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Mcc tuona: “La destra di Persiani non è più maggioranza dopo soli due anni di amministrazione”

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MASSA – «La destra di Persiani non è più maggioranza dopo solo due anni di amministrazione della città di Massa come ci conferma ampiamente il voto delle regionali». A scriverlo in una nota Massa Città in Comune che continua: «in quattro quartieri su cinque, tranne quello di Marina, la Ceccardi perde contro Giani. In tutti e 5 i quartieri le attuali opposizioni in consiglio comunale e in città esprimono la maggioranza degli elettori. Non bastano i trucchi comunicativi per nascondere la verità dei numeri ovvero che la destra è stata sfiduciata dai massesi. Persiani e tutti i consiglieri comunali candidati, con i loro apparati di partito, hanno chiesto un voto politico ai massesi e la risposta è stata una piena bocciatura. Le opposizioni cittadine e consiliari raccolgono 17026 voti contro i 13890 della Ceccardi, passando alle sole liste le quattro a sostegno della Ceccardi raccolgono 13043 voti contro i 16114 di tutte le opposizioni».

«Persiani e molti dei suoi consiglieri hanno spesso richiamato il voto di ballottaggio delle comunali per affermare come fossero tutti loro i 17979 voti del 2018. Perdere 4000 voti in soli due anni, dopo aver chiesto un voto che fosse anche un giudizio sulla bontà della loro azione amministrativa, vista la mole di consiglieri comunali candidati dalle quattro liste, imporrebbe a Persiani di rassegnare le dimissioni portando Massa al voto la prossima primavera» dicono. «Crediamo non sarà così – incalzano – e questa maggioranza, ormai solo di consiglio, si sposterà sempre più a destra con politiche ancor più orientate a tutelare gli interessi dei percettori di rendite. Per quanto ci riguarda continueremo a portare avanti le nostre battaglie contro la privatizzazione degli spazi e beni pubblici – conclude Massa Città in Comune – come l’impianto di illuminazione della città o l’ex mercato coperto, e per la municipalizzazione di beni comuni come le spiagge e le cave che devono essere tolte al profitto dei privati».

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