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«Con questo nuovo Poc, Fontia non avrà più un circolo». L’intervento di Massa Città in Comune

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CARRARA – «La Pro Loco di Fontia deve prestare attenzione a quello che il Poc grillino prevede per il paese, anche perché sono stati moltissimi i fontiesi che votarono De Pasquale. Noi lo abbiamo letto e studiato rimanendo sorpresi, per esempio, delle previsioni urbanistiche su quello che è l’immobile del vecchio circolo Endas dove da moltissimi decenni si trova una fermata del bus gratuita su un suolo privato». Il collettivo Massa Città in Comune interviene sul piano operativo comunale (regolamento urbanistico) di Carrara. «Grazie al Poc – segnala Mcc – quell’immobile oggi è in zona agricola, in pieno contrasto con la sua storia che lo ha visto per decenni essere il centro della vita sociale di Fontia con il suo circolo al piano superiore e il forno al piano terra dove tutto il paese la domenica portava a cuocere le torte o gli arrosti quando ancora molte case avevano il gas con le bombole. Può darsi si tratti di un mero errore materiale di pianificazione territoriale, figlio del fatto che la pianificazione è stata lasciata forse nelle mani di studi di architettura filosofica più che di urbanisti che dovrebbero conoscere il territorio, la sua storia e le sue comunità. Questo Poc è un ottimo esempio su come impedire, attraverso la pianificazione urbanistica, le possibilità di recupero della vita nei borghi. Un finto ambientalismo pianificatorio, tutto teorico e senza esperienza di vita pratica, elabora un futuro dei paesi a monte facendo finta che esista una realtà agricola e forestale che nei fatti non c’è più da decenni e che non si sviluppa senza la conoscenza dei contesti socio-economici. De Pasquale dovrebbe rispondere a una semplice domanda su questa vicenda: regolamento alla mano ci spieghi chi potrebbe decidere di investire su questo immobile senza la possibilità di avervi la residenza? Dentro la crisi devastante del 2020 nessuno investe in un immobile in un borgo montano senza la possibilità di abitarci, a oggi il risultato di questa scelta pianificatoria sarà che Fontia non avrà mai più un circolo e l’immobile resterà abbandonato come adesso. I borghi montani non hanno bisogno di una creazione artificiale di aree agricole nel territorio urbanizzato, hanno bisogno di servizi negli immobili che lo costituiscono e Fontia oggi non ha più nulla perché manca una politica specifica di sostegno e agevolazione. Il Poc avrebbe dovuto essere orientato a ripensare i borghi, non per impedirne lo sviluppo come accade di fatto con l’invenzione delle aree di corona dei borghi montani, attraverso una normativa urbanistica meno restrittiva rispetto alla pianura che ne agevolasse il riuso degli immobili e il ripopolamento attraverso la leva fiscale dell’esenzione Imu totale».

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