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Senzatetto sotto il Comune, Andreazzoli: «Tso atto grave». Il M5s: «Nessun intervento del genere. Stop menzogne»

L'intervento della consigliera del Psi e la replica dei pentastellati

CARRARA – «Avrei preferito non essere obbligata a intervenire ancora sul comportamento dell’amministrazione nei confronti del senzatetto che ha dormito per mesi nell’ingresso del Comune prima di essere sottoposto addirittura a un trattamento sanitario obbligatorio, ma quanto accaduto e le scelte adottate impongono alcune precisazioni». Inizia così la nota di Giuseppina Andrezzoli, consigliera comunale del Psi di Carrara, che interviene sul caso.

«Per prima, nel corso di una seduta del Consiglio Comunale la scorsa estate, ho fatto presente la situazione di una Persona che, priva di mezzi e di sostegno adeguato, aveva scelto di dormire sotto le scale del Comune. La cosa sicuramente non era sfuggita a sindaco e assessori ed era ancora più evidente per chiunque avesse occhi per vedere e un minimo di sensibilità. In consiglio comunale, come rappresentante del Psi, sono stata rassicurata circa l’attenzione e l’impegno a risolvere immediatamente un problema che era, e resta, prima di tutto un caso umano che avrebbe dovuto essere affrontato con i diversi strumenti di cui dispone un’amministrazione che, per essere utilizzati, presuppongono sensibilità e capacità. Visto il protrarsi di una situazione oggettivamente grave, ho chiesto la convocazione urgente della Commissione sociale avanzando, in quella sede, delle proposte per risolvere in maniera soddisfacente una situazione delicata ed ho avuto, messe a verbale, le stesse risposte: il problema sarebbe stato risolto indicando soluzioni che, evidentemente, non sono state messe in pratica».

Dopo mesi dalla mia denuncia, nessuna soluzione è stata individuata per venire incontro ad un Cittadino che è passato a dormire nell’androne del comune e ha visto la sua situazione aggravarsi e peggiorare giorno per giorno, se non quella, più grave, di sottoporlo ad un Tso, atto grave, ultima ed estrema opzione da adottare. In questo lungo lasso di tempo si poteva fare sicuramente meglio e di più, soprattutto da parte di chi amministra in nome di un movimento che si è vantato di avere abolito la povertà dimenticando che il disagio è parte integrante della povertà. Come già ricordato in Consiglio e in commissione, il disagio non si può affrontare a colpi di ordinanze ma impone scelte dettate da sensibilità seguendo percorsi che prevedono l’utilizzo dei molti strumenti disponibili e questo episodio rappresenta, se ce ne fosse bisogno, l’ennesimo fallimento di un Sindaco che proclamava di voler fare molto con molto poco. Evidentemente nel “molto” al quale si riferiva il sindaco non era compresa la soluzione dei problemi di chi ha dormito per mesi sotto il Comune, ma questo grave episodio sottolinea il fallimento di un modo di amministrare che non evidenzia la necessaria attenzione e sensibilità verso chi soffre ma privilegia sempre scelte che non mettono il Cittadino al centro dell’agire. Si preparano mesi ed anni difficili perché la pandemia in atto genererà nuovi disagi e nuove povertà fra quanti perderanno il lavoro o dovranno chiudere negozi e attività commerciali e mi auguro vivamente che il Sindaco e la sua amministrazione non affrontino questo scenario con metodi tardivi e brutali e prestino attenzione ai disagi quando sorgono affrontandoli con tempestività e sensibilità senza ricorrere a metodi estremi».

LA REPLICA DEL M5S: «NESSUN TSO PER IL SENZATETTO. BASTA MENZOGNE»

A stretto giro la replica del Movimento 5 Stelle di Carrara. La riportiamo di seguito.

Il gruppo consigliare del Movimento 5 Stelle è convinto che la politica debba occuparsi sempre degli ultimi e dei più fragili , cosa siamo certi sia stato fatto nel settore Sociale in questi tre anni e mezzo di durissimo lavoro. Ci nausea chi continua ad usare per fini di puro attacco politico le storie e le difficoltà di chi è nel bisogno, strumentalizzando i casi di persone disperate solo per avere un briciolo di visibilità. Ci riferiamo alle uscite del consigliere Bernardi, al fatto che affermi a mezzo stampa che l’amministrazione abbia imposto un TSO al senzatetto che pernottava sotto il Comune, atto che ci risulta mai avvenuto e che uno come Bernardi, che ha esercitato per tredici anni il ruolo di assessore, dovrebbe sapere essere un provvedimento che può aver luogo solo dopo la valutazione di due medici e non imposto dalla parte politica. Ci pare anche grottesco che ci si senta liberi di ledere l’immagine di questa persona in grave difficoltà e denigrarla con affermazioni fasulle, forse lo si fa solo perché si ritiene difficile che, data la sua situazione, si rivolga a un Tribunale.

C’è un’altro aspetto che ci lascia senza parole: Bernardi, ora che è all’opposizione, straparla sui quotidiani di situazioni delicate come quella del senzatetto, dimenticando però che queste situazioni erano a lui arcinote ma le ha “nascoste sotto il tappeto” quand’era assessore. Ci risulta infatti che quest’uomo venne sistemato assieme ad altri in roulotte senza acqua, luce, gas. Così persone che avrebbero dovuto essere aiutate con percorsi in grado di dare loro dignità e futuro vennero invece relegate a solitudine e mancanza di prospettiva. L’assessore Galleni si è invece voluta occupare di quelle persone abbandonate negli anni, per non dire da decenni, e fin dall’insediamento ha lavorato per trovare soluzioni per le famiglie che abitavano al “Campo profughi” in condizioni di assoluto degrado e che Bernardi conosceva molto bene, ed ha creato il percorso “Housing First” che sta accogliendo persone in difficoltà che ora possono provare a costruire una vita migliore.

“Con orgoglio facciamo riferimento all’Housing First, che è stato definito un progetto coraggioso anche dal professor Massimo Bricocoli, docente presso il Politecnico di Milano, in occasione di Con-Vivere, progetto creato dal nulla più assoluto che esisteva in questo Comune a favore degli ultimi” cosi Tiziana Guerra presidente della commissione sociale. Ma per accedere a questo percorso di convivenza occorre la verifica di condizioni che evidentemente il signore senza dimora non aveva. Nonostante questo, ci risulta che il senzatetto andava dicendo che “qualcuno” lo aveva informato che aveva diritto ad un posto in Housing First e che avesse possibilità di entrare in una casa popolare, informazioni del tutto sbagliate che hanno alimentato una sua aspettativa impedendogli di fare una scelta emotivamente per lui ben più difficile ma che sappiamo fin da subito gli era stata prospettata. Infatti in tutti questi mesi, costantemente e nel silenzio il settore sociale e l’amministrazione hanno lavorato quotidianamente con costanza ed in sinergia con altri Enti coinvolti, per riuscire a rimettere in piedi questa persona in grandi difficoltà. Chi ha fatto politica nel sociale, a veder cosa ci ha lasciato e quello che ancora non ha capito, per noi dovrebbe solo fare silenzio.