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Menchini contro l’amministrazione: «Gaia continua ad avere finalità di lucro»

MASSA – Gaia, la sua trasformazione, più in generale il tema dell’acqua, dopo essere completamente spariti dai radar della discussione politica, sono ritornati in consiglio comunale con un’interrogazione del M5s. A illustrarne i particolari è il consigliere Paolo Menchini: «Per anni abbiamo sentito il centro destra inneggiare all’uscita da Gaia con proclami che erano finiti preponetemene anche nella campagna elettorale».

«Subito dopo l’insediamento dell’amministrazione Persiani, oramai oltre due anni fa, fu votata in consiglio comunale una mozione con un’indicazione chiarissima: trasformare Gaia Spa in un’azienda di diritto pubblico (perciò senza nessuna finalità di lucro, come invece lo sono le Spa), all’interno di un ambito territoriale più piccolo di quello attuale. Alla fine dell’aprile di quest’anno Gaia ha prodotto una relazione dove si mettevano a confronto l’Azienda speciale consortile (quindi di diritto pubblico) con l’attuale Spa finendo però per illustrare un’ulteriore alternativa: la società Benefit, un tipo di gestione particolare in uso nel Galles (Regno unito) ma che purtroppo continua ad avere finalità di lucro».

«Nei tempi stretti concessi dal consiglio comunale, ho voluto ricordare all’assessore Baratta, che forme di gestione di Gaia diverse da un’azienda di diritto pubblico tradirebbero la volontà del consiglio comunale, oltre a quella di milioni di italiani che hanno votato Sì al referendum per l’Acqua pubblica – conclude il consigliere pentastellato – Oggi il centrodestra in Gaia conta un numero di comuni soci che arriva al 40% della Spa, oltre ad aver espresso la vicepresidente della società, non ci sono più scuse per tentennare, altrimenti non rimarrebbe che pensare a un grande bluff elettorale».