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Traforo della Foce, Barotti: «L’amministrazione lasci perdere. Il territorio è cambiato»

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MASSA – “Forza Italia che, insieme ai sovranisti, amministra la città da oltre due anni lancia la nuovissima, originalissima, utilissima idea di realizzare il traforo della Foce. Un progetto di un secolo fa che, probabilmente, è stato riesumato da un archivio storico. Per essere più chiari, è come se oggi qualcuno ipotizzasse di costruire, non per scopi culturali e storici, il modello di carro armato di Leonardo per armare gli eserciti moderni”. Non usa mezzi termini il consigliere Andrea Barotti a proposito del progetto dell’amministrazione massese. “Il territorio, dopo cento anni, è cambiato! La mobilità si è modificata così il tessuto urbano, perciò è opportuno lasciare nelle teche certi progetti e pensare a ciò che serve, realmente, alle nostre Comunità per proiettarci verso il futuro, per rimettere in moto l’economia. Gli azzurri sostengono che l’opera non costerà nulla ai cittadini, perché sarà finanziata dallo Stato o da fondi europei, dimenticandosi che il denaro pubblico proviene dalle tasche dei cittadini e che le risorse disponibili, in parte a fondo perduto ed in parte da restituire, debbono, ragionevolmente, essere destinate ad iniziative capaci di produrre un effetto volano! Ossia generare ricchezza e rimettere il Paese sulla giusta direzione”.

“Forza Italia propone – prosegue il consigliere – ponendosi in contrasto con il sistema industriale e produttivo apuano, la chiusura del porto di Marina di Carrara quando il turismo estivo non è in grado si soppiantare la metalmeccanica, il lapideo ossia quelle realtà manifatturiere (alcune da potenziare) fortunatamente rimaste che necessitano dello scalo commerciale. Tale posizione, in contrasto anche con la dichiarazione di Tajani secondo cui le cave sono un settore da tutelare, è in antitesi con il sostegno dato dall’attuale Presidente del Consiglio Comunale, oggi candidato, alla costruzione del parcheggio Grendi (quale senso può avere un’area di sosta per i camion che si recano ad un porto che si vorrebbe chiudere?).  È necessario, pertanto, proteggere la nostra porta di accesso alle autostrade del mare, renderla funzionale al ripascimento con l’ecodragaggio, realizzare il porticciolo per potenziare la nautica, investire per un diverso recupero delle colonie (distaccamento universitario, centro di eccellenza sanitario) per aumentare le presenze sul territorio e favorire il terziario, recuperare e valorizzare il nostro patrimonio culturale (penso al progetto di rinascita della Villa Massoni facendola diventare uno scrigno dell’arte nascosta mettendo in piedi un rapporto di collaborazione con la Galleria degli Uffizi), risolvere le criticità del depuratore del Lavello così come affrontare le altre problematiche ambientali, per essere competitivi con altre località balneari, recuperare le aree dismesse della Zona Industriale (riassegnando un ruolo al CZIA) per assegnarle in concessione ad aziende che intendano investire sul nostro territorio (mi riferisco al caso del Pignone che, mesi fa, cercava un sito per un nuovo stabilimento), aprire un tavolo per discutere su come ridare forza alla lavorazione del marmo (senza aumentare l’estrazione) e alla meccanica applicata al lapideo (non si tratta di aprire nuove cave, come la Giunta Persiani proponeva, ma di creare nuovi posti di lavoro nei laboratori, di meglio distribuire la ricchezza che l’oro bianco produce).

Gli esponenti locali di Forza Italia, al pari degli altri politici di centrodestra, non sono alieni scesi da Marte ma amministratori, sostengono una Giunta che guida la città non da un giorno pertanto avrebbero dovuto presentare, agli elettori, innanzitutto i risultati della loro attività di governo! La circostanza che non rendano il conto della loro gestione (mi sovviene la mancata uscita da Gaia) è indice della difficoltà di un gruppo politico ad affrontare una realtà deludente (decoro urbano scadente, eventi culturali inadeguati e insufficienti, assenza di una politica sul lavoro, poca incisività sul tema ambiente). Ed ancora, ritengo politicamente poco credibile proporre il Traforo (opera la cui utilità è discutibile), rifare il look ad alcune piazze quando non si riesce a garantire un’efficiente manutenzione delle strade cittadine. Spero che la scelta che gli elettori faranno sia guidata non dalle promesse ma dalla concretezza, dal confronto tra quanto il centrodestra alle amministrative proponeva e quanto oggi i cittadini possono vedere. La nostra città – chiude -, come la Toscana, non ha bisogno del “cambiamento” del centrodestra ma della buona politica quella che cerca di commettere meno errori possibili, di rimediare agli sbagli e che resta sul campo anche quando perde a differenza di chi, in caso di sconfitta, preferisce, come apparso sui giornali, “ritirarsi” a Bruxelles”.

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