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Colacicco (Fi): “No all’ampliamento del porto di Carrara”

MASSA- CARRARA – «Sono assolutamente contraria all’ampliamento del porto di Carrara». Non usa mezzi termini la candidata al consiglio regionale di Forza Italia Udc Orietta Colacicco. «Sono nella lista di Forza Italia, ma sono indipendente e il mio programma, teso verso lo sviluppo economico attraverso il turismo, vede al primo posto la lotta all’erosione a due livelli, tattico attraverso il ripascimento e strategico con la conversione senza alcun ampliamento del Porto di Carrara in turistico con una banchina per il commerciale. Un ampliamento – spiega – verrebbe a vanificare gli investimenti per il ripascimento, che poco potrebbe rispetto all’accelerazione prevedibile dell’ erosione a seguito di nuove opere a mare. Una grande Marina a Carrara porterebbe giga yacht, navi da crociera, sarebbe un’attrazione da utilizzare e frequentare, capace di portare occupazione, rilanciare impresa ed economia e di salvaguardare l’ambiente. E bisogna considerare le preoccupazioni dei residenti a Marina di Carrara che temono non erosione, ma esondazione. Pochi si sono dimenticati l’alluvione del Carrione. C’è già un risultato, basta guardare la mia pagina Facebook Orietta Colacicco per la Toscana, che ogni giorno in un lungo story telling racconta il mio programma, per vedere l’ acceso un dibattito sul porto e sulla mia proposta per il porto».

«Da giorni si muove la mia vela anti erosione della Spiaggia, che è centrale perché oltre a produrre un danno ambientale, mette a repentaglio tutte le categorie che vivono sul mare e del mare: balneari con tutti i loro collaboratori , ristoratori, albergatori commercianti, camping – prosegue la candidata azzurra – Meno spiaggia vuole dire meno camere, quindi meno presenze, meno commercio, meno clienti per i ristoranti e via così, una catena. Sono in gioco un fatturato di miliardi di euro e un esercito impiegato di migliaia di persone, senza contare l’indotto di artigiani, giardinieri, addetti alle pulizie. Ed è in gioco il valore delle case, quelle in cui si è investito per affittare, quelle che attraverso i sacrifici e risparmi diventano l’eredità di famiglia, l’approdo sicuro per i nostri figli. Per guardare al futuro per prima cosa bisogna chiedersi se l’erosione è un male curabile – afferma Colaccico e
la risposta è no, perché è un fenomeno naturale, che può subire un’accelerazione in funzione di opere in mare o a difesa del mare inutili e dannosi, come si sono rivelati pennelli, geotubi e scogliere sin qui adottati. Si possono però mitigare i danni procurati, e soprattutto non produrne di nuovi. C’è quindi un primo piano tattico, che consiste nel
ripascimento della spiaggia. In tarda primavera del ripascimento previsto dalla Regione dal 2017, su 850 metri a Poveromo, si è intervenuti su 350 dopo tre anni. Si vedono risultati, certo timidi, bisogna procedere velocemente sugli altri 500 metri e soprattutto, in una logica di manutenzione ordinaria, verso Ronchi, Marina di Massa, la Partaccia. Altrettanto importante è il piano strategico, si sa e lo testimoniano tutte le immagini storiche, che dell’erosione il colpevole principale è il porto di Carrara, che fa parte dell’Autorità Portuale della Liguria Orientale. Bocciato nel 2001 dal Ministero dell’Ambiente l’ampliamento è sempre nell’aria, perché per essere un porto commerciale si dice sia piccolo. Ma se è piccolo per un porto commerciale, è grande a sufficienza per divenire, senza alcun ampliamento un porto turistico come le grandi marine in Francia. Il porto che non c’é in Toscana ma neanche in Liguria, capace di ospitare giga yacht e navi da crociera, che da una parte porterà sviluppo, nuove imprese, occupazione, rilancio del prodotto turistico e dall’altra, non prevedendo ampliamento alcuno, scongiurerà l’accelerazione dell’erosione. Porto che da colpevole diviene una risorsa».

