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Nuovo Dpcm, verso la chiusura dei confini regionali. «Ingiusto e penalizzante per Massa-Carrara»

Il professor Riccardo Canesi scrive al prefetto: «Nel precedente periodo di lockdown aziende e cittadini hanno avuto parecchi problemi non potendo più recarsi nella provincia della Spezia». Ferri: «Conte riconosca gli errori fatti»

MASSA-CARRARA – In vista del nuovo Dpcm anti-covid del premier Giuseppe Conte che, stando alle indiscrezioni, dovrebbe reintrodurre delle limitazioni negli spostamenti tra regioni, il professor Riccardo Canesi, docente carrarese di geografia, ha inviato una lettera al prefetto di Massa-Carrara, Claudio Ventrice, affinché possa avanzare al governo una proposta che eviti limitazioni pesanti per le province di confine regionale, come appunto quella apuana e la vicina La Spezia.

«Gentile dottor Ventrice – ha scritto Canesi – in previsione del prossimo – ahimè – imminente lockdown e della conseguente chiusura dei confini regionali, comprendendo benissimo la misura finalizzata ad abbassare l’indice di trasmissibilità (Rt), mi permetto di avanzare al governo la seguente proposta. Considerato il disegno territoriale completamente artefatto e squilibrato, in termini di superficie e popolazione, delle Regioni italiane, e in base anche all’articolo 3 della Costituzione (“Tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge …”), un criterio certamente meno ingiusto e meno penalizzante per disciplinare gli spostamenti potrebbe essere quello di garantirli solo all’interno di Province contermini e non a livello intra-regionale come si pensa di fare».

«In tal modo – prosegue il professore – si eviterebbe di bloccare le Province di confine regionale, in alcuni casi ai margini della Regione di appartenenza, ed aventi maggiori relazioni sociali e funzionali con Province di altre Regioni. In termini di spostamenti complessivi forse si avrebbe addirittura una diminuzione. Come potrà verificare parlando con i sindaci e con il presidente della Provincia, rientrando il nostro territorio provinciale nella suddetta fattispecie, nel precedente periodo di lockdown aziende e cittadini hanno avuto parecchi problemi non potendo più recarsi nella provincia della Spezia con la quale, come lei saprà, intratteniamo forti relazioni. Le sarei, pertanto, grato se volesse sottoporre questa mia idea all’Esecutivo».

FERRI: «CONTE RICONOSCA GLI ERRORI FATTI»
E sull’argomento nuovo Dpcm, interviene anche il deputato di Italia Viva, Cosimo Ferri: «È il momento dell’unità, della strategia e decisioni comuni. Il Paese saprà reagire e superare anche questa seconda ondata dell’emergenza sanitaria, purtroppo insidiosa e difficile. Conte, per unire il Paese, deve riconoscere gli errori fatti, il tempo perso e l’enorme ritardo politico nel non aver coinvolto prima le opposizioni e tutto il Parlamento. Il dpcm era sbagliato lo dimostra il fatto che Conte ne debba fare subito un altro. Occorre decidere sulla base di dati scientifici e sulla tracciabilità dei dati e investire sulla sanità e sul personale e aiutare economicamente chi non riesce ad andare avanti. Le priorità devono essere tutela della salute ed eliminazione delle diseguaglianze con seri sostegni economici. Bisogna aiutare chi si ammala di Covid e chi rischia di morire di fame e solitudine. Si è perso troppo tempo a discutere se prendere le risorse del Mes, i soldi vanno presi e spesi bene».