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Bagarre in consiglio, sudori freddi per la giunta

Il sindaco risponde: "Mai come adesso tutelati ambiente e paesaggio"

Sudori freddi per la maggioranza nel Consiglio comunale dedicato al tema che è stato suo cavallo di battaglia in campagna elettorale: il marmo.
All’ordine del giorno ci sono l’attività di ricognizione degli agri marmiferi e, soprattutto, i piani di concessione degli agri e i PABE, rimandati a una seduta successiva allo scadere della mezzanotte.
Fuori la protesta indetta da Athamanta che ha raccolto adesioni dalle principali associazioni ambientaliste del territorio, Legambiente in testa, a cui il regolamento sembra cucito su misura per le imprese. La seduta subisce un rallentamento iniziale dovuto alla querelle sull’ingresso dei giornalisti, messo ai voti e di seguito consentito. Viene poi interrotta per quasi due ore a seguito del tentativo dei manifestanti di forzare l’ingresso in sala consiliare, che provoca l’intervento delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa. Entra una delegazione di ambientalisti composta da quattro elementi che dopo pochi minuti iniziano a gridare la loro disapprovazione, subito prima di lasciare l’aula: “Vergogna, il Consiglio avrebbe dovuto prevedere la partecipazione del pubblico, non avete a cuore gli interessi della popolazione.”

IL PUNTO
Viene approvata l’attività di ricognizione degli agri marmiferi quali beni appartenenti al patrimonio indisponibile del Comune coi voti favorevoli dei 15 consiglieri di maggioranza e quelli contrari dei consiglieri d’opposizione presenti (Giuseppina Andreazzoli, Luca Barattini, Massimiliano Bernardi, Cristiano Bottici, Roberta Crudeli, Gianenrico Spediacci, Andrea Vannucci). I lavori s’interrompono alla conclusione della discussione di carattere generale sulle concessioni degli agri marmiferi. Anche i Piani Attuativi dei Bacini Estrattivi sono rimandati alla seduta successiva.

IL SINDACO NON RISPONDE ALLE ACCUSE
Il discorso introduttivo di De Pasquale è compiaciuto: “Mai nessuno prima di questa amministrazione si era cimentato con una sfida così importante, per qualità e quantità degli atti presentati. Il nostro cammino è stato guidato da alcuni principi: incrementare la tutela dell’ambiente e del paesaggio, aumentare le ricadute economiche dell’attività estrattiva sulla città tutta e in generale, stimolare il settore a mettersi al passo con i tempi salvaguardando sempre l’occupazione.”

Il primo colpo arriva in sede di discussione sulla ricognizione degli agri marmiferi da parte del consigliere Bottici (PD): “Sindaco, come mai, dopo anni di proclami e battaglie, non ha dato mandato agli uffici di proseguire la ricognizione dei beni estimati, che avrebbe dovuto completare nei suoi primi cento giorni di governo? Essa era uno dei suoi principali cavalli di battaglia in campagna elettorale. Nel 2016 da consigliere d’opposizione lei presentò una mozione per impegnare il Comune a completare la ricognizione dei beni estimati. Nel 2017 durante una conferenza stampa annunciò il ricorso alla corte dei conti per 6 milioni di euro per mancate entrate.” Incalza la consigliera socialista ed ex assessora al bilancio Giuseppina Andreazzoli: “Se io ero ladra a fare queste cose, come ci definì allora, lei oggi cos’è?” Accuse a cui il sindaco non dà risposta, con stupore dei due consiglieri. “Tace perché non ha nulla di sensato da dire – commenta Vannucci – Il sindaco sosteneva che i beni estimati fossero pubblici: ma che si sia reso conto di essersi sbagliato o che abbia mentito, qualcosa dovrebbe pur dire.”

IRENE RUBINO