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«Assessori donne allontanate perché libere pensanti e indipendenti»

L'ex assessore del comune di Massa Veronica Ravagli lascia trapelare sul suo profilo Facebook qualche retroscena sulle sue dimissioni

MASSA – “Siamo lieti che una giovane donna, lavoratrice e madre, possa essere maggiormente valorizzata nella propria carriera politica”. Con queste parole l’amministrazione comunale di Massa aveva ringraziato l’ex assessore Veronica Ravagli, lo scorso 12 ottobre, in seguito alle sue dimissioni rassegnate in modo improvviso quanto inaspettato (leggi QUI). Sui motivi della scelta sia la Ravagli che l’amministrazione erano rimasti piuttosto vaghi, spiegando semplicemente che si trattava di “un’opportunità che l’ingegnere stava valutando da tempo in vista di un possibile incarico più prestigioso di quello attuale”. Ma due giorni fa, nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l’ex assessore ha fatto trapelare sul proprio profilo Facebook che probabilmente dietro la sua decisione ci furono altre ragioni.

Tra i vari commenti ad un video pubblicato proprio dalla Ravagli dedicato alle donne vittime di violenza c’è anche una critica all’amministrazione massese riguardo al regolamento di polizia municipale, risalente all’estate 2019, che vieta di “assumere atteggiamenti o modalità comportamentali, incluso l’abbigliamento, suscettibili di ingenerare la convinzione che la donna stia esercitando la prostituzione”. Un articolo che scatenò una vera e propria bufera sul web e che molti interpretarono come un divieto per le donne di vestirsi in maniera provocante. “Ma se l’amministrazione di Massa ha messo alla berlina le donne in abbigliamento succinto, di cosa vogliamo parlare?” – si legge sotto il video della Ravagli. “Se per questo – risponde l’ex assessore – ha anche allontanato due assessori donne senza una colpa specifica. Forse solo per il fatto che erano donne pensanti ed indipendenti che non sottostavano al pensiero di un uomo come cagnolini che aspettano il croccantino”.

Parole dure, in forte contrasto con l’addio sereno raccontato sia dall’ingegnere che dal sindaco Persiani nel giorno delle dimissioni. Addio che, a questo punto, potrebbe assumere altre sfumature.