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«Un nuovo assetto per i piccoli borghi abbandonati». La candidata Federica Fumanti (Lega) risponde alle domande della Voce Apuana

La visione della candidata al Consiglio regionale su sanità, ambiente, cave

MASSA-CARRARA – A un mese esatto dalle elezioni regionali, La Voce Apuana inizia a pubblicare le interviste realizzate ai candidati al Consiglio regionale per la provincia di Massa-Carrara. Iniziamo con Federica Fumanti, lunigianese, candidata nella lista della Lega.

Quali sono i tre punti programmatici che ritiene più importanti per lo sviluppo della provincia di Massa-Carrara attraverso l’intervento della Regione?

«La Lunigiana e l’intera provincia di Massa Carrara, considerate fin ora, fanalino di coda dell intera regione Toscana, devono tornare a ricoprire un ruolo centrale. A parole, il nostro territorio viene considerato come area di crisi industriale complessa ma, questa crisi, non essendo mai stata certificata attraverso alcuna documentazione specifica, ci impedisce di avere accesso agli aiuti economici governativi previsti dal decreto 83/2012. Abbiamo invece bisogno di un un’immediato sostegno economico per le nostre aziende e attività commerciali e produttive, per risollevare l’economia della nostra provincia. Sarà una delle mie priorità l’intercettazione di ogni bando regionale di interesse per il mio territorio. Abbiamo bisogno di linfa nuova che passa attraverso i contributi economici della Regione Toscana. Per fare un esempio vorrei dare un nuovo assetto urbano ai tanti piccoli borghi che ad oggi si trovano in uno stato di abbandono e degrado in modo da poter attirare l’interesse di investitori italiani e stranieri che vedano nella nostra provincia e in Lunigiana la possibilità di risiedere e anche di creare opportunità per il turismo e per il lavoro. Inoltre ci sono tante strutture che hanno delle grandi potenzialità ma  sono state abbandonate dalle amministrazioni locali e soprattutto regionali, che invece hanno bisogno di essere restituite alla gente (uno per tutti il grande centro scolastico sportivo di Aulla che era il fiore all all’occhiello dell’intera Lunigiana). Altro punto fondamentale è la creazione di un un’efficace piano occupazionale, a misura del nostro territorio, attraverso la concessione di incentivi, facili da recepire (quindi si parla di snellimento della burocrazia), alle imprese che creano lavoro e che facilitino la ricollocazione lavorativa dei molti over 30. Coloro che a causa di un percorso lavorativo difficoltoso in questo momento sono disoccupati ma anche penalizzati da una politica che non aiuta gli “adulti” a trovare un lavoro. Senza dimenticare i corsi di formazione per i giovani che soprattutto in Lunigiana scarseggiano e non permettono ai nostri ragazzi di formarsi adeguatamente e pianificare efficacemente il proprio futuro».

Sanità, a fronte delle problematiche emerse durante il picco dell’emergenza Covid-19, in primis la scarsità di strutture e personale per affrontarla, che cosa del modello sanitario toscano deve rimanere e che cosa deve cambiare? Inoltre le liste d’attesa sono ancora troppo lunghe nella nostra provincia. Come risolvere?

«Per quanto concerne la sanità Toscana ritengo necessario conservare e potenziare le Case della Salute ma penso che sia assolutamente una priorità l’assunzione di nuovo personale medico e infermieristico. Necessario lo stop definitivo dell’intramoenia e, sempre, con l’obbiettivo di smaltire le lunghissime liste di attesa, che a tutt’oggi caratterizzano la sanità Toscana in maniera negativa, ci dovrà essere la possibilità di effettuare visite ed esami anche nei giorni festivi e fino almeno alle 22 con la realizzazione di cliniche e strutture sanitarie private convenzionate con il servizio sanitario pubblico».

Ambiente, favorevole o contrario alla discarica di Cava Viti (o ex-Cava Fornace)? Si impegna ad avviare ex novo, come richiesto dai comitati cittadini, la procedura di autorizzazione integrata ambientale (AIA) per il sito?

«Nel 2017/18 il Consiglio Regionale ha deliberato e richiesto la chiusura di Cava Fornace, ora improvvisamente, alle soglie del 2021, il candidato governatore del centrosinistra Giani, si ricorda che questa pericolosa cava esiste. Sono passati quasi tre anni dalla delibera regionale sulla chiusura di questa discarica, dove, ricordiamolo, vengono conferiti materiali inquinanti altamente pericolosi come l’amianto e altri rifiuti speciali e niente è cambiato. Moltissime norme regionali vanno in netto contrasto con l’ubicazione della discarica. Si trova in prossimità di un oasi naturale protetta e vicino all abitato di Renella e di Strettoia.
Ad oggi è emersa la volontà di prorogare l’Aia (autorizzazione integrata ambientale) fino al 2022. Il sito non è idoneo, le criticità ambientali sono evidenti. Cava Fornace va chiusa. Il continuo mancato rispetto della percentuale massima del 30% di rifiuto contenente amianto sul totale dei rifiuti conferiti in discarica, ormai da oltre 6 anni, rende bene l’idea dell’attenzione verso la nostra terra, da parte dell’assessore regionale all’ambiente Fratoni e da parte della regione Toscana. Il Pd che ha autorizzato, promosso e fatto gestire la discarica in questo modo, ormai da decenni, ci dà la misura dell’impegno di questo partito nella nostra provincia, una provincia dimenticata, una provincia di cui lavarsi le mani
».

Escavazione del marmo, è possibile un’estrazione sostenibile e se sì cosa può fare la Regione per attuarla?

«Argomento molto delicato quello dell’estrazione del marmo nelle nostre bellissime Alpi Apuane. Il mio punto di vista è seguire la strada di un corretto sistema di estrazione del marmo che segua il concetto di evitare la distruzione sistematica di una delle bellezze naturali e paesaggistiche del nostro territorio. Quindi certamente il marmo, bene di lusso, estratto secondo quantitativo prestabilito e assolutamente lavorato nella nostra provincia per dare occasione di rilancio alla nostra economia. No assoluto alle politiche di estrazione selvaggia e incontrollata che portano a una progressiva distruzione di un bene nazionale che va invece conservato e tutelato».

Politica, chi è il candidato o la candidata più distante dal suo progetto politico e quello/a più vicino/a?

«Trattandosi di un giudizio meramente politico e cercando di non scendere nel giudizio sulla persona, mi permetto di affermare che mi sento il più politicamente lontana possibile dal modus operandi del candidato uscente del Pd, Giacomo Bugliani che, nei suoi cinque anni di mandato regionale, ha portato ben pochi benefici alla nostra provincia e si è agganciato al carrozzone inutile della politica di sinistra fatta di aperitivi e incontri culturali che poco hanno giovato all’economia del nostro territorio e ora lo vedono in veste rivisitata di potenziale assessore al bilancio della Regione… Un po’ come i ministri che caratterizzano questo triste governo italiano, che pur non avendo nessuna specifica competenza in merito vengono investiti su ministeri che con il loro passato culturale e con le proprie competenze non hanno nulla a che fare. Al contrario mi sento vicina ad un candidato che come me non ha nessun famigliare politicamente coinvolto alle proprie spalle, non ha appoggi trasversali di partiti diversi, scende nelle piazze ad ascoltare la vera voce della gente e pensa al bene primario della sua provincia… Ma oltre me ce n’è qualcun’ altro? Credo proprio di no».