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«Recupero della rete sanitaria e bonifiche». La ricetta di Angelica Gatti (Sinistra Civica Ecologista)

MASSA-CARRARA – In vista delle elezioni regionali del 20-21 settembre, La Voce Apuana, pubblica le interviste ai candidati al Consiglio regionale della provincia di Massa-Carrara. Oggi è il turno di Angelica Gatti, candidata nella lista “Sinistra Civica Ecologista” che sostiene la candidatura a governatore di Engenio Giani (centrosinistra).

Quali sono i tre punti programmatici che ritiene più importanti per lo sviluppo della provincia di Massa-Carrara attraverso l’intervento della Regione?
«I tre punti programmatici più importanti per il nostro territorio sono:
a) la costruzione di una rete sanitaria territoriale anche attraverso il recupero delle strutture preesistenti come il vecchio ospedale di Massa, il monoblocco a Carrara e gli ospedali della Lunigiana; per riportare il servizio sanitario vicino ai cittadini;
b) l’avvio della bonifica della zona industriale apuana, da troppo tempo attesa e indispensabile in primo luogo per la nostra salute e per permettere il reinsediamento produttivo che faccia fronte alla crisi occupazionale;
c) l’inserimento organico del nostro territorio nei circuiti turistici e culturali della Toscana per uscire dalla depressione non solo economica. La nostra provincia rimane ai margini nonostante le grandi opportunità ambientali e artistiche. È necessario destagionalizzare, attraverso un’offerta che non si esaurisca in due mesi, aumentando la quantità ma anche la qualità dell’occupazione. Serve un investimento forte nelle aree montane della Lunigiana dove biblioteche e musei rappresentano presidi di conservazione del patrimonio culturale e di aggregazione sociale irrinunciabili.
La strada da imboccare è un forte investimento pubblico, sfruttando la straordinaria opportunità dei fondi europei, per potenziare e riprogettare la sanità ma anche i trasporti; per investire in strutture della cultura e della formazione; per aiutare province e comuni a risolvere il problema non più rimandabile dell’edilizia scolastica e delle classi pollaio».

Sanità, a fronte delle problematiche emerse durante il picco dell’emergenza Covid-19, in primis la scarsità di strutture e personale per affrontarla, che cosa del modello sanitario toscano deve rimanere e che cosa deve cambiare?
«La Toscana ha superato l’emergenza covid meglio di altre regioni ma sono evidenti delle criticità. Si deve invertire la tendenza a ridurre le risorse del settore sanitario pubblico, i fondi che arriveranno dall’Europa dovranno essere utilizzati per un investimento strutturale in una sanità territoriale e capillare, che sia vicina ai cittadini, aumentando le strutture e il personale medico e sanitario, aumentando le tutele e i diritti del lavoro in tutto il comparto. Una sanità diffusa sul territorio è l’unico antidoto al sovraccarico degli ospedali».

Restiamo in ambito sanitario, le liste d’attesa sono ancora troppo lunghe nella nostra provincia. Come risolvere?
«Sulle liste d’attesa la Toscana ha adottato un piano di monitoraggio e di intervento che sta dando risultati positivi. Si tratta di proseguire intervenendo in quei settori o in quei territori dove persistono dei ritardi. Inoltre si deve dare ai medici di base un ruolo centrale nel selezionare e orientare le richieste e nel seguire percorsi e procedure per i casi problematici. Il paziente non può essere lasciato solo con un foglio in mano».

Ambiente, favorevole o contrario alla discarica di Cava Viti (o ex-Cava Fornace)? Si impegna ad avviare ex novo, come richiesto dai comitati cittadini, la procedura di autorizzazione integrata ambientale (Aia) per il sito?
«La risposta alla domanda è scontata perché normalmente nessuno è favorevole a una discarica. Ma la discarica della ex cava Viti c’è già da molti anni, il problema è come arrivare alla chiusura in tempi ragionevoli. Il comune di Montignoso, ascoltati anche i comitati, ha avviato un percorso (compresa la richiesta di una nuova Autorizzazione integrata ambientale) con la Regione per arrivare alla chiusura, ora si tratta di completarlo. Una discarica legalmente autorizzata non si chiude in 24 ore, se qualcuno lo promettesse ingannerebbe i cittadini».

Escavazione del marmo, è possibile un’estrazione sostenibile e se sì cosa può fare la Regione per attuarla?
«Una escavazione del marmo ambientalmente sostenibile è non più rinviabile. La Regione ha approvato una normativa utile ma ancora insufficiente. Bisogna limitare i quantitativi estratti e aumentare i controlli sulla quantità e qualità del marmo cavato. Vi sono aree delle apuane da proteggere nelle quali non si devono aprire nuove cave, ne riattivare cave dismesse come successo recentemente. Inoltre si deve intensificare la lavorazione del marmo al piano perché è troppo grande la differenza tra i quantitativi estratti e quelli lavorati sul nostro territorio. Il tema è duplice: tutela ambientale e redistribuzione sul territorio della ricchezza oggi nelle mani di pochi».

Politica, chi è il candidato o la candidata più distante dal suo progetto politico e quello/a più vicino/a?
«La nostra è una lista di sinistra in una alleanza di centrosinistra che appoggia Eugenio Giani come presidente. Il candidato presidente più lontano e avverso a noi è Susanna Ceccardi esponente della Lega sostenuta dalle destre, è  una lontananza non solo di programmi ma di valori.  Per noi la giustizia sociale, la tutela ambientale, la solidarietà, l’antifascismo sono valori irrinunciabili che stanno nella storia e nel futuro della nostra regione. Qui a Massa stiamo patendo il governo di una destra inetta e incapace, non possiamo permettere che questo accada in Toscana».