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«Massa-Carrara provincia non più periferica in Toscana». L’impegno di Diego Nespolo (candidato di Toscana Civica per il Cambiamento)

MASSA-CARRARA – In vista delle elezioni regionali del 20-21 settembre, La Voce Apuana, pubblica le interviste ai candidati al Consiglio regionale della provincia di Massa-Carrara. Oggi è il turno di Diego Nespolo, ingegnere, candidato nella lista “Toscana Civica per il Cambiamento” che sostiene la candidatura a governatore di Susanna Ceccardi (centrodestra).

Quali sono i tre punti programmatici che ritiene più importanti per lo sviluppo della provincia di Massa-Carrara attraverso l’intervento della Regione?

«Bisogna necessariamente restituire dignità ai lavoratori, a coloro che il lavoro non ce l’hanno o lo hanno perso, a quanti sono in difficoltà, ai giovani, a ciascuna persona cha fa parte della nostra comunità. Sanità, Turismo, Mobilità, Ambiente, Famiglia e Welfare saranno i punti cardini del progetto di cambiamento della mia candidatura, cercando di raggiungere soluzioni tempestive, efficaci ed efficienti, fatti concreti di cui tutti potranno beneficiare. L’intera provincia non può più aspettare. Voglio una sanità diversa per la nostra provincia, in grado di trasformare in eccellenza strutture di grande potenziale ma logorate da riduzioni di personale e liste d’attesa improponibili e di garantire presidi di primo intervento in tutti i comuni; una sburocratizzazione dell’imprenditoria con corsie preferenziali per chi decide di investire qui; un impiego più efficace delle risorse comunitarie. Voglio che dal governo regionale arrivino nella nostra provincia importanti somme per dare soluzione alle problematiche in materia di dissesto idrogeologico ed efficientamento infrastrutturale. Ho scelto come slogan per la mia candidatura “Protagonisti in Toscana” in quanto la nostra provincia, purtroppo, è stata troppo spesso dimenticata dalla Regione. Questo non dovrà accadere mai più: il nostro territorio ha bisogno di persone che la rappresentino nel Consiglio e che difendano con forza gli interessi di ciascun cittadino di questa meravigliosa realtà. La provincia di Massa Carrara dovrà diventare centrale, funzionale e strategica, perché ogni suo Comune lo sarà. E soprattutto ciascun cittadino lo sarà, diventando il vero protagonista del “cambiamento” che da troppo tempo questa terra ci chiede. Siamo una terra di donne e uomini volenterosi di fare. Io corro per tutelare gli interessi dei miei concittadini, mi batto e mi spendo per andare in regione perché voglio aiutare gli abitanti della provincia di Massa Carrara a sentirsi cittadini di serie A e non semplici cittadini di una lontana provincia del Gran Ducato di Toscana».

Sanità, a fronte delle problematiche emerse durante il picco dell’emergenza Covid-19, in primis la scarsità di strutture e personale per affrontarla, che cosa del modello sanitario toscano deve rimanere e che cosa deve cambiare?

«Durante l’emergenza Covid è emersa la criticità, in Toscana come in tutta Italia, di un drastico e rapido incremento della richiesta dei posti letto di terapia intensiva, richiesta a cui il modello sanitario toscano è riuscito a rispondere seppur con qualche inceppo iniziale. La fortuna del nostro territorio è quella di possedere molti ospedali, alcuni nuovi, altri più datati e già abbandonati da qualche anno, ma che con alcuni lavori di ripristino hanno permesso di ricostruire interi reparti covid, cure intermedie Covid sul territorio e strutture ambulatoriali che dessero respiro agli ospedali nuovi in cui le Terapie Intensive lavoravano a pieno regime. Ora occorre mantenere in essere queste strutture e farle funzionare adeguatamente, sempre meglio ed al massimo della loro capacità, assumendo personale affinché la potenzialità delle strutture territoriali sia sfruttata a pieno regime. Se potessi cambiare qualcosa del modello sanitario toscano, vorrei ridurre e snellire l’attuale eccessiva burocratizzazione che si è andata sommando negli anni fino a raggiungere livelli ormai ingestibili. Basti pensare che il numero del personale amministrativo assunto in ASL Nord-ovest supera di gran lunga il numero del personale sanitario, per gestire meccanismi spesso farraginosi. Bisogna ottimizzare le risorse, tagliare sprechi inutili ed investire nelle nuove tecnologie per poter essere concorrenziali col privato.

Restiamo in ambito sanitario, le liste d’attesa sono ancora troppo lunghe nella nostra provincia. Come risolvere?

