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«Arresti in Lunigiana, adesso è necessario proteggere i minori coinvolti»

Lo affermano il deputato Ricciardi (M5s) e la Fp Cgil di Massa-Carrara. Sinistra Anticapitalista: «È uno scandalo sistemico». Intanto in Consiglio comunale a Massa i pentastellati chiedono (ma non ottengono) l'auto-sospensione di Benedetti

MASSA-CARRARA – «Il terremoto giudiziario che sta scuotendo la Lunigiana copre di vergogna il nostro territorio. Le accuse sono gravissime: corruzione e traffico di influenze illecite ai danni di minori disagiati. Alla mente vengono solo orribili paragoni». Commenta così il deputato massese del M5s Riccardo Ricciardi, le notizie sull’indagine “Accoglienza”, dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Massa (qui i dettagli). «Tutto da appurare, ma gravissimo se confermato: si tratterebbe di collusione tra privato e pubblico corrotto, sulla pelle di minori con disagi; una pagina nera della storia della Lunigiana. Adesso si tutelino immediatamente i minori coinvolti».

«Siamo sconvolti per la situazione che si è generata nella provincia di Massa-Carrara, che ha coinvolto anche il Comune di Massa con gli arresti domiciliari alla responsabile del Centro Affidi e un avviso di garanzia per traffico di influenze illecite per il presidente del Consiglio Stefano Benedetti» proseguono Luana Mencarelli e Paolo Menchini del M5S di Massa.

«All’inizio del Consiglio Comunale, ieri (lunedì), abbiamo chiesto al presidente Benedetti di auto-sospendersi dalla carica in attesa che venga chiarita la sua posizione visto il ruolo di rappresentanza che riveste, ma questa richiesta non è stata accolta né da lui né dalla maggioranza. Aspettiamo la prosecuzione dell’iter processuale e cercheremo di monitorare il destino dei minori e degli altri ospiti delle strutture Serinper che sono le vere vittime di un potenziale sistema marcio».

Fp Cgil: «Si pensi a garantire assistenza ai minori e lavoro e stipendio per lavoratrici e lavoratori»

In merito alle vicende di cronaca la Funzione Pubblica della Cgil di Massa-Carrara esprime «piena fiducia nel lavoro della magistratura , augurandosi che venga fatta al più presto chiarezza su quanto accaduto. Siamo fortemente preoccupati per il futuro di  bambini e ragazzi fruitori dei servizi, che al momento ci risulta siano seguiti dai dipendenti in assenza di governance , ma anche per le lavoratrici e i lavoratori che sono stati travolti dagli eventi. Come Funzione Pubblica CGIL stiamo cercando di raccogliere le preoccupazioni e di sostenere lavoratrici e lavoratori in questo triste momento attraverso un gruppo social , ma in realtà non abbiamo informazioni precise e non sappiamo neppure a chi rivolgerci, dato che gli interlocutori datoriali e quelli istituzionali al momento sono saltati. Chiediamo all’azienda sanitaria e al presidente della Sds un intervento rapido e siamo a disposizione fin da subito, come rappresentanti di lavoratrici e lavoratori, per dare un contributo attivo alla gestione emergenziale dei servizi. Se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi, ma le  colpe non possono ricadere erga omnes anche su chi ha svolto il proprio lavoro con coscienza, e tanto meno sui minori».

Sinistra Anticapitalista: «È uno scandalo sistemico»

Intanto interviene anche il circolo di Massa-Carrara di Sinistra Anticapitalista. Riportiamo di seguito.

«È uno scandalo sistemico. E proprio per questo, più che scandalizzarsi occorrerebbe intervenire subito perché gli enti pubblici tornino a gestire direttamente le attività gestite oggi dai privati con un sistema di convenzioni che è istituzionalmente esposto ad ogni genere di corruzione. Le indagini chiariranno le responsabilità dei manager della Serinper, dei politici e amministratori locali di destra e di centrosinistra, di funzionari pubblici e di un giudice onorario dei minori. Ma quello che appare già evidente è l’esistenza di una rete. C’è un solo rimedio, in questa vicenda come in mille altre simili. I servizi sociali devono smettere di essere strumenti per la costruzione di profitto e di potere. Nessun privato deve lucrare su questo. Mai e in nessun modo. I servizi devono essere controllati e gestiti direttamente dagli enti pubblici che devono darne conto alla collettività direttamente e non mediante forme di “pseudo-controllo”, con lunghe catene di responsabilità, con insopportabili commistioni tra pubblico e privato, con scatole cinesi inestricabili nella gestione, con oscuri personaggi che si arricchiscono sulla debolezza delle persone. La cura e la protezione delle persone più fragili sono il bene comune più prezioso».