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«Nell’ultimo consiglio comunale la prima evidente crisi di maggioranza»

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“Giovedì sera, se ci fosse stato il tanto promesso streaming durante lo svolgersi del Consiglio Comunale, qualsiasi cittadino avrebbe potuto assistere alla prima evidente crisi di maggioranza, causata dalla solita superficialità dell’Assessore Mariotti e dallo sconclusionato e arrogante metodo di governo da parte del Sindaco Valettini, i quali, dopo tre anni di mandato, finalmente portavano il Piano Di Protezione Civile del Comune. Una pratica delicata e fondamentale per la Città di Aulla, che in tale materia dovrebbe essere capofila di tutti gli altri Comuni, in virtù delle terribili esperienze già vissute nel passato e che hanno profondamente ferito la nostra popolazione”. Ad intervenire attraverso una nota congiunta è il gruppo di opposizione del Comune di Aulla formato da Maria Grazia Lombardi, Monja Brunelli, Filippo Coppelli, Silvia Magnani e Arturo Andrea Demetrio. “Un argomento di primo piano – proseguono – che l’Amministrazione avrebbe dovuto affrontare con coscienza e conoscenza, ma che, purtroppo, ha messo alla luce le evidenti carenze del Sindaco Valettini e dell’Assessore Mariotti, che fondano il proprio agire sulla sicurezza del voto incondizionato dei propri compagni di gruppo, i quali sempre più spesso si vedono obbligati ad appoggiare le volontà dei propri superiori, dando l’impressione di non sapere neppure di cosa si tratti.

Un Sindaco, che come primo responsabile della sicurezza dei Cittadini, non si è degnato neppure del controllo di un documento imposto dall’alto e inadeguato sotto tutti gli aspetti, addirittura pericoloso visto l’argomento trattato. Sotto gli iniziali colpi dei Consiglieri Demetrio e Coppelli, che svelavano, con atti alla mano, la verità riguardo il pericoloso agire di questa maggioranza, il primo ad abbandonare la sala comando era proprio il Sindaco Valettini, il quale, prima di definitivamente abbandonare l’assise, comunque cercava di mettere il
bavaglio ai restanti consiglieri di opposizione, evidenziando la propria, ormai conosciuta, poca propensione alla critica e, soprattutto, svelando la sua vera natura anti-democratica. Chiedeva, infatti, di votare subito il ritiro del punto all’ordine del giorno, estremo tentativo di porre rimedio alla gravissima figura fatta, che però non andava a buon fine, per cui, senza alcun accenno e dichiarazione, a fronte della decisione di garantire il diritto alla parola dell’Opposizione, letteralmente scappava dal palazzo comunale, non accettando il confronto e andandosi a nascondere, evidentemente, per la vergogna o, magari, per meglio elaborare il proprio fallimento politico. La seduta continuava con gli interventi delle Consigliere Magnani, Lombardi e Brunelli che sottolineavano ancor di più l’inconsistenza dell’assessore Mariotti, chiedendone, per l’ennesima volta, le dimissioni. La Maggioranza, decimata dalle varie legittime e non legittime defezioni di alcuni suoi membri, andava quindi in difficoltà e, messo in votazione il ritiro dell’ordine del giorno, come da loro stessi richiesto, non riusciva neppure a raggiungere il numero legale per votare, sancendo la più evidente crisi politica dall’inizio
della propria consiliatura.

Uno spettacolo indecoroso che la nostra città non merita, soprattutto in memoria del dramma che ha vissuto nel proprio lontano e vicino passato. Nessuno potrà negare quanto sopra detto e testimoni ne sono state le urla e gli strepiti, che dal Palazzo Comunale, dopo la chiusura del Consiglio Comunale, rimbombavano nel silenzio di una notte, che per l’Amministrazione Valettini diventava sempre più scura. Una evidente sconfitta politica che dovrebbe portare il Sindaco a fermarsi e, finalmente, caricarsi delle proprie responsabilità, senza incolpare altri, prendendo le opportune decisioni per il bene della città, innanzitutto ridimensionando chi si è dimostrato non all’altezza per manifesta incapacità. Noi continueremo nel nostro meticoloso e silenzioso lavoro di Opposizione, compatti e coesi, ma d’ora in poi senza più scusanti per chi sarà in Amministrazione, perché dopo tre anni di scuse, la stesse non sono più accette”.

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