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Mercurio d’Argento, Barotti: «Repliche in bronzo nella terra dell’oro bianco. Deludente»

MARINA DI MASSA – «L’esposizione di repliche in bronzo di straordinarie opere in marmo, nella terra dell’oro bianco, suscita qualche perplessità poiché si pone in antitesi con la necessità di promuovere e valorizzare una straordinaria risorsa naturale che le Apuane custodiscono, contrasta con un indirizzo di sviluppo che dovrebbe incentivare la lavorazione, in particolare artistica, locale del marmo affinché i laboratori tornino ad essere fucine di originalità, cultura, innovazione, sbocco occupazionale e strumento di distribuzione della ricchezza che muove l’escavazione». Così il consigliere di opposizione Andrea Barotti interviene sull’apparizione delle repliche di alcune tra le opere più famose al mondo sul lungomare di Marina di Massa in vista della kermesse Mercurio d’Argento.

«Credo che i turisti, ma anche i residenti, guardando le nostre montagne, le cave e poi le opere in bronzo non riusciranno a capire le ragioni per le quali la nostra città, priva di fonderie, prediliga il metallo mentre il resto del mondo venga qui per portarsi a casa pezzi delle Apuane. L’altro aspetto che desta una certa delusione . prosegue Barotti – non mettendo in alcun dubbio la qualità delle copie, è il fatto che le statue siano delle riproduzioni e non sculture nate in bronzo, figlie dell’estro creativo di artisti che hanno attribuito ai maestri del metallo il compito di dare materia ai loro sogni, alla loro immaginazione; le repliche appaiono fuori contesto, destano quella sensazione che si prova visitando luoghi privi di storia che ricostruiscono monumenti, piazze,di altre città, di altri paesi. Nel
nostro caso si è pensato di collocare la copia della “pietà di Michelangelo” su un aiuola, il David sul pontile a prendere il sole ed il Mosè sotto un lampione quando bastava recarsi a Forte dei Marmi per avere un esempio di originalità con la Marguttiana e l’esposizione di sculture che destano la meraviglia, lo stupore della novità tralasciando, non volendo eccedere con gli esempi da seguire, la piccola Atene. Credo – aggiunge il consigliere – che la città avrebbe apprezzato molto di più se gli organizzatori avessero preferito un altro genere di prova artistica maggiormente espressiva di fantasia e genialità».

«In tema di copie credo che susciterebbe entusiasmo se, finalmente, venisse realizzato, in marmo, il portale del Biduino di cui abbiamo un calco in vetroresina – suggerisce – operazione che era stata promossa dalla locale sezione di Italia Nostra che tra l’altro, grazie ad una socia, si era offerta di fornire il materiale necessario. Tale iniziativa non ha avuto il sostegno delle istituzioni e si è, purtroppo, arenata quando, invece, avrebbe dato l’opportunità di far conoscere la maestria locale, restituire un pezzo di storia alla nostra città; frammento che oggi si trova all’estero.
Penso – conclude Barotti – che sarebbe opportuno se l’Amministrazione iniziasse a dare spazio all’Arte del nostro territorio non solo per farla crescere ma anche per attirare gli Artisti che visitano i nostri luoghi per capire l’origine, la storia del materiale che plasmano a colpi di martello e così trasformarci in una vetrina culturale; sarebbe estremamente positivo se, ad esempio, si offrisse la possibilità ai giovani, agli allievi degli istituti di indirizzo artistico (scuola del marmo, istituto d’Arte, accademia) di mostrare le loro capacità e se si organizzasse, con il contributo della fondazione marmo e dei concessionari di cava, un concorso internazionale di scultura, aperto alle scuole/accademie d’Arte per portare gli artisti del futuro nella nostra città e così creare un originale museo a cielo aperto».