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«Bonifiche Zona industriale, trent’anni di politiche fallimentari. La sinistra chieda scusa ai cittadini»

L'intervento del sindaco di Massa, Persiani: «Anche lo studio affidato alla Sogesid si sta dimostrando un percorso accidentato e periglioso»

MASSA – «Leggo negli ultimi giorni alcuni commenti che, in relazione alla vexata quaestio delle bonifiche, si palesano principalmente per la non troppo celata finalità di attaccare il Comune di Massa colpevole, a dire di questi commentatori, del grave errore di non essersi costituito nella causa pendente avanti il Tar Toscana promossa da Edison (erede di Farmoplant) nei confronti del ministero dell’Ambiente e di Arpat. Naturalmente questi interventi sono frutto o di malafede o di profonda ignoranza, o forse di entrambe». Inizia così l’intervento del sindaco di Massa, Francesco Persiani, che punta il dito contro la «gestione fallimentare della sinistra negli ultimi trent’anni».

«Fa veramente specie – afferma il primo cittadino – leggere che non costituendosi in giudizio il Comune di Massa avrebbe lasciato il territorio senza voce in capitolo su ciò che verrà deciso a Firenze. Quasi a sottendere che da questa assenza nel giudizio potessero derivare conseguenze dannose a carico dei cittadini e delle imprese massesi o che non si potesse addivenire alla bonifica delle aree Sin e Sir. Non è così e comunque se qualcuno pensava di cogliere in fallo non tanto il Comune quanto questa amministrazione, era meglio non facesse affidamento sulla attendibilità dei propri informatori: il ricorso presentato da Edison avverso il provvedimento con il quale il ministero dell’Ambiente ha ordinato a detta società, nell’aprile 2018, di presentare entro sei mesi un progetto di bonifica del sito di interesse nazionale ex Farmoplant volto ad evitare la diffusione della contaminazione, è stato infatti notificato al Comune di Massa allorché sindaco pro tempore non era ancora il sottoscritto: chi, dunque, avrebbe omesso di costituirsi in giudizio?».

«È facile scoccare la freccia, ma più difficile centrare il bersaglio. A questi novelli Guglielmo Tell – prosegue Persiani – vorrei ricordare che la mela che avrebbero dovuto colpire, e da tempo, si trova sulla testa di qualcun altro, ad esempio di coloro che hanno preteso che vaste aree del nostro territorio venissero definite Sito di interesse Nazionale e poi Regionale, omettendo però di attivarsi per bonificare la falda, rendendo queste aree del tutto inutilizzabili per decenni o svalutandone il valore, ma creando l’illusione di piogge di finanziamenti milionari mai arrivati; coloro che per anni hanno taciuto alla popolazione i rischi che potevano loro derivare dall’utilizzo dei pozzi; coloro che hanno consentito che venissero rilasciate certificazioni di avvenuta bonifica che tale non era; coloro che hanno transato la causa di risarcimento danni nei confronti di Farmoplant per il misero importo di 700mila euro; e l’elenco potrebbe continuare ma questo purtroppo non servirebbe a dare le risposte che da oltre trent’anni tutti stiamo attendendo».

«Sappiamo bene che “chi inquina deve pagare” – osserva il sindaco di Massa – e sotto questo profilo il ministero dell’Ambiente, unico soggetto legittimato, seppur lentamente, si sta attivando e noi tutti confidiamo che dopo tutti questi anni e svariati procedimenti giudiziari (sinora non proprio vincenti), qualcuno sia veramente condannato al risarcimento dei danni ambientali. Ma la vera partita da vincere, e qui casca l’asino, è quella della bonifica della falda e la restituzione agli usi legittimi di gran parte dell’area industriale e di molte altre parti del nostro territorio».

«Sì, perché ben lungi dal fare chiarezza o dal fornire soluzioni – aggiunge ancora il primo cittadino – anche lo studio affidato alla Sogesid si sta dimostrando un percorso accidentato e periglioso, non in grado certamente di individuare la linea di demarcazione temporale tra la situazione attuale e la soluzione definitiva dell’inquinamento. Insomma, è inutile nasconderci l’enormità del problema delle bonifiche e quanto impegno ancora verrà richiesto a tutti i livelli, da quello istituzionale a quello delle imprese sino ai singoli cittadini, ma, per favore, non utilizziamo argomenti troppo seri per essere banalizzati in polemiche di basso profilo, lanciando i soliti vecchi e sbagliati messaggi di un territorio diviso e litigioso e pertanto debole».

«L’amministrazione massese – conclude Persiani – è e resta in prima linea in questa battaglia, svolgendo attivamente il proprio ruolo in ogni sede, soprattutto non mancando mai di sollecitare chi veramente dovrebbe dare le risposte che non arrivano: in primis la Regione Toscana».