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Polemica concorso vigili urbani, il sindaco Persiani a Nardi (Pd): «La prossima volta studi di più»

Il primo cittadino risponde alla deputata del Pd che aveva definito «illecito» escludere gli obiettori di coscienza dalla selezione: «La sentenza del Consiglio di Stato è chiara»

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MASSA – Il sindaco di Massa, Francesco Persiani, sceglie di rispondere alla deputata Pd, Martina Nardi, attraverso un post sui social. La parlamentare massese ieri, aveva annunciato un’interrogazione alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, segnalando che sarebbe stato «illecito» escludere gli obiettori di coscienza dal concorso pubblico per la polizia municipale.

La risposta del primo cittadino non si è fatta attendere: «Il Consiglio di Stato sez. V con sentenza n. 8997/2009, ha affermato come “debba ritenersi legittima la clausola del bando che comporti limitazioni di accesso al concorso per coloro che siano obiettori di coscienza, in quanto tale qualifica ne determina l’incompatibilità con l’uso delle armi allorché il corpo di polizia municipale faccia uso di tale strumento di difesa in termini di normalità”. Ricordo come il Corpo di Polizia Municipale di Massa abbia in dotazione le armi. Ringrazio l’onorevole Nardi per avermi dato un’altra occasione per smentirla. Magari la prossima volta studi di più oppure ci chiami prima, così le spieghiamo come stanno le cose».

Successivamente è arrivata anche una nota più ampia del Comune di Massa che riportiamo integralmente di seguito.

In relazione a quanto scritto dall’On.Nardi è bene fare chiarezza, per evitare che possano passare messaggi sbagliati. La Nardi infatti o non conosce la questione o volutamente scrive cose inesatte. Il bando di concorso pubblico, per esami, destinato all’assunzione a tempo indeterminato di n.4 Istruttori di P.M. presso il Comune di Massa prevede all’art.2 n. 6 e n.11, in applicazione di specifiche disposizioni contenute nell’art.41 del Regolamento di P.M. approvato con delibera CC n. 210/2019, rispettivamente, quali requisiti di accesso da un lato non aver prestato servizio civile ai sensi della lege n.230/1998, stante il divieto per coloro che siano stati ammessi a prestare tale servizio di partecipare a concorsi per impieghi che comportino l’uso delle armi ai sensi dell’art.15, comma 7 della citata legge n.230/98, dall’altra l’impegno incondizionato al porto d’armi mediante dichiarazione irrevocabile sottoscritta dal candidato. Sulla portata di tali disposizioni si è pronunciato il Consiglio di Stato sez. V con sentenza n.8997/2009, che rimeditando il proprio precedente orientamento, ha affermato come debba ritenersi legittima la clausola del bando che comporti limitazioni di accesso al concorso per coloro che siano obiettori di coscienza in quanto tale qualifica ne determina l’incompatibilità con l’uso delle armi allorché il corpo di P.M. faccia uso di tale strumento di difesa in termini di normalità. Invero, il Corpo di P.M. del Comune di Massa è un Corpo armato e in tal senso l’art.22 del citato Regolamento del corpo di P.M., in relazione al quale nessuna censura di legittimità è stata sino ad oggi mossa, prevede che ” tutti i servizi esterni ed interni di vigilanza e tutte le attività a rischio per l’incolumità personale degli operatori di P.M.” sono da svolgersi in forma armata. Oltretutto appare stucchevole la pantomima di aver presentato l’ennesima interpellanza parlamentare sul nulla, specie in un periodo in cui il Ministero dell’Interno ha sicuramente cose più importanti ed urgenti da affrontare, anziché dare sponda ad una Nardi in cerca di visibilità; sarebbe bastato che l’onorevole in questione si fosse documentata meglio per capire che stava facendo una polemica basata sulla non conoscenza dei fatti. Le procedure concorsuali si basano sull’applicazione sia di norme generali che di norme specifiche (come in questo caso) e l’ufficio preposto ci ha lavorato con attenzione e dedizione, per cui la Nardi oltre che fare polemica politica spicciola mette altresì in discussione l’operato dei dipendenti comunali che hanno lavorato alla stesura del bando. Insomma, ha fatto un’altra gaffe.

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