«E’ il Porto del Marmo, quello pensato dall’architetto Tiziano Lera per I Paladini Apuoversiliesi – da un’dea del Presidente dell’Associazione Orietta Colacicco – un porto che celebra e recita il marmo, quale espressione di un territorio. Tutti gli yacht, le navi, le imbarcazioni che si avvicineranno vedranno subito questo unicum che solo questo possibile porto di Carrara potrà dare: le apuane, le cave, il piazzale dei blocchi, le sculture tutte intorno, il teatro. Nella Riconversione del Porto di Carrara in Porto Turistico c’è una banchina per il commerciale anche perché non si può prescindere dalla identità di un luogo, così che il porto al contrario, andrà a rafforzare questa identità. Un porto da utilizzare, vivere e frequentare, un polo di attrazione, con il ☑lunghissimo percorso ciclo pedonale nel verde, gli edifici in stile balneare, il piccolo borgo ludico-commerciale, il Club Nautico,il Cantiere per imbarcazioni da diporto e gli spazi per i pescatori professionali con magazzini e zona vendita. Sarà come una cartolina promozionale permanente, una forma di comunicazione, che ricadrà positivamente sulle cave, gli industriali del marmo, Marina di Carrara, il comprensorio, la Lunigiana, l’interno di Carrara e Massa, il litorale».

Sei sono i punti del programma della candidata Orietta Colacicco: Salute, paesaggio, collegamenti, impresa, turismo lavoro. Il primo è la salute: «il covid ci ha insegnato che bisogna prevenire ed essere pronti a gestire l’emergenza, anche esercitandosi simulando, come si fa nel crisis management. Vale la regola delle 3P – spiega – Prontezza, Prudenza, Prevenzione. E’ necessaria una rete di protezione territoriale, dove il medico di famiglia deve assumere ed esercitare un ruolo più determinante, dove creare strutture anche virtuali di formazione e informazione per i cittadini. E sulla Lunigiana bisogna molto ragionare, la sua configurazione esige ospedali facilmente raggiungibili, quindi no alle chiusure basate solo sui conto economico, al primo posto i cittadini e le cure loro dovute. E sempre in tema di sanità bisogna ridurre le liste d’attesa attraverso convenzioni con i privati, che però andrebbero controllati e certificati. Ma intanto e subito nel mio programma c’è la riduzione immediata delle liste d’attesa per le persone fragili: gli anziani e i diversamente abili, attraverso l’istituzione di corsie preferenziali sia a livello di prenotazione, che di accettazione. Sanità al primo posto perché dal senso di incertezza che ci ha lascito il Covid dobbiamo uscire reagendo con forza, soprattutto pensando al futuro dei nostri figli e nipoti, quindi per recuperare questa forza dobbiamo sentirci protetti, come protetto deve essere l’ambiente, cioè il paesaggio straordinario, che va dai boschi e dai paesi diffusi della Lunigiana, alle resta medievali, ai palazzi settecenteschi di Massa e Carrara e Montignoso, sino al mare e alle spiagge. E i problemi da superare sono tanti, in testa la chiusura assoluta della Cava Fornace, ex Cava Viti. Non si può pensare a uno sviluppo turistico se ai piedi delle colline di Palatina, da far conoscere, promuovere e visitare c’è una discarica. Ogni scelta deve essere misurata e sostenibile – incalza –  Per un totale cambio di passo, bisogna prevedere il potenziamento dei collegamenti autostradali e ferroviari. Bisogna finalmente superare il binario unico. Non si può pensare che da Pontremoli a Firenze siano necessarie due ore e tre quarti, che da Milano, ci sia ancora un regionale che impiega quasi quattro ore. Ci vogliono treni veloci da e per gli aeroporti toscani e per poter far scoprire dal largo pubblico la Lunigiana ci vuole un casello a Villafranca. E bisogna essere veloci, il ponte di Albiano è lì come era dopo il crollo dell’8 Aprile e per andare da un punto all’altro ci vogliono cinquanta minuti. Assurdo. Il turismo deve essere diffuso grazie a scambi da e per le spiagge, l’interno delle città di Carrara, e Massa, i borghi della Lunigiana. E qui – conclude Colacicco – bisognerà puntare sul turismo enogastronomico e verde e favorire le imprese artigianali agroalimentari. C’è già un distretto alimentare, deve essere potenziato e collegato ad altri distretti delle campagne massesi e montignosine, da espandere o far nascere».