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Focolaio covid, opposizione all’attacco: «Carrara ha diritto di sapere, si faccia chiarezza»

Non si sono fatte attendere le reazioni dei partiti di minoranza con Martisca (Fi), Baruzzo (Fdi) e Bernardi (Alternativa per Carrara). E Benedetti da Massa: «Dovrebbero essere evitate dai Comuni tutte le iniziative che mettono a rischio contagio con gli assembramenti le persone e quindi anche quella dei Carc»

CARRARA – Si accende la polemica politica sul focolaio covid che riguarda 18 nigeriani ospiti di una casa famiglia di Bonascola, frazione di Carrara. L’opposizione va all’attacco dei gestori del centro d’accoglienza e della giunta Cinque Stelle di Carrara. Ieri sera, sabato, il sindaco Francesco De Pasquale aveva dato l’annuncio del cluster presente in città. Nel pomeriggio la Regione Toscana ha fatto sapere che i 18 contagiati sono tutti in buone condizioni di salute e si trovano in quarantena. Non si sono fatte attendere le reazioni dei partiti di minoranza.

«Non si hanno notizie di chi siano i responsabili di questa tragedia e soprattutto non è stato specificato che luoghi abbiano frequentato negli ultimi giorni queste persone – afferma Lucian Martisca di Forza Italia – il sindaco si è limitato a invitare i cittadini a rispettare le norme di sicurezza di questo virus, come se fossero loro l causa di questo focolaio. Come al solito a Carrara deve succedere il peggio, zero sicurezza, zero controlli, siamo in mano a un’amministrazione che non è in grado di gestire una città così complicata. Pertanto invitiamo il sindaco Francesco De Pasquale a chiarire le dinamiche di questa situazione, Carrara deve sapere, tutti devono sapere in che situazione siamo. Forza Italia sta dalla parte dei cittadini, soprattutto dalla parte di chi ha sempre rispettato le norme di sicurezza di questo virus e aspetta dei chiarimenti su questa situazione che potrebbe penalizzare ulteriormente la città, con l’aiuto di Gianni Musetti e Riccardo Bruschi (membri storici di Forza Italia Carrara) ci impegneremo a trovare più informazioni possibili legate a questo nuovo focolaio situato a Bonascola, e le riporteremo ai nostri cittadini. Aspettiamo una risposta concreta da Casa Betania, la riteniamo responsabile di tutto ciò, le cose vanno fatte alla luce del sole e Carrara ha il diritto di sapere».

Sempre dal partito azzurro, ma sul fronte massese, interviene Stefano Benedetti, presidente del Consiglio comunale di Massa: «Intanto in Toscana sono stati individuati nuovi focolai e seppure il tasso attuale di mortalità si è notevolmente abbassato, i contagi sono in fase di aumento. Per questi motivi, credo che dovremmo evitare tutte le forme di assembramento e in primis le feste e le sagre per le quali nessuna associazione è in grado di garantire la massima sicurezza, senza considerare che le stesse in estate sono molto frequentate da turisti. Mi riferisco anche a quella dei comunisti (la festa di Riscossa Popolare dei Carc, ndr), che è stata autorizzata nel parco pubblico di Ricortola a Massa. Un parco che, tra l’altro, presenta delle criticità abbastanza pericolose. Nello stesso parco sono presenti diverse strutture abusive, mai condonate e proprio per questo, l’autorizzazione avrebbe dovuto essere rigettata a prescindere. Ma soprattutto, considerando questo nuovo focolaio di Carrara, credo che dovrebbero essere evitate dai Comuni tutte le iniziative che mettono a rischio contagio con gli assembramenti le persone e quindi anche quella dei Carc e in caso contrario mi auguro che durante il periodo di festa, le autorità competenti facciano dei controlli costanti e frequenti all’interno dell’area. Per quanto sopra, chiedo alle autorità competenti in materia di reati, di accertare se per il focolaio di Carrara, vi siano delle precise responsabilità e in tal caso di assumere tutti i provvedimenti previsti in questi casi».

