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Bonifiche Farmoplant, Menchini (M5s): “È ora che lo studio Sogesid sia condiviso con tutta la città”

MASSA – «Per giorni abbiamo letto ed ascoltato sindaci, vecchi e nuovi, di Massa, rimpallarsi la colpa per la mancata costituzione nel ricorso, proposto da Edison, sulle responsabilità degli inquinamenti della zona ex Farmoplant e quindi delle relative bonifiche. La cosa si è trascinata perfino all’interno dell’ultimo Consiglio comunale, dove tra l’altro, sono ritornati a galla un paio di passaggi della sentenza del Tar Toscana finiti a mio avviso completamente sotto traccia». Ad intervenire sulla questione è il consigliere del Movimento 5 Stelle, Paolo Menchini.

Secondo il consigliere: «Il primo punto è che il tribunale ha condannato al pagamento degli oltre 22mila euro di consulenza tecnica, non solo Edison, ma anche il Ministero, Arpat e le controinteressate e se tra queste ci fosse stato il Comune di Massa, ci saremmo dovuti accollare anche queste spese. Il secondo punto è che il tribunale, nel rigettare la quasi totalità del ricorso di Edison, ha però accolto la parte contro la nota di Arpat del 5 marzo 2019 con la quale l’Agenzia proponeva un potenziamento dell’attuale barriera idraulica, rivelatasi, oltretutto, insufficiente per contrastare la diffusione degli inquinanti. Viene da chiedersi allora qual è il motivo che ha portato all’accogliemento del ricorso. Ebbene Arpat, dopo la sua nota, avrebbe dovuto aprire un confronto con Edison, ma nonostante la richiesta formale da parte del colosso dell’energia, questo confronto non c’è mai stato. Non è mio costume commentare le sentenze, ma mi aspetterei da Arpat quantomeno un chiarimento in merito. Ora però, la questione è un’altra: fare le bonifiche.  Finalmente oggi possiamo contare su uno studio, molto approfondito, realizzato da Sogesid – prosegue Menchini – dei flussi di falda e del trasporto degli inquinanti della zona Sin/Sir sul quale sono stati definiti degli intervertenti di bonifica. Nello specifico della zona ex Farmoplant, per il potenziamento dell’azione di sbarramento è prevista la realizzazione di ben 17 pozzi, da tenere in funzione per anni, e che dovranno emungere qualche milione di metro cubo di acqua».

Il consigliere pentastellato conclude con una richiesta, forte, all’amministrazione: «È ora che lo studio Sogesid sia condiviso con tutta la città, non sono certo immaginabili assemblee pubbliche in presenza, ma è comunque possibile coinvolgere ed arrivare a tutta la società civile utilizzando i canali a nostra disposizione, da internet alla televisione, l’importante è non indugiare oltre».