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«Caso Serinper, avviare un’indagine del Consiglio regionale». La politica apuana preoccupata per la sorte dei minori

Si chiede chiarezza e garanzie per tutti i bambini all'interno delle strutture

MASSA-CARRARA – È passata una settimana esatta da quando i Carabinieri hanno fatto scattare il blitz legato all’inchiesta “Accoglienza” (qui i dettagli). La Lega, visto quanto sostenuto dagli inquirenti, chiede l’avvio di un’indagine conoscitiva del Consiglio regionale sul sistema di accreditamento, sulle convenzioni e sui controlli di «cui la Regione è responsabile, nei confronti di quei soggetti chiamati a prendersi cura di bambini, anziani e soggetti fragili in generale» dicono. «Vogliamo analizzare la complessa tematica da vicino per adottare fin da subito i correttivi che servono – precisano i consiglieri leghisti in una nota – affinchè non accadano più cose del genere sul nostro territorio. I bambini non si toccano. Dobbiamo pertanto puntare a riformare costruttivamente un sistema, rendendolo il più possibile trasparente e sempre meno condizionabile dalla politica o da interessi che confliggono chiaramente con la dignità dei soggetti più deboli che a queste strutture sono affidati».

La consigliera massese del gruppo misto, Roberta Dei, sul piano locale ha presentato un’interpellanza dove chiederà conto dei controlli espletati dal Comune, a chi spettasse farli, se siano stati fatti, con quali risultati e nel caso non fossero stati realizzati le relative ragioni. «A breve – annuncia la consigliera – presenterò un’ulteriore interpellanza per capire meglio il ruolo del Comune di Massa e delle sue strutture di controllo e vigilanza sulle case di accoglienza dei migranti. Perché sia a Carrara, Massa e Montignoso qualche fatto di cronaca poco chiaro è accaduto ancora la scorsa estate e voglio andarci in fondo».

Ma oggi come stanno quei minori? Chi si prende cura di loro? Cosa si sta facendo per ridurre il disagio degli ospiti di quelle strutture? Sono previste ricollocazioni in strutture idonee e sicure dei minori e dei soggetti fragili? È anche quello che si chiede “Massa in Azione” che rimprovera l’omissione dei controlli nelle strutture apuane. «La politica deve intervenire affinché nemmeno un sospetto si possa avanzare sulla qualità delle strutture e dei servizi in cui vengono alloggiate persone fragili che vivono situazioni di disagio – afferma la lista civica – Ci attiveremo, a livello nazionale per una riforma dei servizi sociali e dei tribunali dei minori, nonché delle norme sull’affido, mentre a livello locale, fin da subito proporremo di passare ad un sistema di presa di decisione collegiale e fare in modo che, chi si occupa dei controlli, non lo faccia sempre e solo sulla stessa struttura magari presente sul proprio territorio». Infine chiedono ai sindaci di tutta la provincia di relazionare, nel primo Consiglio Comunale, sulla situazione dei servizi sociali e delle case famiglia e/o strutture di accoglienza per soggetti in difficoltà, al fine di monitorare e verificare che non esitano altri casi simili.

«Non vogliamo dare giudizi sui personaggi  coinvolti, sarà la magistratura a fare chiarezza. Vogliamo invece vagliare la responsabilità della politica – afferma Cesare Valesi di Sinistra Italiana – sono state fatte le scelte dei dirigenti senza fare prima i dovuti accertamenti, basandosi solo sul metodo clientelare. La cosa più grave è che non sono stati fatti controlli e verifiche nelle strutture della Serinper, tanto più che circolavano voci e anche esposti per anomalie notate dagli abitanti vicini».

A intervenire è anche il Partito dei Carc apuano. «Ci schifa, ci disgusta, ma non ci sorprende – commentano – Un quadro disgustoso al quale si aggiungono le testimonianze che stanno via via emergendo, in questi giorni, di chi in quelle strutture c’è stato. Molto se non tutto, dipenderà da quanto i soggetti direttamente coinvolti e le loro famiglie troveranno la forza (ancora una volta), in questo momento particolarmente difficile, di confrontarsi e unirsi saldamente tra loro, costituendo organismi e comitati per poi lanciare l’appello al sostegno. Siamo certi che la parte sana delle nostre città non si tirerà indietro. Spazziamo via ogni velo di omertà» dicono rivolgendo un appello ai cittadini.