinistra, che nel merito non ha mai ottenuto dei risultati positivi, nonostante abbia speso inutilmente somme da capogiro e governato la Regione da sempre. Il problema sta proprio in questi termini. Non sono tanto i fondi investiti negli anni nella lotta all’erosione a fare la differenza, ma la dimostrata incapacità di mettere in atto progetti e strategie efficaci, infatti, la storia ci racconta di situazioni paradossali ed addirittura imbarazzanti, legate proprio ai soldi pubblici gettati al vento. Durante l’era Pucci furono spesi ben 10.000.000.000 di lire e successivamente ne furono spesi 3.147.912,00 euro per l’installazione di 7 km di inutili geotubi, che in breve si staccarono dal fondo marino rompendosi e tornando verso la riva come balene arenate. Non possiamo neanche dimenticare gli interventi di recupero e di riequilibrio del litorale dei Comuni di Massa e Montignoso nel tratto compreso tra il Fiume Frigido e il Fiume Versilia, per un importo pari ad euro 14.650.000,00, oltre Iva.

Tutti lavori inutili e costosi che sono stati pagati con i soldi pubblici. La situazione, ad oggi, non è cambiata e assistiamo costantemente a mareggiate che continuano imperterrite a mangiare la costa con l’aggravante dell’aumento dell’erosione, che attualmente interessa fortemente anche il versante versiliese. Ampliamento del porto di Marina di Carrara, correnti confluenti, erosione naturale? Il dibattito intanto continua ma la soluzione non è ancora stata individuata e nel frattempo a pagarne le conseguenze sono gli imprenditori locali, che hanno investito sul settore balneare e turistico, subendo direttamente e personalmente le conseguenze di una politica regionale palesemente fallimentare. Bene avrebbe fatto l’assessore Monni a tacere, quanto meno per rispetto della nostra cittadinanza ed il consiglio spassionato, è quello di cambiare mestiere, perché l’assessore non viene pagato per sparare pubblicamente castronerie sui giornali o sui social, ma per averne dei ritorni economici ed ambientali positivi, favorevoli e di diretto interesse economico del territorio e delle categorie coinvolte.