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Urbanistica, la minoranza di Montignoso: «Piano operativo necessita altre analisi»

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Il comune di Montignoso si appresta ad adottare il piano operativo comunale nell’ambito della programmazione urbanistica del territorio con molta fretta, senza dare il tempo di valutare ed approfondire le scelte che il Consiglio comunale dovrà assumere”. Così le forze politiche di minoranza Montignoso Democratica, Lega e Movimento 5 Stelle esprimono la propria preoccupazione per tale modo di procedere. “La documentazione – continuano – formata da molto materiale sia normativo che tecnico, è stata consegnata solo in sede di commissioni urbanistica ed assetto del territorio del 29 luglio scorso; tali commissioni si sono concluse con un’analisi iniziale di alcuni documenti, esaminando solo alcune trasformazioni, senza nemmeno che i commissari abbiano avuto la possibilità di prendere cognizione del merito delle scelte.
Le commissioni sono state riconvocate per il 4 agosto per proseguire l’analisi della documentazione, ma pare che l’amministrazione sia intenzionata a portare in consiglio comunale il piano operativo per l’adozione per il 7 agosto, in sostanza senza sapere se il lavoro delle commissioni del 4 agosto possa ritenersi esaustivo e completo nel rispetto del ruolo istituzionale e preparatorio di tali organi. Se così fosse, verrebbe di fatto vanificato il ruolo delle commissioni e limitata la possibilità per i consiglieri comunali di proporre eventuali emendamenti alla proposta di delibera da sottoporre al consiglio comunale, proprio perchè la documentazione è stata consegnata da poco e non tutti i consiglieri ne saranno in possesso fino al deposito degli atti in segreteria.

Si ritiene che una scelta così importante per il territorio comunale, che dovrebbe investire possibilità di sviluppo economico e sociale, associate ad un miglioramento dei servizi e delle infrastrutture, non possa essere affrontata in modo così sbrigativo, poco trasparente e senza rispettare i principi di partecipazione demandati alle commissioni consiliari ed ai singoli consiglieri. La preoccupazione è giustificata anche dal fatto che da una analisi sommaria non è chiara l’idea di città che il nuovo piano operativo vorrebbe delineare; proprio per questo è importante il contributo tecnico-politico dei commissari e di tutte le forze politiche.
Alcune zone vengono gravate ulteriormente di carico urbanistico senza prevedere miglioramento delle infrastrutture (come viabilità o parcheggi) e senza pensare a una precisa dislocazione dei servizi di interesse generale. Altre zone sono completamente dimenticate dalla nuova programmazione come il Pasquilio, che da tempo attende un’occasione di rilancio ambientale che possa migliorarne anche l’appeal turistico. Le destinazioni urbanistiche delle singole nuove trasformazioni non sembrano coerenti con la destinazione della zona.
Lo strumento della perequazione, che dovrebbe indirizzare le trasformazioni edilizie, viene utilizzato senza un criterio preciso, in alcuni casi troppo gravoso, compromettendo l’intervento, in altri casi quasi assente o non giustificato per le reali necessità della zona.

Dati i dubbi sopra esposti quindi, è importante avere a disposizione il tempo utile per valutare in modo approfondito il piano e per poter svolgere i compiti istituzionali, che altrimenti verrebbero vanificati. Le forze politiche di minoranza non comprendono tutta questa fretta ora, per un iter iniziato con il nuovo piano strutturale oltre 9 anni fa, costato oltre 200mila euro; il passo attuale è fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio negli anni a venire e non può essere trattato dalle commissioni in pochi giorni, dopo ritardi non certi dovuti alle minoranze.
Confidiamo in un ripensamento che riesca a farci ricredere sulla poca trasparenza che sembra accompagnare la giunta Lorenzetti, che potrebbe non avere un serio percorso di confronto e contributi sulla pianificazione del territorio; pertanto comunichiamo la nostra disponibilità a lavorare durante tutto il mese di agosto approfondendo meglio tutto il piano nelle commissioni proposte, consci anche del fatto che ormai portare in adozione il piano a ferragosto o ai primi di settembre non cambi certo l’iter finale dello strumento”.

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