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Referendum2020, consiglio diviso: Mencarelli e Guadagnucci dicono sì. Cofrancesco e Dell’Ertole sostengono il no sondaggio

MASSA – Si avvicina l’election day, il giorno, o meglio, i giorni in cui italiane e italiani saranno chiamati a votare per le elezioni regionali – in alcuni comuni anche per quelle amministrative – e soprattutto per il referendum costituzionale indetto per approvare o respingere la legge di revisione costituzionale dal titolo “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”.
Approvato in via definitiva dalla Camera l’8 ottobre 2019, il testo di legge prevede il taglio del 36,5% dei componenti di entrambi i rami del Parlamento: da 630 a 400 seggi alla Camera, da 315 a 200 seggi elettivi al Senato. Oltre a proporre un sondaggio aperto a tutta la cittadinanza, come Voce Apuana abbiamo chiesto ad alcuni consiglieri e consigliere comunali, di maggioranza e di minoranza, di esprimere la propria opinione su questa votazione.

Luca Guadagnucci, consigliere comunale della Lega con un passato da militante dell’Italia dei Valori, non nasconde una certa “incertezza”: “Sono più propenso verso il sì. Capisco le argomentazioni dell’altra parte, ma è un taglio che va a ridurre un numero eccessivamente elevato di parlamentari. Va bene, gli sprechi veri sono altrove, ma intanto si comincia a dare una limatina a tutto”.
Di tutt’altra opinione il consigliere Antonio Cofrancesco, oggi seduto tra i banchi del gruppo misto pur sostenendo la maggioranza, ieri attivista nel gruppo Articolo Uno . “Voto no. Sono contrario per il semplice fatto che se andiamo a verificare il risparmio effettivo è di un caffè all’anno a cittadino, e la circoscrizione di Massa, per esempio, in quanto non molto densamente popolata, resterebbe penalizzata”.
Il consigliere Piergiuseppe Cagetti, della lista Amministrare Massa (Persiani Sindaco), ex socialista, si dice indeciso: “Ci sono pro e contro. Non mi sembrano vere riforme ma deciderò dopo un’attenta analisi“.

Dal lato della minoranza, anche Stefano Alberti (Pd) mostra una certa indecisione: “Sono più propenso verso il no anche se non ho una grande convinzione. Dall’altra parte ci sono delle ragioni e in qualche modo si compensano. Certo senza ulteriori riforme mi sembra un taglio monco…”

Convinto il sì della consigliera Luana Mencarelli (M5S), militante dello stesso partito che ha proposto il taglio dei parlamentari: “Io voterò al referendum, in primis perché la situazione attuale non è soddisfacente e questa è l’occasione di cambiare in meglio, partendo da una nuova legge elettorale costituzionalmente legittima. Un minor numero di parlamentari richiederà una più pregnante selezione qualitativa, ad assumere decisioni in nostra rappresentanza infatti dovranno essere persone con un alto senso di responsabilità e capacità di lavorare”.

La consigliera Dina Dell’Ertole in consiglio con la lista Alternativa Civica e militante di Italia Viva (con un passato nel Pd) esprime, al contrario, un convinto no: “Io voto no. Partiamo da un presupposto: la penso come Renzi, è un referendum inutile. O si incide su alcune questioni, oppure non ha senso. Al referendum del 2016 ho votato sì. Ma la politica è complessità, studio, approfondimento. Questo referendum va in direzione contraria: si usano le forbici senza cambiare niente”.

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