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«Sanità, il modello misto pubblico-privato è fallimentare»

MASSA-CARRARA – «Abbiamo iniziato questa campagna di sensibilizzazione verso i problemi della sanità, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle Residenze Sanitarie Assistenziali, perché riteniamo che le scuse dell’eccezionalità della prima ondata pandemica, oggi, non reggono più. Per noi era già chiaro che il sistema sanitario stava mostrando tutti i suoi limiti anche nella primavera di questo anno, ma oggi ogni alibi non regge più. Oggi sempre più si evidenzia come il modello misto pubblico privato sia fallimentare e si avverte sempre più la necessità di un forte servizio sanitario pubblico. I tagli alle prestazioni, le esternalizzazioni, le privatizzazioni hanno impoverito il sistema sanitario regionale determinando una rinuncia al potenziamento e alla riqualificazione della sanità del territorio il cui ruolo di è rivelato, e lo sarà ancora di più in futuro, centrale».

Per questo Rifondazione Comunista Massa Carrara chiede proprio una urgente riqualificazione dei servizi di cura territoriali, un potenziamento definitivo delle risorse umane, delle necessarie figure professionali, i dovuti finanziamenti. «Occorre inoltre un diverso modello di gestione delle strutture sociosanitarie territoriali attraverso un processo di ripubblicizzazione – aggiungono -,  nuove linee guida e specifici indirizzi riguardanti una nuova residenzialità per le persone fragili, disabili e gli anziani puntando ad una residenzialità leggera che tenga conto della diversa gradualità delle condizioni delle persone e della necessaria garanzia della loro autonomia».

Alla luce degli ultimi avvenimenti accaduti in provincia Rifondazione Comunista chiede che quelle strutture per minori «vengano pubblicizzate e gestite da operatori sociali, sanitari ed educatori competenti in grado di portare un po’ di serenità ai piccoli ospiti. Chiediamo atti concreti, in controtendenza a quanto fatto negli ultimi decenni, affinché tragedie come quelle cui si è assistito non debbano più ripetersi. Si può fare – concludono – Le esperienze internazionali, europee, ma anche nel nostro paese, lo dimostrano».