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Cup, incontro tra Regione e sindacati. Uil:«Basta trucchi contabili»

Domani il vertice a Firenze per decidere il futuro dei lavoratori e delle lavoratrici impiegati nei centro unici di prenotazioni.

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Domani, giovedì 2 luglio, si terrà un incontro tra il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e i rappresentanti dei sindacati in merito alla vertenza dei lavoratori del Cup. A comunicarlo è il consigliere regionale del Pd Giacomo Bugliani.

“Quello dei servizi Cup di Massa-Carrara – dichiara Bugliani – è un tema che ormai da troppo tempo affligge i lavoratori e rispetto al quale occorre fare chiarezza, delineando percorsi che mettano in sicurezza gli operatori del settore e restituiscano dignità alle loro mansioni. C’è
un’emergenza da affrontare ed è quella della continuità lavorativa e del mantenimento di tutti i diritti dei dipendenti, non solamente quelli legati alla retribuzione. Ma c’è anche da dare una prospettiva futura a queste persone e alle loro famiglie che, a mio avviso, non può non
tendere alla loro progressiva stabilizzazione”.

Nel merito interviene anche il responsabile di settore per la Uiltrasporti, Rolando Bellè: “Lavoratori front office o Cup dell’Usl Toscana nord ovest, non c’è solo il problema dell’appalto. Ci sono altre questioni da risolvere: l’applicazione di un contratto nazionale adeguato, il riconoscimento degli straordinari all’interno del salario ordinario visto che a oggi, grazie a questo ‘trucco contabile’, non vengono calcolati correttamente i ratei di tredicesima, quattordicesima, trattamento di fine rapporto e pure le malattie”.

“Insomma, non basta risolvere le criticità della gara d’appalto affidata al consorzio Cns e da quest’ultimo – spiega Bellè – a Cooplat. Se la sospensione rappresenta un piccolo passo in avanti, tanti altri ne restano da fare: le difficoltà conclamate di un sistema ingiusto del cambio appalto regionale penalizza ancora una volta i lavoratori dei Cup del servizio sanitario di Massa Carrara gestito in appalto. Sono stati effettuati tre giorni di sciopero e nonostante tutti gli interessati (Usl, Regione Toscana, sindaci, prefetto e parlamentari) abbiano espresso piena solidarietà ai lavoratori ed abbiano sottolineato l’importanza del servizio per la cittadinanza, a oggi permangono le stesse criticità. Nulla è cambiato per tutti quei lavoratori che rischiano di perdere ore e reddito nel cambio appalto”. E qui si parla di numeri concreti: “L’azienda sanitaria parla di 2.633 ore sviluppate dai 108 lavoratori e garantisce come Estar e il vincitore dell’appalto, il consorzio CNS, il rinnovo dei singoli contratti come quelli attuali – prosegue la Uil -. Peccato che questi lavoratori, regolarmente e continuativamente, svolgano molte più ore di quelle previste dal contratto attuale e che vuol esser riproposto alla firma degli stessi lavoratori. Crediamo che, oltre all’importanza dell’applicazione di un contratto nazionale adeguato (non si capisce perché alla stragrande maggioranza viene applicato quello delle pulizie, forse perché è quello dove vengono pagati meno i lavoratori?), le ore supplementari pur essendo un reddito acquisito non saranno riconosciute come tali dal nuovo appaltatore, che dovrebbe entrare in servizio dal primo di agosto. Perché il committente, il servizio Sanitario, il pubblico, non si preoccupa di garantire condizioni lavorative adeguate a tutti quei lavoratori che operano in appalto? Perché non un contratto adeguato? Si pensi che per questo servizio in Toscana ci sono dei lavoratori a cui viene applicato il contratto dei metalmeccanici, delle cooperative sociali o delle pulizie. Riteniamo assurdo tutto questo così come riteniamo assolutamente ingiusto far lavorare i lavoratori regolarmente con supplementari. Per le ore supplementari, infatti, non vengono calcolati i ratei di tredicesima, quattordicesima e Tfr. E se vado in malattia vengo pagato per le ore contrattuali anche se ne svolgo molte di più con regolarità, settimanalmente, mensilmente, annualmente. Chiediamo ufficialmente una riunione congiunta con Regione Toscana, Estar e CNS – conclude – alla presenza dei sindaci e dei loro rappresentanti in parlamento per evitare che ognuno di questi attori non scarichi sull’altro la responsabilità della soluzione della vertenza dei lavoratori del Cup”.

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