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Bugliani rompe il silenzio: «Lunedì sono entrato in Consiglio con la certezza di uscire assessore» foto

La conferenza del consigliere delegato della Regione Toscana dopo la mancata nomina. Bugliani: «La battaglia non finisce qui. Con gli strumenti che ho a disposizione lotterò affinché Massa-Carrara abbia un ruolo nel governo della regione»

MASSA – «Lunedì sono entrato in Consiglio con la certezza di uscire assessore. E lo sono stato fino a pochi minuti prima che venisse fatto l’annuncio della giunta». Sono parole pesanti quelle di Giacomo Bugliani, consigliere regionale del Pd, che ha deciso di rompere il silenzio e di parlare nel corso di una conferenza stampa atipica, tenutasi questa mattina, giovedì, in piazza Aranci, a Massa, davanti ai suoi elettori e a quella che il consigliere del Pd ha definito “la sua gente”.

Si è parlato tanto negli ultimi giorni infatti della formazione della giunta regionale del nuovo governatore Eugenio Giani. E c’è stata molta delusione negli ambienti della politica apuana e non solo, dopo la mancata nomina come assessore regionale di Bugliani, il quale aveva collezionato 11.625  preferenze il giorno delle elezioni, risultato superato di fatto soltanto dal candidato di Arezzo. Il territorio apuano non viene rappresentato nella giunta da ormai 15 anni, ma viste le promesse fatte in campagna elettorale dallo stesso Giani, i cittadini della provincia erano convinti che fosse arrivato il momento tanto atteso con la figura di Bugliani stesso, nominato invece come consigliere delegato.

«La decisione di parlare oggi è stata una scelta personale. Una scelta che ho voluto fare come consigliere regionale, come eletto e come persona. – ha dichiarato Giacomo Bugliani – Non a caso ho scelto di farla qui, nella piazza principale del comune capoluogo di questa provincia. Questo vuole essere un segnale importante. Non ho ricevuto nessuna contrarietà dal mio partito rispetto a questa scelta, ci tengo a sottolinearlo. Ci suono ruoli istituzionali e momenti in cui si esercita un ruolo personale. Sono un consigliere regionale del Partito Democratico, ma ho anche uno spazio di azione personale. Credo che sia una cosa meravigliosa e necessaria, anzi dovuta. Ho comunicato a tutte le segreterie dei vari livelli del mio partito questa scelta. Non c’è nessuna rottura con il partito. Sono tutti consapevoli del fatto che siamo qua. C’è un clima di piena collaborazione e sintonia, ma oggi parla Giacomo Bugliani.»

Sono tanti i temi toccati dal consigliere, a partire, inevitabilmente, dalla delusione «politica e umana. Questo è un territorio isolato dalle politiche di una regione avanzata come è la Toscana. – spiega Bugliani – Noi viaggiamo ad una velocità diversa, rallentata. Potevamo avere l’occasione di entrare nel meccanismo e di aumentare questa velocità, ma non l’abbiamo avuta. Confesso che dopo le elezioni regionali e quello che rimane un grande risultato e una vittoria, non dimentichiamocelo, ho vissuto un momento difficile. Giocavamo dei tempi supplementari che purtroppo non abbiamo vinto. Per cose che sfuggono alle nostre determinazioni e al nostro volere, non dipendono né da un candidato né da una comunità. Dobbiamo continuare a lavorare per raggiungere gli obiettivi di lavoro prefissati. Io sono e resto dove gli elettori mi hanno mandato: nel consiglio regionale.»

«La possibilità di un assessorato era nelle corde di questo territorio. – continua Bugliani – Se ne era parlato tanto. Lo stesso presidente aveva annunciato, in queste piazze, che in caso di vittoria sarei stato un assessore della giunta regionale toscana. Non voglio sindacare le scelte. Io sono andato a Firenze lunedì 19 in occasione della prima seduta del consiglio con la certezza di uscire assessore. E lo sono stato fino a pochi minuti prima che venisse fatto l’annuncio della giunta.»

Il motivo della scelta del neo presidente Giani non è chiaro nemmeno a Bugliani stesso: «Non chiedetemi il perché. Non lo so e forse non è giusto che io sappia le motivazioni di tale scelta. La convocazione di questa conferenza rappresenta la volontà di dire qualcosa. In questi giorni ho mantenuto il silenzio volutamente. Però, ad oggi, era giusto ricostruire ciò che è avvenuto davanti alla mia gente, al mio territorio. Ma questo deve essere accompagnato da un messaggio: la nostra battaglia non finisce qui. – rassicura Bugliani – Nel percorso potrei trovarmi ad avere delle deleghe importanti come quella al bilancio. Io penso, però, che la nostra battaglia per rivendicare il ruolo e la presenza della provincia di Massa-Carrara non debba finire qua. Abbiamo vinto una battaglia enorme con i nostri elettori perché questa è una provincia che ci ha dato un grande risultato, ma ne abbiamo persa un’altra. Quella per far sì che Massa-Carrara sia a pieno titolo nel governo della regione, ma non finirà qui.»

Bugliani ha poi lanciato un appello diretto ad Eugenio Giani, ricordando che la fiducia nei suoi confronti non è stata scalfita dalle decisioni di questi ultimi giorni: «L’appello è quello di ricordarsi di questo territorio. La regione Toscana non finisce a Firenze. Non finisce nelle province che, come sempre, sono rappresentate nella giunta regionale. Che avere un numero di assessori inferiore a quello delle province non comporta che Massa-Carrara sia sempre la cenerentola, che debba essere sempre esclusa. Altrimenti vivremo un senso di frustrazione perenne, partiremmo sconfitti in partenza. Ma io non parto sconfitto in niente, questa terra non parte sconfitta. Io finché sarò in questo ruolo, finché sarò consigliere regionale, la mia funzione è quella di rivendicare per questo territorio un ruolo pieno nel governo della Toscana.»

«Noi dobbiamo sedere a quel tavolo. Dobbiamo esserci perchè siamo un pezzo di Toscana. Un pezzo importante e bello. – dice Bugliani – Abbiamo degli importanti motori di sviluppo. Abbiamo anche dei problemi, che io stesso ho affrontato durante la campagna elettorale. Ho parlato del problema del litorale, della riqualificazione della struttura della nostra costa. La necessità di bonifiche nella zona industriale. La necessità di togliere la Lunigiana dalla condizione di isolamento a cui è costretta a vivere per la mancanza di strumenti, di servizi e di opportunità. Dobbiamo dare una prospettiva nuova a questa terra. Con gli strumenti che ha un consigliere regionale porterò avanti giorno per giorno questo percorso, con un netto messaggio politico: Massa-Carrara vuole entrare nel governo della regione.»

La scelta degli otto assessori previsti dallo statuto della regione Toscana non ferma le convinzioni di Bugliani, il quale si dice deciso nel portare avanti la sua battaglia politica, rassicurato anche dalle parole del neo eletto presidente Giani: «Il presidente stesso ha dichiarato che la legge prevede la possibilità di aumentare il numero di assessori a 9. Lo ha detto lui. Io credo che la libertà, mia e di questo territorio, ci porterà al governo della regione. Non mi sento un consigliere di serie B, perché questo è un territorio da serie A. Se la gente mi ha eletto come consigliere del Pd mi troverà sempre tra quei banchi, per rispetto ai valori. Credo nel programma di governo del centro-sinistra e voglio che quel programma sia portato a massimo compimento. Ma voglio anche che questa provincia abbia un ruolo in quel governo. E questa sarà la battaglia che porterò avanti. Da oggi e per sempre.»