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Regionali, Tonlazzerini (Fi): «Ha vinto la sinistra? I numeri dicono altro»

MASSA – Luca Tonlazzerini, responsabile Dipartimento Cultura di Forza Italia Massa commenta i risultati delle elezioni regionali 2020, tenutesi lo scorso 20 e 21 settembre. Riportiamo qui di seguito il comunicato stampa.

«Qualcuno, nel lontano 1800, pronunciò questa frase “Per me, tutte le opinioni sono rispettabili, ma ritengo che l’aritmetica non sia un’opinione”. Niente di più vero, ma cosa ci dicono i numeri? L’esito delle urne è stato inconfutabilmente chiaro, dopo decenni di menzogne e fatue promesse non poteva essere altrimenti. A livello nazionale il verdetto è pur sì un 4 a 3 (per il centrodestra e con il cambio di guida delle Marche), ma nel computo generale la differenza tra centrodestra e centrosinistra è adesso schiacciante, 15 regioni su 20 sono a guida
centrodestra; facendo, invece, uno zoom sulla Toscana non possiamo far altro che osservare che la roccaforte rossa ha fatto la fine di un castello di sabbia costruito sulla riva del mare, ma, come diceva il grande Corrado, non finisce qui, infatti andando a posizionare gli occhi sulla nostra provincia, non faremo altro che osservare l’emorragia della sinistra, la debacle di una politica sorda, incapace di ascoltare le necessità della propria gente. Ma allora come mai alcuni personaggi politici locali, che si tramandano il trono di generazione in generazione, hanno gridato alla vittoria?

Come mai questi illustri personaggi invece di fermarsi a riflettere, invece di provare ad indossare per un attimo i panni dei propri cittadini, hanno avuto il coraggio di brindare, di festeggiare la loro locale bocciatura? Beh, purtroppo la risposta è semplice, il loro modo di fare politica adesso, se prima ci fossero stati dei dubbi, è chiaro: è vero, hanno vinto; si perché per loro vincere, fare politica non vuol dire mettersi al servizio del prossimo, ma tenersi stretti una poltrona. Non sono necessari studi lombrosiani per capire il loro intento; queste illustri persone della politica hanno mantenuto solo il nome e invece di essere onorati ed assumersi l’onere di amministrare la “res
publica”, mirano esclusivamente a curare la loro stabilità al potere. Il beneficio dei presunti vincitori purtroppo non coincide affatto con il bene comune e noi elettori, noi cittadini, a nostre spese, l’abbiamo capito e desideriamo, vogliamo altro. Vogliamo ritornare all’etimologia della parola politica: un’entità politica, sociale ed economica ma anche, e soprattutto, etico morale, finalizzata al bene collettivo».