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«Sanità pubblica, lavoro e scuola». La ricetta di Roberta Crudeli (Pd) per Massa-Carrara

La candidata al consiglio regionale per i dem risponde alle domande della Voce Apuana: «Ci sono alcuni settori come quello degli esami diagnostici-radiologici nei quali le liste d’attesa hanno tempi troppo lunghi e questo deve essere superato. Ecco come»

MASSA-CARRARA – In vista delle elezioni regionali del 20-21 settembre, La Voce Apuana, pubblica le interviste ai candidati al Consiglio regionale della provincia di Massa-Carrara. Oggi è il turno di Roberta Crudeli, candidata nella lista del Partito Democratico che sostiene la candidatura a governatore di Eugenio Giani.

Quali sono i tre punti programmatici che ritiene più importanti per lo sviluppo della provincia di Massa-Carrara attraverso l’intervento della Regione?
Mantenere la sanità pubblica affinché tutti possano beneficiarne; perché ciò sia possibile è necessario non separare la sanità dallo stato sociale perché è in base a quello che si definiscono le fasce di cittadini bisognosi e si possono individuare azioni prioritarie di assistenza. Il secondo punto, importantissimo, riguarda il lavoro e le imprese. Il lavoro continua purtroppo ad essere uno dei problemi più grandi da risolvere e la pandemia non ha certamente aiutato: coloro che avevano forme di lavoro non stabile lo hanno perso e chi poteva avere possibilità di qualche occupazione ha visto precludersi anche la minima speranza; va salvata però l’opportunità che durante la pandemia è stata data, attraverso il “lavoro agile”: questo ha rappresentato l’unica possibilità per il mantenimento della produzione per molte aziende private con conseguenze positive dal punto di vista della riduzione dell’inquinamento e della sostenibilità ambientale; come donna ritengo che si debba fare molto per la crescita dell’occupazione femminile, perché ciò ha un numero notevole di conseguenze positive: aumenta in primis l’autonomia delle donne, il benessere delle famiglie ed è un importante volano per aumentare l’occupazione complessiva e il numero delle imprese; per superare le difficoltà che abbiamo, anche conseguenti alla pandemia, sarà fondamentale ribaltare il modello tradizionale della divisione del lavoro in cui si presume che l’uomo sia dedicato al lavoro retribuito e la donna al lavoro di cura e sperimentare nuovi modelli dove lavorano entrambi, impegnandosi in egual misura nell’attività professionale ed in quella di cura, realizzando progetti di genitorialità equamente condivisi. Il terzo punto e non di minor peso, riguarda la scuola: il mondo della scuola è forse quello che maggiormente ha risentito della pandemia: i problemi già presenti sono infatti accresciuti dagli ultimi mesi caratterizzati dall’emergenza sanitaria: mi preme cercare di risolvere queste difficoltà, assumendomi la responsabilità di attuarle nel tempo, dato che la scuola è un importante presidio sociale oltre che luogo di crescita culturale e personale; ovviamente sarà mia cura confrontarmi con il personale direttamente coinvolto, mi riferisco al corpo insegnanti, ai genitori e ai ragazzi, per poter ascoltare le loro proposte e decidere insieme azioni migliorative da mettere in campo.

Sanità, a fronte delle problematiche emerse durante il picco dell’emergenza Covid-19, in primis la scarsità di strutture e personale per affrontarla, che cosa del modello sanitario toscano deve rimanere e che cosa deve cambiare?
A tal proposito voglio ricordare che l’emergenza, chiamata così perché ha travolto tutti senza preavviso, è stata gestita dalla sanità toscana e in particolare nella nostra provincia con grande professionalità organizzazione e tempestività. Non credo di esagerare nel dire questo perché essendo del mondo sanitario e lavorando all’interno dell’azienda sanitaria può sembrare che io lo dica perché sono di parte: a tal proposito vorrei ricordare che per il lavoro svolto durante la crisi pandemica, la Regione Toscana consegnerà il Pegaso d’oro alla nostra provincia come dimostrazione che l’emergenza ha potuto essere gestita e combattuta nonostante nessuno fosse preparato a un evento del genere. Dovrà quindi rimanere il senso di organizzazione ed essere implementato perché il nostro senso di organizzazione ci ha permesso in pochissimo tempo di trasformare un ospedale per acuti in ospedale covid. Mi sto riferendo ovviamente all’ospedale Apuane che grazie a una struttura nuova d’avanguardia c’ha permesso di organizzare nuovi spazi per gestire l’emergenza, riorganizzando le unità operative in terapie Intensive per l’occasione. Nello stesso tempo gli ospedali della Lunigiana sono stati adibiti alle urgenze e questo ha permesso di rispondere ai bisogni dei cittadini che anche in un momento di priorità pandemica continuavano ad avere bisogno di cure anche per altre patologie. Voglio sottolineare che nonostante il periodo critico non sono mai venute meno le terapie oncologiche. Così come bisogna ricordare che il percorso della gravidanza è stato mantenuto e protetto, garantendo il percorso nascita come se al di fuori non ci fosse nulla, permettendo in questo modo alle donne che stavano per vivere il momento più bello della loro vita di poterlo ricordare come un evento unico e meraviglioso, nonostante il periodo estremamente delicato. Tutto ciò ha potuto essere possibile grazie alla professionalità di tutti i colleghi che lavorano in ostetricia e ginecologia e grazie al fatto di avere un ospedale nuovo come l’ospedale Apuane che è stato una conferma organizzativa: in tutto questo, il personale sanitario dai medici agli infermieri agli oss si è rivelato ampiamente all’altezza della situazione. Per rispondere invece alla domanda Che cosa invece vorrei implementare penso sia importantissimo lavorare affinché il territorio possa essere potenziato e strettamente collegato all’ospedale. Il percorso ospedale/territorio è ciò che secondo me garantirà la vera cura della persona e non solo della patologia.

