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Flash mob della minoranza: «Vogliamo tornare in aula» foto

Nuova protesta dei consiglieri di opposizione oggi fuori da palazzo civico per chiedere lo svolgimento in presenza dei consigli comunali.

MASSA – I consiglieri di minoranza non mollano e tornano a chiedere lo svolgimento in presenza dei consigli comunali. Oggi sotto palazzo civico si è svolto un flash mob organizzato dal Partito Democratico al quale hanno partecipato anche i rappresentanti locali di Alternativa Civica, Movimento Cinque Stelle, lista Volpi sindaco e lista Uniti per la città. Oggetto della protesta i consigli in diretta streaming che secondo i consiglieri non permetterebbero una discussione approfondita dei temi all’ordine del giorno. “Il consiglio comunale in presenza è importante soprattutto per la minoranza – commenta Paolo Menchini del Movimento Cinque Stelle – Dopo una serrata discussione interna, come M5S da oggi torniamo a partecipare alle sedute online pur ribadendo che non è il sistema giusto”.  A partecipare all’iniziativa anche il Movimento Giovanile della Sinistra, il gruppo dei Giovani Democratici e la candidata alle elezioni regionali per la lista Sinistra Civica Ecologista Angelica Gatti.
“La minoranza vuole tornare in consiglio – aggiunge Gabriele Carioli del Pd – Anche perché gli amministratori non hanno spiegato davvero il motivo per il quale non si possa svolgere la seduta in presenza”.
Dina Dell’Ertole, di Alternativa Civica, spiega così la sua adesione al flash mob: “Rivendichiamo il diritto democratico a fare i consigli comunali in presenza, siamo qua per protestare su come questa amministrazione decida di portare avanti i lavori”.
Tra le motivazioni che hanno spinto la minoranza a scendere in piazza, anche le risposte ricevute nella relazione tecnica fornita dal Comune sulla possibilità di svolgere i consigli in presenza. “Nel verbale – commenta Elena Mosti della lista Volpi Sindaco – si dice che non è possibile tornare in aula perché i consiglieri sarebbero costretti ad indossare la mascherina per almeno 6 ore. La mia domanda è: non è esattamente ciò che fanno le persone che lavorano quotidianamente?”.