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Dei: «Necessario avere un reparto Covid all’ospedale di Pontremoli»

MASSA-CARRARA – Ai primi di marzo l’ex assessora alla sanità di Pontremoli Clara Cavellini aveva chiesto di “fornire il tempo alle strutture sanitarie di attrezzarsi adeguatamente” sostenendo che “i presidenti di regione e i sindaci avrebbero dovuto agire in maniera territorialmente omogenea andando oltre i confini amministrativi”. «Dopo pochi giorni la Lunigiana diventò il focolaio della provincia di Massa-Carrara – ricorda Roberta Dei, del gruppo Misto in consiglio comunale a Massa – . Sono passati oltre 9 mesi e ci ritroviamo al punto che alcuni sindaci disattendono quando concordato per potenziare e strutturare l’accoglienza Covid in Lunigiana, questo nonostante il mandato a difesa della salute pubblica. Le polemiche politiche di queste ore sono una vergognosa offesa e una mancanza di solidarietà dei politici della Lunigiana, soprattutto perché tutta la Toscana ha accolto i lunigianesi malati di covid19 nella scorsa primavera. La proposta di avere un direttore dei presidi ospedalieri della Lunigiana – secondo la consigliera massese – può avere senso solo se la Lunigiana accetta di avere il suo reparto Covid19, altrimenti è un controsenso».

«Ricordo come la Lunigiana fosse unita a difesa del punto nascita di Pontremoli, ricordo gli articoli di stampa sui bambini nati in ambulanze che correvano verso il Noa e sono consapevole che ogni funzione tolta porta gli ospedali a una chiusura di fatto. Oggi è decisivo avere un reparto Covid19 a Pontremoli, anzi lo si sarebbe già dovuto avere da marzo 2020 come ben chiedeva l’attuale consigliera Cavellini – prosegue Dei – Costringere i lunigianesi a ricevere cure al Noa di Massa o in giro per la Toscana è una tesi che solo una politica lontana dai problemi delle aree interne può sostenere. Ogni ospedale della Lunigiana svuotato delle funzioni è anche una perdita di ricchezza per gli abitanti di quel territorio, perché riduce il valore di qualsiasi attività economica. Come non capire che avere ospedali solo formalmente aperti abbassa il valore degli immobili, spinge le aziende a investire altrove, non frena lo spopolamento dei borghi. L’esempio di Carrara che è economicamente morta da quando l’ospedale è stato chiuso dovrebbe far riflettere tutti i sindaci della Lunigiana e l’intera classe politica provinciale. La provincia di Massa-Carrara deve essere unita – conclude la consigliera – e chiedere al presidente Giani di invertire la rotta rispetto alle politiche sanitarie di Rossi, sono stati indeboliti i presidi ospedalieri delle aree interne impoverendole sia in termini di servizi che di benessere, per questo il reparto Covid19 di Pontremoli può essere l’inizio di un cambiamento».