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Sanità, Rossi inaugura 40 posti letto per le cure intermedie:«Ora si decida come ristrutturare gli ospedali» foto

Sopralluogo a Massa e a Carrara del presidente uscente della regione Toscana.

Il rischio concreto, e lo scenario più critico, è quello che prevede l’intrecciarsi dell’influenza stagionale con la ripresa feroce del Covid-19. E per arrivare preparata a quell’eventualità, per fronteggiare un autunno che rappresenta una vera e propria incognita, la Regione corre ai ripari. La sanità pubblica toscana, d’altronde, è stata messa a dura prova dalla comparsa del Coronavirus. E qualche ferita aperta, nel sistema, c’è ancora. A suon di nuove assunzioni, ristrutturazioni e finanziamenti, ora si cerca di risanare quelle ferite. A partire dall’aumento dei posti letto destinati alle cure intermedie.
Il presidente uscente della Regione Toscana, Enrico Rossi, questa mattina ha inaugurato i 40 nuovi letti allestiti al Monoblocco di Carrara e all’ospedale civico di Massa. Le due strutture ospiteranno i presidi per le cure intermedie, cioè posti letto destinati a quei pazienti che non sono più così gravi da restare in ospedale ma che non sono nemmeno nelle condizioni di fare rientro a casa.
Con questa aggiunta (14 posti a Carrara, 26 a Massa) si arriva complessivamente a 60 nuovi posti letto allestiti dall’inizio dell’emergenza, di cui 26 per pazienti Covid positivi e 34 per pazienti no-Covid. Con la prospettiva di arrivare alla quota di regime di 57 posti letto per i no Covid, per rispettare il parametro di 0,4 posti letto ogni mille residenti indicato dalla Regione Toscana in una recente delibera.
“Prima del 2019 – ha detto il presidente  della Regione Enrico Rossi – non avevamo potuto aggiungere altri posti letto per il blocco delle assunzioni per le quali potevamo spendere l’1,4% in meno di quanto speso nel 2004. Per 16 anni i vari Governi che si sono succeduti non hanno ritenuto di finanziare in maniera adeguata la sanità, neppure nelle regioni come la Toscana in pareggio di bilancio”. E quei Governi, il presidente uscente, li nomina tutti: da quello Berlusconi a quello Letta, da quello Monti a quello Gentiloni, senza dimenticare il governo Renzi e i due governi Conte. “Con l’emergenza Coronavirus questo vincolo è stato tolto ed abbiamo potuto assumere 400 medici e circa 1.600 infermieri, con l’obiettivo di arrivare a 3mila assunzioni complessive entro la fine dell’anno. Questo programma di potenziamento della sanità pubblica riguarda anche Massa Carrara, un territorio in cui, grazie alle nuove assunzioni, siamo in grado di garantire nuovi servizi”.
Ora il dibattito ruota attorno al tema della sicurezza sismica dei due edifici. Un tema comune a tutti gli ospedali toscani. “La Regione ha messo a disposizione 13 milioni di euro per l’intervento all’ospedale di Carrara – spiega Rossi – per quello di Massa abbiamo chiesto al Governo nazionale 10 milioni di euro, ma siamo disposti, nel caso non arrivassero, a tirarli fuori noi”. Sul come utilizzare quei soldi “lo lascerei decidere al dibattito locale” dice Rossi, poi aggiunge: “ma si decida entro ferragosto”.
Le possibilità di riapertura totale e non parziale prevedono nel caso del monoblocco di Carrara la creazione di una struttura contigua all’ospedale e la demolizione di un paio di piani. “Si tratta di ospedali vecchi”, ha ribadito Rossi, “direi che è il caso di non attaccarsi troppo al passato”. Sulla proposta avanzata dai consiglieri di maggioranza di Massa che erano presenti al sopralluogo all’ospedale vecchio di realizzare lì il distretto sanitario, si dichiara favorevole. E riguardo “la ferita aperta” delle Rsa, spiega: “Per evitare che il Covid facesse più danni siamo entrati nelle Rsa, abbiamo insistito affinché venisse inserita la presenza di un medico. Ma si tratta di una ferita aperta che ha colpito la parte della popolazione più anziana, più povera, più sola. Significa che su questo fronte dobbiamo fare di più”.
Ad accompagnare il presidente della regione nei presidi ospedalieri, che domani farà tappa in Lunigiana, la responsabile del distretto Apuane dell’Ausl, Monica Guglielmi, e la direttrice generale, Maria Letizia Casani: “Grazie a questa programmazione – ha sottolineato il direttore generale dell’Asl Maria Letizia Casani – possiamo assicurare un percorso di continuità che garantisca ai pazienti dimessi da ogni nodo della complessa rete assistenziale una risposta tempestiva verso il setting appropriato, sempre in accordo con i medici di medicina generale”. A prendere parte al sopralluogo, anche il presidente della provincia Gianni Lorenzetti, il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale, il consigliere regionale Giacomo Bugliani, anche candidato alle prossime elezioni di settembre, la consigliera comunale Roberta Crudeli, anch’ella candidata alle elezioni regionali.

Le reazioni
La visita del presidente regionale uscente non convince proprio tutti. Il comitato di Primo soccorso e urgenza di Carrara, contesta quella che definisce una “passerella elettorale” affermando che “è ben visibile sotto gli occhi di tutti il fallimento della sua politica sanitaria”. “Un PAL (piano attuativo locale) costantemente disatteso, con Risonanza Magnetica inutilizzata ferma al vecchio ospedale di Massa, liste di attesa aberranti e il mancato trasferimento della Medicina Nucleare e della Scuola Infermieri a Carrara. Valutiamo positivamente l’apertura del reparto di degenza per le cure intermedie al V piano del monoblocco ma giudichiamo del tutto vergognoso lo stucchevole cerimoniale di taglio del nastro in corsia, a pochi metri da anziani e degenti. Un comportamento irrispettoso a cui si è purtroppo prestato anche il sindaco De Pasquale”.
“Si pensi che l’ospedale di Carrara come ricordato anche dal compianto prof. Achille Sicari, non ebbe mai una vera inaugurazione. Nel 1976 la stessa direzione generale giudicò inopportuna una cerimonia inaugurale in un luogo di sofferenza. Carrara ha pagato fin troppo sul piano della sanità. Ricordiamo che non a caso nel ventennio 2000 – 2020, con Rossi è stato assessore regionale alla sanità e governatore abbiamo avuto la chiusura degli ospedali di Carrara e Massa e la creazione del Noa con tutti i problemi che tuttora ne conseguono. Ci è stato tolto tutto: degenza, reparti, specialistiche, e pure il punto nascite. Oggi non si può più neanche nascere a Carrara. Abbiamo di fatto perso anche quel sano orgoglio di appartenenza nativa a questa terra.
La popolazione di Carrara, che per anni si era quasi ingenuamente fidata, oggi guarda con sospetto, preoccupazione e una mal celata punta di risentimento i responsabili di questo scempio. Carrara è rimasta fin troppo scottata da queste scelte irragionevoli prese nell’interesse esclusivo di logiche privatistiche. Nei giorni scorsi Giani ci ha definito come la Cenerentola della Toscana; su questo indubbiamente non ha torto, ma dobbiamo domandarci chi ha fatto questo? Chi è stato al governo della sanità di questi ultimi vent’anni?”.