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Elezioni Provinciali, Lorenzetti a Benedetti: «Iter già avviato, ma ho dovuto rinviare causa covid»

MASSA CARRARA – «Oramai non sorprende più l’ennesima ‘boutade’ del presidente del consiglio comunale di Massa, Stefano Benedetti (qui l’articolo), rispetto al decreto di rinvio delle elezioni provinciali. Sorprende di più semmai il fatto che un presidente del consiglio di una città capoluogo di Provincia ignori a tal punto la legge di riforma delle Province, la 56 del 2014, da suddividere le province in enti di primo livello e di secondo livello, o grado come le chiama lui: basta leggerla la legge per capire che tutte le Province sono enti di secondo livello. Considerando, poi, quello che ha scritto direi che lo vedrei bene in futuro come autore di libri fantasy». Comincia così la replica del presidente della Provincia di Massa-Carrara, Gianni Lorenzetti, all’intervento di Benedetti comparso sulla stampa.

«Io – aggiunge il presidente – sarei stato per farle subito le elezioni, avendo tra l’altro oramai già avviato l’iter, ma di fronte all’evidenza di un decreto legge del governo che spostava il precedente limite per fare le elezioni dal 20 dicembre 2020 al 31 marzo 2021, di fronte alle considerazioni che il decreto fa in merito alla pandemia e di fronte all’invito dell’Unione Province d’Italia, citato nel mio decreto, di revocare la convocazione dei comizi elettorali, non si poteva fare diversamente: infatti tutte le province interessate alla tornata elettorale, di qualunque estrazione politica, hanno revocato le elezioni. Forse il presidente del consiglio comunale di Massa non sa che per queste elezioni di secondo livello non era possibile far votare, come ci è stato chiaramente rappresentato, gli eventuali elettori ammalati o in isolamento – spiega Lorenzetti – Questo avrebbe potuto senz’altro inficiare e falsare l’esito elettorale: cosa avrebbe detto in questo caso lo stesso se nonostante il decreto legge si fossero fatte le elezioni e si fosse concretizzata questa eventualità? Nella foga di inseguire l’inesistente, forse il nostro non ci aveva pensato. Rispetto al fatto di non aver riconvocato i comizi occorre precisare che la nuova data non la scelgo io, ma va concordata in sede di Upi e del suo direttivo nazionale».

«Benedetti, poi, sostiene che in questi quattro anni non ho fatto niente: se per lui niente è aver preso un ente dilaniato dalla riforma delle province, con la riduzione di oltre il 50% del personale, il prelievo forzoso da parte dello Stato del 63% delle risorse proprie, in questo quadriennio, dopo aver ricercato altre fonti di finanziamento, aver messo insieme un piano di interventi sulla viabilità provinciale e sull’edilizia scolastica di oltre 40 milioni di euro, ripeto se questo per lui è niente, posso dire che ha una percezione distorta della realtà – tuona Lorenzetti –  Rispetto poi all’accusa di voler rinviare le elezioni per cercare consenso o per restare attaccato alla poltrona per altri tre mesi voglio consolare Benedetti, sapendo di dargli un dolore, ma aspiro a governare questo ente per altri quattro anni. Capirà che il suo dolore val bene il beneficio che vorrei ancora arrecare a questa Provincia, ritenendo, con il mio impegno e con quello di chi siederà in consiglio provinciale, di poter fare di più e meglio, come è giusto che sia».