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«Tamponi, risultati in ritardo di 12 giorni a Massa. A rischio la salute dei pazienti, l’Asl faccia qualcosa»

Il presidente del Consiglio comunale di Massa Benedetti scrive alla direttrice Casani: «Quando e come i tempi potranno rientrare nei limiti della normalità?»

MASSA – «In questi giorni parecchie persone hanno denunciato un particolare e insidioso ritardo da parte della Asl locale, nel recapitare le risposte degli esami eseguiti con il tampone rino-faringeo per accertare il contagio o meno da coronavirus». Inizia così la lettera che Stefano Benedetti, presidente del Consiglio comunale di Massa, ha inviato alla direttrice dell’Asl Toscana Nord ovest, Maria Letizia Casani.

«Mi risulta – sottolinea Benedetti – che siano diverse le famiglie che si sono sottoposte all’esame già da 8/10 giorni, senza nulla ricevere ad oggi e ciò sta creando problemi a non finire, sia di ordine sanitario che psicologico. Porto, infatti, a dimostrazione di ciò, l’esempio di una signora che da 8 giorni, data in cui ha fatto il tampone, non può effettuare l’esame salvavita del Coumadin che normalmente viene condotto su un campione di sangue del paziente. In questo caso, non vorrei che la signora, magari negativa al tampone, rischi, invece, un aggravamento del suo stato di salute, peraltro già precario, proprio per non aver effettuato il test, necessario per stabilire le dosi di assunzione del farmaco, questo perché gli operatori sanitari, appena venuti a conoscenza del sospetto contagio da covid-19, hanno dichiarato di non poter eseguire l’esame del sangue prima di aver avuto l’esito del tampone».

«Sempre su questo argomento, questa mattina mi ha chiamato un altra signora, che lamentava l’identico problema e piangendo – aggiunge ancora il presidente del Consiglio comunale – mi raccontava di essere molto ansiosa proprio a causa della risposta che non sta arrivando, dopo aver fatto il tampone ben 12 giorni fa. Insomma, la situazione non è delle migliori e vorrei conoscere nei particolari il motivo per il quale si sono accumulati questi ritardi nella consegna della risposta. Qualcuno mi ha riferito che probabilmente mancano i reagenti indispensabili per mantenere bassa la temperatura delle fiale, però, ovviamente, di ciò chiedo conferma all’Asl e quindi anche per sapere quando e come i tempi potranno rientrare nei limiti della normalità, soprattutto nel rispetto dei pazienti che attendono con ansia l’esito e sono costretti ad affrontare per altri motivi, legati alle loro condizioni di salute, situazioni che li possono in qualche modo mettere a rischio e danneggiare».