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Post-elezioni, Spallanzani (Psi): “Il centrosinistra ha bisogno di aprire una nuova fase”

MASSA-CARRARA – «Il risultato complessivo, registrato nelle nostra provincia, delle elezioni regionali dovrebbe spingere le forze di centrosinistra ad un’analisi per aprire una nuova fase, per porre fine ad una strategia, un indirizzo politico che, ad oggi, non ha prodotto risultati positivi». A dirlo è il coordinatore Psi di Massa, Niccolò Spallanzani, che dopo le elezioni regionali dello scorso 20 e 21 settembre ha deciso di analizzare i risultati del Partito per capire come riconquistare la fiducia degli elettori.

«Vorrei ricordare che la classe dirigente attuale è la stessa che ha perso Carrara, Massa (risultati storici), che è riuscita a nascondere il grigiore delle politiche grazie “al paracadute” altrimenti la scarsità di consensi non avrebbe consentito una rappresentanza in ambito nazionale e che, infine, non è riuscita a far mangiare la polvere al centrodestra tanto che il nostro territorio ha premiato, nonostante il buon risultato (non direi entusiasmante confrontandolo con le precedenti regionali) di alcuni candidati, la Ceccardi – prosegue Spallanzani –  Ritengo che sarebbe opportuno, prudente evitare i toni trionfalistici e sostituire un’entusiasmo incomprensibile con una ragionevole preoccupazione. Credo sia arduo immaginare di tornare ad essere maggioranza quando, nonostante le difficoltà della Giunta Persiani, non si è in grado di battere un centrodestra che non ha realizzato la “rivoluzione” attesa dagli elettori. La situazione imporrebbe di leccarsi le ferite, di tenere bassi i toni ed invece comincia a farsi strada il toto candidati per le amministrative del 2023. Nomi di esponenti purtroppo non nuovi e sui quali
la città si è già espressa; l’elenco, non completo, mancava l’Onorevole Martina Nardi, ha evidenziato l’incapacità dei partiti di creare una nuova classe politica capace di sostituire chi ha avuto meriti ma anche e sopratutto la responsabilità di aver minato la solidità di una roccaforte del centrosinistra; roccaforte che, ormai, non esiste più».

«Il deludente risultato di queste ultime elezioni suggerirebbe di avviare un’azione di forte rinnovamento, di cambiare rotta e “comandanti” per evitare che la flotta finisca, nuovamente, sugli scogli – incalza il coordinatore del Psi – nei corridoi del centrosinistra non dovrebbero rimbalzare i nomi di improbabili candidati ma le idee, i progetti di cui il territorio ha estremo bisogno; è dalle proposte che si deve partire. Dalla costruzione di un percorso che delinei un futuro migliore per le nostre comunità. La Toscana ha bisogno, come il paese, specie con l’arrivo dei finanziamenti europei, di un governo che si distingua per competenza, per coraggio, per la forza di affrontare i problemi dei toscani perciò non è rilevante che una comunità abbia un assessore e tanto meno la presidenza del Consiglio regionale (incarico non esecutivo) ma che si possa interfacciare con una giunta che sappia ascoltare e sopratutto dare un contributo per superare le criticità del passato e quelle nate o aggravatesi con la pandemia; è secondaria, ininfluente la provenienza di un assessore, come quella di un ministro salvo che si dubiti della capacità della politica di realizzare, perseguire l’interesse comune, generale e quindi si avverta la necessità di avere una sorta di “tutela” (bisogno che certificherebbe, ulteriormente, la debolezza di una classe dirigente). È arrivato il momento – conclude Spallanzani – di mettere da parte, a tutti i livelli (partendo dal dibattito sull’assessorato regionale o, come da voci di corridoio, sulla Presidenza del Consiglio Regionale), i personalismi, esaminare con obiettività la situazione politica aprendo un confronto tra i partiti, i movimenti, le associazioni, gli iscritti ed i simpatizzanti per costruire una seria alternativa ai sovranisti, al centrodestra».