Dall’opposizione carrarese interviene anche Massimiliano Bernardi di Alternativa per Carrara: «Non è stato sottoposto a nessun test e per questo un operatore di Casa Betania è disperato e ha paura, e forse non sarà il solo. Infatti assieme ad altri ha prestato lavoro presso più strutture gestite dai gestori ed è entrato a stretto contatto con centinaia di persone nell’ultima settimana tra migranti positivi al Covid-19 , volontari e altri operatori. Per queste motivazioni ritengo inaffidabile e pericolosa la presenza sul territorio di quella cooperativa che gestisce e ha gestito negli anni parecchie attività che mirano soprattutto ai rom, agli extracomunitari e ai senza tetto. Attività che si inseriscono molto bene nel mondo del volontariato, ma soprattutto che prevedono progetti dove circolano milioni di euro. Tutti soldi sicuri perché erogati o dalla Regione o dallo Stato». «Al momento – prosegue Bernardi – non si conoscono i risultati di eventuali altri test effettuati in altre strutture e nemmeno se i gestori abbiano comunicato tutti i nominativi degli operatori con contratto e dei volontari che prestano la loro opera gratuitamente come per esempio per le lezioni di italiano. Considerato il quadro illustrato non credo di essere l’unico in città a pensare che il sindaco De Pasquale responsabile della sanità pubblica e il nuovo prefetto, dal momento che è la Prefettura che gestisce gli appalti e le convenzioni per l’accoglienza dei migranti, debbano ognuno per le proprie competenze mettere sotto controllo e vigilare tutte le attività che questi gestori coordinano a livello comunale»

Anche Lorenzo Baruzzo di Fratelli d’Italia ha detto la sua: «La notizia che una ventina di nigeriani (ospiti del popolo italiano) in un centro di accoglienza di Carrara, gestito  da una di quelle associazioni,  ufficialmente “senza scopo  di lucro” ma che possono permettersi l’affitto di costose ville e alberghi, sono risultati positivi al covid 19, è la dimostrazione che la politica della gestione dell’accoglienza è del tutto fallimentare. Infatti in una situazione di emergenza sanitaria, con migliaia di morti sulla coscienza ancora non si sa di chi, lasciare che questi “richiedenti asilo” – che spesso sono vittime, prima di chi gli fa credere che in Italia ci sia il benessere, poi degli scafisti “agevolati” da chi per buonismo o per interesse delle coop amiche (?) ha respinto le proposte di Fratelli d’Italia che negli ultimi tre anni, in parlamento ha più volte chiesto il blocco navale, infine di chi dell’accoglienza e della (finta) solidarietà ne fa un business e talvolta  delle organizzazioni malavitose che trovano in loro forti braccia per la manodopera criminale – girovaghino per le città senza alcun controllo (e non ci vengano a dire che non è vero perché , questi signori si notano spesso uscire dai centri di accoglienza a piedi o in bicicletta per recarsi,  nei supermercati, nei tabacchini, nelle sale slot , nei luoghi della movida ecc.) da parte di chi li “gestisce” è grave.
Poiché nelle scorse settimane, in altre parti d’Italia, vi sono state fughe dai centri di accoglienza e attacchi alle Forze dell’Ordine, da parte di questi signori sarebbe opportuno che queste giovani “vittime del sistema”, che già si trovano sul territorio nazionale, nell’attesa che venga definito il loro status: se aventi diritto al “rifugio” (le statistiche parlano di un max del 30% dei richiedenti) o se clandestini (70%), siano messi sotto più attenta  sorveglianza da parte di chi è pagato per “gestirli”. Un focolaio come quello di Carrara, potrebbe rilevarsi una “bomba a orologeria” e dover ricominciare con limitazioni delle libertà individuali e di impresa, dopo tanti sacrifici cui siamo stati obbligati, sarebbe la morte (dal punto d vista economico e sociale) del territorio»
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