Restiamo in ambito sanitario, le liste d’attesa sono ancora troppo lunghe nella nostra provincia. Come risolvere?
Ci sono alcuni settori come quello degli esami diagnostici-radiologici nei quali le liste d’attesa hanno tempi troppo lunghi e questo deve essere superato. Per risolvere la questione delle liste d’attesa bisognerebbe garantire una maggiore apertura dei servizi, potenziando il personale e facendo funzionare i macchinari per un numero maggiore di ore, ampliando gli accessi anche dopo le ore 20 per poter smaltire il pregresso e poter poi arrivare a regime con aperture che garantiscano tempi di attesa ragionevoli.

Ambiente, favorevole o contrario alla discarica di Cava Viti (o ex-Cava Fornace)? Si impegna ad avviare ex novo, come richiesto dai comitati cittadini, la procedura di autorizzazione integrata ambientale (AIA) per il sito?
Da ormai molti anni i territori di Montignoso e di Pietrasanta, direttamente, Forte dei Marmi e Seravezza, in maniera indiretta, presentano una problematica di natura ambientale dovuta alla presenza della discarica di Cava Fornace. Negli ultimi anni tale tematica è risultata essere sempre più delicata e sentita dalla cittadinanza interessata. La presenza della discarica di Cava Fornace ha una ricaduta negativa sul nostro territorio dal punto di vista sociale e desta una grande preoccupazione per eventuali ripercussioni ambientali. Io sono favorevole alla chiusura della discarica. La futura amministrazione regionale dovrà far rispettare le volontà dei Consigli comunali interessati per la chiusura che dovrà avvenire in tempi brevi, però dovrà garantire anche la messa in sicurezza del sito quando sarà chiuso.

Escavazione del marmo, è possibile un’estrazione sostenibile e se sì cosa può fare la Regione per attuarla?
L’escavazione sostenibile non solo è possibile ma è una necessità: la nostra economia è basata sull’estrazione del marmo e la sua commercializzazione e di ciò non possiamo e non dobbiamo fare a meno. L’impegno è doppio: salvaguardare un’economia fondamentale, tutelare la forza lavoro nel rispetto e nella salvaguardia del paesaggio e dell’ambiente. Questa è la sfida da vincere, attraverso un percorso che la Regione Toscana ha già intrapreso, attivandosi con la Legge 35 e sue modificazioni, attraverso il Pit e il prossimo piano regionale cave. Percorsi e strumenti necessari che andranno comunque monitorati e se necessario adeguati alle esigenze che si potranno manifestare. Fondamentale per il comparto lapideo è lo sviluppo della filiera locale in grado di garantire nuovi posti di lavoro.

Politica, chi è il candidato o la candidata più distante dal suo progetto politico e quello/a più vicino/a?
Sono sicuramente più lontana dai politici di centro-destra, in particolare dai sovranisti. Sono più vicina a quelli che pensano che la sanità e la scuola pubblica siano da tutelare, che il lavoro rappresenti un elemento imprescindibile della dignità dell’uomo. Penso ci sia ancora da lavorare molto per ridurre le disuguaglianze e ampliare i diritti. Credo che far parte di un sistema più grande come l’Europa rappresenti una grande opportunità per il nostro Paese, soprattutto per i giovani e le future generazioni.