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Bonifiche, l’ex giunta di Massa al sindaco Persiani: «Ha avuto due mesi per fare ricorso»

Alessandro Volpi, Uilian Berti, Gabriele Carioli, Silvana Sdoga, Elena Mosti e Giovanni Rutili replicano al primo cittadino massese che nei giorni scorsi aveva puntato il dito contro la sinistra che ha governato la città negli anni passati

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MASSA – «Di fronte a certe affermazioni si resta davvero stupiti. Per rispondere alle critiche in merito al fatto che il Comune di Massa non si fosse costituito in occasione del ricorso presentato al Tribunale amministrativo toscano da parte di Edison nei confronti del Ministero dell’Ambiente che gli imponeva di preparare entro sei mesi un piano di bonifica, il sindaco Persiani afferma che non stava a lui presentare tale ricorso perché la notifica del ricorso era arrivata al Comune di Massa quando lui non era ancora in carica». L’ex giunta di Massa non ci sta e replica al sindaco Francesco Persiani (qui il suo intervento sulle bonifiche in zona industriale) con una nota firmata da tutti i componenti dell’amministrazione Volpi: Alessandro Volpi, Uilian Berti, Gabriele Carioli, Silvana Sdoga, Elena Mosti e Giovanni Rutili.

«Bene, su questo punto occorre fare chiarezza. La notifica di Edison – scrivono – è arrivata al protocollo del Comune alle 18,27 dell’11 giugno 2018, quindi il giorno dopo il primo turno elettorale. In quel momento era in carica ancora la nostra giunta perché il secondo turno si è tenuto il 25 giugno. Come accade in questi casi gli uffici devono analizzare il ricorso per definire gli aspetti tecnici della questione; il che significa qualche giorno di lavoro. È evidente quindi che il tempo a nostra disposizione per decidere la costituzione in giudizio era strettissimo».

«Il sindaco Persiani – proseguono gli ex amministratori massesi – dimentica di dire invece, che, dopo il suo insediamento c’erano ancora oltre due mesi per costituirsi, scelta che evidentemente ha ritenuto opportuno non fare. Com’è noto, infatti, i tempi per il ricorso sono 60 giorni che, in questo caso specifico, cadendo la scadenza dei termini ad agosto, la stessa scadenza sarebbe stata prorogata a settembre. Quindi, gentile sindaco perché nascondersi dietro le mezze verità».

«Ma, in realtà, il problema vero non è questo; il tema vero – conclude l’ex giunta – è che dopo la deperimetrazione del Sin, che ha consentito di restituire vaste aree del nostro territorio agli usi legittimi, dopo il passaggio di altre aree dal governo alla competenza regionale e dopo accordi di programma per reperire le risorse per avviare l’opera di bonifica, tutto sembra essersi fermato da due anni e, forse, su questo ha inciso anche la girandola di poltrone che ha contraddistinto questa giunta, peraltro in un settore strategico come quello ambientale. Governare non significa guardare sempre indietro».

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