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Ferri (Fi): «Ospedale Pontremoli al collasso. Salgono i casi tra operatori e pazienti che prima erano negativi»

LUNIGIANA E APUANE – «Mentre l’Asl fa finta di niente e la Regione non si degna di rispondere né agli operatori né ai sindaci né ai tanti cittadini esterrefatti, il bollettino dei contagi in ospedale a Pontremoli si fa sempre più pesante e la situazione sempre più esplosiva. Sono ormai più di 30 i casi riscontrati. Salgono sia quelli tra gli operatori di vari reparti che quelli tra i pazienti, entrati negativi per le loro necessità e contagiati per l’incredibile atteggiamento che l’Asl Toscana Nord Ovest e la Regione hanno tenuto e continuano a tenere pur di non ammettere gli errori compiuti e cercare di rimediarli». A denunciare la pesante situazione lunigianese è l’azzurro Jacopo Ferri che rimprovera l’Azienda sanitaria di «concedere con il contagocce ed in ritardo i tamponi al personale e continua a limitare le operazioni di sanificazione, anche nei reparti più colpiti e nelle sale operatorie, a quelle pur importanti, ma ordinarie. In più, da qualche giorno, ha incredibilmente deciso di intensificare l’attività chirurgica, alzando di conseguenza ulteriormente tutti i livelli di rischio».

«Nel reparto Covid di Medicina, poi – aggiunge Ferri – i pazienti segnalano temperature polari a causa della necessità di aprire spesso le finestre. Le problematiche dei percorsi ‘sporco/pulito’ ridicoli sono rimaste esattamente le stesse con la forte preoccupazione che il subdolo virus possa, come si è visto, farsi spazio ed uscire. Il personale invece che essere incrementato tende a diminuire perché costretto a turni allungati e molto provanti sia a livello fisico che psicologico. Intanto, purtroppo, in tutto questo si registrano ulteriori effetti penalizzanti per i pazienti ordinari: per reclutare gli infermieri che l’Asl avrebbe dovuto assumere dall’esterno mesi fa è stata sospesa la seduta del mercoledì in endoscopia che era dedicata alle colonscopie in screening ed al posizionamento delle peg. I pazienti sono dirottati a Massa, con ogni disagio e costo conseguente a loro carico.
Il clima che si registra – continua Ferri – è quindi sempre più teso ed i timori che la situazione continui a degenerare sono sempre più concreti.  Sembra quasi che la Regione e l’Asl pur di non dover ripetere la retromarcia fatta sulla guardia medica notturna siano disposte ad accettare di pagare qualunque prezzo, ovviamente sulla pelle degli altri». Ferri, infine, chiede al Presidente Giani e all’assessore regionale di intervenire subito sulla dirigenza Asl «perché non è possibile andare avanti in questo modo».