Quantcast
LiguriaNews Genova24 Levante News Città della Spezia Voce Apuana

Luminarie di Natale a Massa, Rifondazione: «100.000 euro pagati dai lavoratori in crisi»

MASSA – Continuano ad essere al centro delle polemiche le luminarie di Natale installate nelle strade di Massa per le feste di quest’anno. Polemiche che fanno leva sulla cifra di fondi pubblici investiti per le luci, ritenuta troppo alta in proporzione al periodo.

Al coro delle polemiche si unisce anche la sezione di Massa di Rifondazione Comunista: «” col perdurare  della Pandemia da Covid-19 a tutt’oggi la cittadinanza  sta vivendo una realtà sociale dai difficili risvolti economici e psicologici, conseguentemente, l’Amministrazione Comunale ritiene fondamentale promuovere iniziative che sappiano offrire un momento di svago e di socialità ai cittadini  nel rispetto delle misure per il contenimento dell’epidemia.” Con questa motivazione e tre delibere di Giunta, l’amministrazione comunale di Massa ha deciso di spendere circa 100’000 euro per le luminarie di queste feste. Il doppio di quanto speso lo scorso anno. Mentre Rifondazione comunista e altre forze sociali stanno raccogliendo generi alimentari primari per sostenere le difficoltà derivanti dalla crisi economica eccezionale causata anche dalla pandemia, mentre il 27% della popolazione è sul filo dell’esclusione sociale, l’amministrazione comunale di massa pensa bene di “offrire un momento di svago” a chi sta pagando maggiormente questa crisi: siete in difficoltà economica e lo sappiamo, ma godetevi le nostre belle luci! Questa la posizione dell’amministrazione.»

«Rifondazione Comunista ritiene che i circa 100’000 euro destinati alle luminarie avrebbero potuto prendere un’altra strada, aiutare concretamente quelle famiglie che oggi non riescono ad andare avanti, guardare alla carne viva delle persone e provare a redistribuire la ricchezza del territorio. – conclude il comunicato di Rifondazione – Invece siamo di fronte ad una posizione classista, da ancien regime, quando alla fame del popolo si rispondeva con le brioches. Ma non avevamo dubbi sulla linea politica di questa amministrazione e su chi avrebbe pagato la crisi anche sul nostro territorio, non è neppure la prima volta che viene accesa una guerra alle classi meno abbienti. Queste luminarie le hanno pagate lavoratori, lavoratrici, piccoli artigiani, piccole partite IVA che oggi sono i primi a fare i conti con la crisi. Ma di questo pare proprio che l’amministrazione non se ne importi, rinchiusa nella sua Torre d’avorio, a difendere come neo-casta politica ed economica i propri feudi e i propri privilegi. »