«Il problema delle liste d’attesa si ripropone ciclicamente e non si affronta mai una volta per tutte. Il problema è che la domanda di visite specialistiche ed esami diagnostici è alto (una quota parte di queste richieste dovuta alla medicina difensiva). Non mancano gli spazi per effettuare le prestazioni, soprattutto per quanto riguarda le visite ambulatoriali, potendo sfruttare sia i locali dei distretti sanitari che delle strutture ospedaliere dismesse, che sono state riadibite ad attività CUP. Discorso diverso per l’attività di diagnostica in cui i tempi vengono dettati dal macchinario in uso, dai tempi di esecuzione dei singoli esami e dai tempi di manutenzione della macchina. Nella fattispecie, non mancando gli spazi, ciò che manca per abbattere le liste d’attesa in modo sistematico (e non “on demand” come viene fatto adesso) è il personale per effettuarle..! Bisogna assumere personale sanitario, in grado di effettuare le prestazioni richieste: medici, infermieri, tecnici. In particolare per i distretti della Lunigiana bisognerebbe tornare a fornire il servizio delle visite specialistiche ambulatoriali in sede, ma questo non si può fare togliendo specialisti in reparti già sotto organico a Massa. È necessario che vengano fatte nuove graduatorie ed assunto personale. È l’unica soluzione sistematica ad un annoso problema».

Ambiente, favorevole o contrario alla discarica di Cava Viti (o ex-Cava Fornace)? Si impegna ad avviare ex novo, come richiesto dai comitati cittadini, la procedura di autorizzazione integrata ambientale (AIA) per il sito?

«Vi sono due mozioni approvate all’unanimità dal Consiglio regionale nel 2017 e nel 2018 per chiudere alla svelta la discarica di Cava Fornace o ex Cava Viti, la società di gestione conferma un traffico di Tir triplicato rispetto al solito. Il tutto dinanzi a un PD che vota in un modo e poi agisce in un altro. Gli abitanti sono legittimamente preoccupati. È un’incongruenza che l’ amministrazione uscente con i suoi candidati si faccia alfiere dei comitati quando non ha dato corso agli impegni presi in aula. Il nuovo governo regionale dovrà procedere alla rapida e definitiva chiusura del sito e dar l’ avvio all’AIA».

Escavazione del marmo, è possibile un’estrazione sostenibile e se sì cosa può fare la Regione per attuarla?

«L’estrazione sostenibile di una risorsa naturale non rinnovabile sembra davvero un ossimoro. L’ estrazione può diventare sostenibile quando la si rapporta al benessere duraturo che può generare per la popolazione e pertanto si analizza la sostenibilità non solo dal punto di vista meramente ambientale ma la si analizza nella sua natura ricca di sfaccettature. L’ attività estrattiva deve creare ed alimentare attività economiche con forti e diffuse ricadute su un territorio che oggi è attraversato da forti criticità economiche e sociali. È auspicabile e necessario che la filiera delle cave adotti sistemi di green economy, devono essere favorite ed incentivate dalla Regione. Energie rinnovabili: quali eolico, biomasse, solare, geotermia, idroelettrico, in altre parole di fonti che fanno leva sulle forze della natura per produrre energia utile per l’uomo. Allo stato attuale, la green economy è una economia in cui le fonti fossili e quelle alternative contribuiscono a comporre il mix energetico necessario al soddisfacimento del bisogno energetico di un Paese. Efficienza energetica: cioè impieghi di tecnologie in grado di aumentare l’efficienza energetica dei macchinari per ridurre al minimo gli sprechi di energia. Ciclo dei rifiuti: Il marmo è uno dei pochi materiali da costruzione e/o ornamentali per il quale il recupero è possibile, gli scarti possono essere riutilizzati per produrre lo stesso materiale, con prestazioni migliori dal punto di vista tecnico (economia circolare). In tutti i casi, il ciclo prodotti-rifiuti deve garantire un impatto ambientale minimo».

Politica, chi è il candidato o la candidata più distante dal suo progetto politico e quello/a più vicino/a?

«Non vi è una candidata o un candidato che sia individuabile come in completa antitesi alle mie posizioni, bensì lo è tutto il programma e il modus operandi del centrosinistra, che ha dato riscontro negli anni di essere solamente capace di fare promesse senza realizzare migliorie e dare soluzioni alle problematiche che via via si sono presentate e che non sono state risolte. D’altro canto vi è completa sintonia con la candidata presidente e tutta la compagine di centro destra che la sostiene».