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Ferri (Fi): «Gli ospedali della Lunigiana devono restare no covid, a supporto del Noa»

LUNIGIANA E APUANE – «Nel caos creato in queste settimane da Asl e Regione per aver “dormito” nei mesi in cui il Covid ci ha dato tregua, si registrano situazioni paradossali e ritardi incredibili sia nell’effettuare e nel processare i tamponi che nelle operazioni di tracciamento. Ma tutto questo sembra non bastare all’Azienda Usl ed ai suoi dirigenti, tanto che pare se ne stiano inventando un’altra delle loro pianificando la trasformazione del presidio di Pontremoli in Ospedale Covid. Addirittura, senza preavvisi agli operatori ospedalieri, oggi è entrata già in azione una squadra edile impegnata a creare improbabili varchi per attuare questo disegno assurdo». A denunciare la situazione insostenibile è Jacopo Ferri di Forza Italia, che condanna la decisione di trasformare gli ospedali della Lunigiana in punti Covid.

«La cosa ha dell’incredibile – continua Ferri – E’ ben noto infatti che l’edificio di Pontremoli, come quello di Fivizzano, siano troppo datati e quindi strutturalmente inadatti per poter gestire l’emergenza Covid senza sospendere qualunque altra attività. E’ invece evidente che tali presidi possano (e debbano) essere di supporto al Noa in tutto ciò che non è Covid, così come avvenuto nei mesi della prima ondata di pandemia (fatti salvi, ovviamente, scenari estremi). Non sarebbe quindi per nulla accettabile che l’Azienda scegliesse di azzerare le miriadi di fondamentali servizi (ordinari e di elezione) che i nostri ospedali rendono ogni giorno ai cittadini della Lunigiana (e non solo), così come sarebbe estremamente pericoloso, che l’Azienda decidesse di creare una promiscuità ingestibile tra reparti Covid e reparti no Covid in edifici come i nostri.  Decisioni – secondo Ferri – che vadano in questo senso non potrebbero che essere di natura politica e certamente non tecnica. Espressione di una volontà evidentemente penalizzante nei confronti del territorio e dei malati della Lunigiana che si vedrebbero da un giorno all’altro (e probabilmente per diversi mesi) catapultati su Massa (ospedale che comunque rimarrebbe anche Covid) per tutte, o quasi tutte, le quotidiane necessità ospedaliere e/o per il più banale degli interventi. L’ennesimo prezzo insomma che si dovrebbe pagare per l’insensatezza, l’incapacità programmatoria ed i ritardi negli investimenti di Azienda Usl e Regione.  E’ bene – conclude Ferri – che su questo delicato tema gli amministratori della Lunigiana, ove si concretizzi uno scenario del genere, facciano sentire forte la loro voce, impedendo scelte radicalmente sbagliate e pericolose».