Quantcast
LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

“Non fare il BarbaGiani”, Carioli (Pd): «Abusivi i manifesti di Stefano Benedetti»

La campagna elettorale non è ancora iniziata. Ma c'è chi si è portato avanti.

MASSA – Scadono oggi i termini per richiedere al Comune i permessi per occupare gli spazi elettorali in cui affiggere i manifesti propagandistici in vista delle elezioni del 20-21 settembre 2020. Ma qualcuno, tra i candidati, si è portato già avanti. Succede a Massa, dove, da alcuni giorni, si notano le prime stampe di partito che annunciano l’imminente inizio della campagna elettorale sparse per la città. Imminente, perché da provvedimento governativo, come specificato nella Gazzetta del 24 luglio 2020, ufficialmente la campagna inizia dal trentesimo giorno precedente quello della votazione, e quindi da venerdì 21 agosto 2020.

In centro, sul lungomare, lungo l’Aurelia, però, si notano dei manifesti con raffigurato un “barbagianni” in primo piano. Sotto il nome di Stefano Benedetti e uno slogan: “Non fare il barbaGiani”. Il messaggio si può intuire: alle elezioni votate Stefano Benedetti e non quel barbagianni (?) di Eugenio Giani, candidato alla presidenza per il centrosinistra. Ma al di là dei contenuti, il capogruppo del Pd, Gabriele Carioli contesta al forzista, nonché presidente del consiglio comunale, l’assenza, sulle stampe, del contrassegno del Comune che ne autorizza l’affissione. E quindi l’assenza di autorizzazioni.

“Prima ancora di cominciare la campagna elettorale (Stefano Benedetti,ndc) inizia la sua corsa non rispettando la legge – commenta Carioli – Attacca sul piano personale e secondo lui dispregiativo il candidato Presidente del Centro Sinistra, Eugenio Giani, dandogli sul suo manifesto elettorale del Barbagianni (Barba Giani), postando nel manifesto, sotto il cognome Giani, l’immagine di un barbagianni. E non soddisfatto attacca abusivamente in tutti i cartelloni del Comune, non occupati oppure anche occupati, affiggendo, contro la legge, il manifesto ovunque trovi un posto incurante del fatto che è un abuso di legge. Ma non era il censore contro tutti quelli che non rispettano le regole?”.

E ancora riferendosi direttamente all’attuale presidente del consiglio: “Quando sono gli altri a sbagliare tu li denunci; in oltre 25 anni di consiglio comunale lo hai sempre fatto contro tutti e tutto. Adesso come farai a denunciare te stesso? E come farai a spiegare che quando denunciavi forse eri in buona fede? Ora tutti capiranno che non era buona fede la tua, ma, solo invidia, eri all’opposizione e non eri in condizioni di poter esercitare il potere. Oggi che finalmente puoi farlo, dimostri che non sei capace e distruggi in un attimo la tua immagine e pseudo credibilità di integerrimo censore. E si profilano due reati”.

Ad essere contestato l’uso del cognome del candidato presidente Eugenio Giani in modo denigratorio. E l’affissione abusiva dei manifesti: “Ti scordi di essere un amministratore pubblico (il presidente del consiglio comunale), che dovrebbe individuare e perseguire chi commette un reato di affissione abusiva su un patrimonio del comune, le plance dalle quali il Comune dovrebbe auto-finanziarsi. Ma adesso sei tu al comando dell’assise comunale e vuoi far capire chiaramente che le regole valgono per tutti gli altri, ma non per te… Che fine ingloriosa. E chi se l’aspettava? È proprio vero, e la storia lo insegna, mai fidarsi dei censori soprattutto se integerrimi”.

Contattato da La Voce Apuana, sulle autorizzazioni Stefano Benedetti risponde: “È vero nessuno mi ha dato i permessi, anzi, domani invado la città con manifesti più grossi…”.  Non è dato sapersi, se quelli, l’autorizzazione, ce l’avranno.

AGGIORNAMENTO – Carioli ha contattato in mattinata la redazione per far sapere che gli è arrivata comunicazione sulla regolarità dei manifesti. «Resta comunque la brutta immagine che il presidente del Consiglio comunale ha diffuso sul candidato Giani» ha dichiarato Carioli.