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«Massa diventerà mai una Green smart city in epoca post covid?»

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MASSA- «Massa diventerà mai una green smart city in epoca post-covid?». Questa è la domanda che si sono posti i portavoce provinciali di Europa Verde Nicoli Roberto e Anne Doumont, che spiegano: «recentemente su importanti riviste scientifiche sono stati pubblicati studi del Cnr-Ibe in collaborazione con Ispra sull’influenza della copertura arborea e del consumo di suolo sulle temperature superficiali urbane – dai quali traggono conclusioni – L’intensità delle isole di calore estive è particolarmente elevata nelle città metropolitane e cresce con l’aumentare, nel nucleo centrale della città, dell’estensione delle superfici con ridotta copertura arborea e forte impermeabilizzazione».

La ricerca è stata estremamente accurata e riferita a molti anni. “Utilizzando i dati satellitari di temperatura superficiale e i dati ad alta risoluzione sviluppati da Ispra, è stato possibile comprendere l’influenza del consumo di suolo e della copertura arborea osservando un aumento dell’intensità dell’isola di calore media estiva di 4 °C”. «Il Covid-19 è una malattia passata dagli animali all’uomo e la comparsa di tali patogeni zoonotici è collegata al degrado ambientale – evidenziano Nicoli e Doumont – Circa il 60% delle malattie infettive umane sono infatti di origine animale e, e l’aumento di temperatura verificatosi negli ultimi anni crea un habitat ideale per parassiti come la zanzara tigre, zecche, mosche della sabbia, tutti vettori responsabili di malattie fino a ieri ritenute “esotiche”, quali dengue e chikungunya, encefalite da zecche e febbre del Nilo occidentale. L’aumento del consumo di suolo che si sta verificando in Italia non va di pari passo con la crescita demografica e nel nostro Paese cresce più il cemento che la popolazione: nel 2019 sono nati 420 mila bambini e il suolo ormai sigillato avanza di altri 57 km2 (57 milioni di metri quadrati) al ritmo di 2 metri quadrati al secondo. È come se ogni nuovo nato italiano portasse nella culla ben 135 mq di cemento».

«Le green city – secondo i due portavoce provinciali – possono essere la risposta per fronteggiare da una parte le emergenze provocate dalla pandemia, dall’altra l’emergenza climatica La ripartenza delle città nel post emergenza Covid è stato oggetto di vari studi e progetti, tra cui quello europeo delle “smart city”. I nostri centri urbani infatti possono modificare la loro improntaecologica che oggi è altamente insostenibile, ma allo stesso tempo possono giocare una parte importante per risolvere alcuni problemi a livello globale. E’ stata costituita una “Carta del Green City Network” cui hanno aderito oltre 70 città italiane grandi, medie e piccole. Tra queste le due toscane Firenze e Prato: che hanno proposto una serie di iniziative per una trasformazione Green».

«Che succede a Massa? – si chiedono –  Piazze come quella di San Carlo, quella davanti all’Istituto Palma e quella della Stazione stanno subendo una completa cementificazione con impermeabilizzazione e spoliazione di alberature e di verde. Di sicuro quindi si potrà avere una notevole aumento della temperatura, una grande difficoltà nella regimazione delle acque pluviali oltre a discutibili risultati artistici e nella circolazione del traffico. Una città green, Massa potrebbe diventarlo facilmente, ripensando questi ed altri spazi urbani in un’ottica post-covid che imporrà cambiamenti importanti del modo di vivere di tutta la popolazione».

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