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Bolkestein, Mallegni (Fi): «La maggioranza vuole cancellare la categoria dei balneari»

MASSA-CARRARA – «Capisco che alcuni parlamentari del Pd siano in imbarazzo, mi pare evidente che anche oggi si trovano a tu per tu con una maggioranza che, di fatto, vuole cancellare la categoria dei concessionari degli stabilimenti balneari e mettere all’asta le concessioni». Così torna a pronunciarsi il senatore di Forza Italia Massimo Mallegni sulla questione Bolkestein.

«È bene ricordare che l’accanimento del Partito Democratico contro questa categoria – continua il senatore – si era già palesato nella scorsa legislatura con un decreto ‘ammazzabalneari’, stoppato prontamente dai colleghi Bergamini e Gasparri, per poi tornare a far finta di niente o quasi, circa la problematica emersa nel rapporto tra Governo italiano e Commissione Europea. Qualcuno, forse molto poco autorevole e scarsamente ascoltato nel suo Partito, tenta di gettare la “palla in tribuna” andando a riesumare l’allora Ministro Fitto, da me per altro subito contestato platealmente nella immensa Assemblea  Nazionale in via della conciliazione a Roma molti anni fa – si legge nella nota del senatore – ma, la cosa che probabilmente sfugge, è che il Pd e tutta la loro ‘banda’ governano ormai dal 2013 quasi ininterrottamente.  E’ del tutto evidente che il Governo nazionale sta tergiversando sulla questione, non ponendola mai all’attenzione dei piani alti e abbandonando così la categoria dei balneari e tutti gli altri concessionari presenti sulle nostre coste, interne e marine» incalza Mallegni.

«Le questioni da affrontare sono poche ma significative: dall’abrogazione dell’articolo 49 del codice della navigazione, all’adesione alla Carta di Nizza, all’alienazione delle superfici su cui insistono i manufatti – peraltro di proprietà degli stessi concessionari» ribadisce il Senatore auspicando a una linea chiara e decisa d’azione da parte di un Governo che sembra non sia attento ai reali bisogni della categoria. «E’ inutile ‘mandare in giro’ deputati del Pd che non hanno alcun titolo per poter prendere posizione ed è vergognoso che questi chiedano addirittura alle associazioni di categoria di farsi loro diretti interpreti nei confronti del Governo e della Commissione. Questi signori dovrebbero intanto imparare a leggere la costituzione e capire ‘chi può fare cosa’ – conclude – e, in secondo luogo, chiedo che quando essi partecipano alle riunioni, abbiano quantomeno il titolo per farlo e non si comportino come ospiti perché, in questo modo, sono graditi ma le loro affermazioni lasciano il tempo che trovano».