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Gatti: “Ambiente, salute e lavoro al centro della politica di Sinistra Ecologista”

MASSA – Venerdì 28 agosto al parco di Ricortola, è stato organizzato un incontro pubblico per esporre alcuni dei temi centrali del programma elettorale della lista Sinistra Civica Ecologista. Ospiti delle serata sono stati Paolo Gozzani segretario provinciale della Cgil, Roberto Pucci ex sindaco di Massa e Daniele Terzoni attivista ambientalista. Ha coordinato il dibattito Angelica Gatti, candidata della lista Sinistra Civica Ecologista.

“Il cuore del nostro progetto è proprio questo: coniugare la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini con il diritto ad un lavoro di qualità e sicuro – ha spiegato Gatti – Ci siamo concentrati su questioni vere che riguardano da vicino il nostro territorio e alle quali vogliamo dare risposte concrete. In primo luogo – continua la candidata – fare la bonifica della zona industriale, indispensabile per ridurre i danni che l’inquinamento delle terre e della falda, ha provocato e che continua a causare (vedi rapporto Sentieri 2019) alla salute di noi cittadini. È inoltre fondamentale per poter finalmente tornare ad avere una zona industriale capace di accogliere aziende e imprenditori che diano occupazione e valore al nostro territorio. Per questo uno dei punti fondamentali del mio programma come candidata è riuscire ad avviare gli impianti di depurazione della falda e di distruzione degli inquinanti nel terreno. Ho studiato lungamente la questione e ritengo che sia possibile fare questo passo nel giro di un anno. La regione Toscana ha già imboccato questa strada (dal 2016) e stanziato dei fondi (ancora non sufficienti) ma la politica ha il dovere di portare a casa l’inizio della bonifica in tempi brevissimi, perché di tempo ne abbiamo perso anche troppo.”

L’altro tema è la questione marmo: “la nostra posizione è chiara – sottolinea Angelica Gatti – il valore che si produce al monte deve essere ricalibrato e redistribuito. Il limite ambientale all’escavazione deve essere definito e i controlli serrati. I profitti dell’escavazione devono andare alle nostre città e ai nostri cittadini. La Regione, con la legge n. 35 del 2015 fa un passo avanti ma ancora insufficiente: il marmo deve essere lavorato nel nostro distretto, anche se questo significa ridurre il profitto immediato dei proprietari di cava. La politica deve tornare forte di fronte ad un mondo imprenditoriale in parte sordo alle necessità del territorio che oggi si sente solo sfruttato.”

Nel dibattito Paolo Gozzani ha sottolineato la rottura di un legame tra la città e il mondo delle cave, rapporto che un tempo esisteva. “Questo – spiega Gozzani – produce risentimento nei confronti dei pochi che si arricchiscono, incapaci di costruire un progetto sinergico e di lungo periodo. Il mondo delle cave è per certi aspetti corporativo e questo crea problemi anche dal punto di vista della sicurezza sul lavoro. Il lavatori in generale soffrono della precarietà e della paura di perdere il posto denunciando un infortunio e questo aumenta i rischi. Alle cave non è la precarietà ma la scarsa scolarizzazione di molti lavoratori ad aumentare i rischi in un contesto di fatica e pericolo. Gli incidenti sul lavoro si riducono con investimenti seri e continui da parte delle aziende, con una maggiore formazione dei lavoratori ed eliminando il ricatto della precarietà”.

Per Roberto Pucci, invece, la Regione deve prevedere uno studio accurato sulla quantità e la qualità del marmo nelle nostre montagne. “Questo consentirebbe di fare un ragionamento di prospettiva sulle quantità scavabili e immaginare nel tempo una trasformazione di tutte le attività che vivono di marmo – spiega l’ex sindaco – Vi sono varie vie che possono essere intraprese per ridare valore alle nostre lavorazioni attraverso l’innovazione e il rispetto dell’ambiente, tra queste è importante una riflessione sul concetto di economia circolare anche nella lavorazione della nostra pietra. Inoltre, ha sottolineato la mancanza di un marchio registrato del marmo di Carrara, sia della pietra che della lavorazione di zona, una perdita economica e di prestigio incommensurabile. Daniele Terzoni ha detto che “bisogna prendere il toro per le corna con la bonifica”, non si può più rimandare. Inoltre ha illustrato dettagliatamente i passaggi della zona industriale da Sin a Sir, con il ridimensionamento delle aree, sottolineando i problemi di inquinamento e impossibilità di reindustrializzazione. Anche dal suo intervento è emersa la mancanza di volontà da parte dei proprietari di cava di portare la lavorazione nella nostra vallata: gli imprenditori locali sono costretti ad acquistare i blocchi di Carrara su Alibaba, dalla Cina”

Angelica Gatti, infine, ringrazia l’associazione La Cerbaia per l’ospitalità, i ragazzi di Mgs presenti e tutti coloro che hanno partecipato.